Grecia. Tsipras torna sulla scena per rassicurare i greci, dopo i giorni del crollo della Borsa. L’accordo è possibile

Grecia. Tsipras torna sulla scena per rassicurare i greci, dopo i giorni del crollo della Borsa. L’accordo è possibile

Nel terzo giorno in cui le banche greche hanno sofferto ancora di ingenti perdite sul mercato borsistico di Atene, il premier greco e leader di Syriza, Alexis Tsipras, ritorna a parlare nel corso di una conferenza stampa. “La Grecia è alla stretta finale dei negoziati”, ha detto Tsipras, nel tentativo di rassicurare i cittadini greci su una conclusione felice e a breve termine dei colloqui che dovrebbero portare nuovo ossigeno alle banche attraverso la prevista ricapitalizzazione di almeno dieci miliardi di euro. I negoziati tra la Grecia e i suoi creditori istituzionali, in realtà, si sono trasformati in una vera e propria corsa contro il tempo. Entro il 20 agosto occorre stringere l’accordo per il terzo programma di aiuti triennale che dovrebbe portare nelle casse greche 86 miliardi di euro, con una prima tranche di 24 miliardi entro la fine dell’estate. La scadenza del 20 agosto è invece relativa alla rata del prestito di 3,2 miliardi dovuta alla BCE.

L’accordo è possibile, si affrettano a dire da entrambe le parti. A tal punto che lo stesso Tsipras in conferenza stampa si è mostrato ottimista sull’esito dei negoziati, che dovrebbero porre fine all’incertezza sulla conferma della Grecia nell’eurozona. “Nonostante le difficoltà che affrontiamo”, ha detto Tsipras, “speriamo che questo accordo possa porre fine all’incertezza sul futuro della Grecia”. A sua volta, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha detto all’Agenzia di stampa France Presse che “tutti i rapporti che mi sono stati consegnati confermano l’accordo per questo mese, preferibilmente prima del 20 agosto. I negoziati proseguono in modo soddisfacente”.

Gli esperti della Commissione, della BCE e del Fondo Monetario Internazionale hanno dato inizio agli incontri con il governo Greco nell’ultima settimana di luglio. Gli esperti del Meccanismo di Stabilità Europeo, il fondo dell’eurozona dal quale si attendono 50 miliardi euro, partecipa ai colloqui ma senza avere gli stessi poteri della troika per dettare condizioni sul prestito. Un eventuale fallimento dell’accordo renderebbe necessario il ricorso, non si sa con quali fondi, ad un prestito ponte di almeno 7 miliardi euro, concordato a livello di Unione Europea nello scorso luglio. In realtà, nessuno nell’eurozona desidera oggi un accordo a breve termine, che vedrebbe il voto sfavorevole, già annunciato, di diversi paesi non euro della Unione, a partire dalla Gran Bretagna di Cameron.

La situazione delle banche in questi giorni di riapertura, dopo cinque settimana, si è rivelata drammatica, con una perdita complessiva sul mercato borsistico di Atene del 50% del valore delle azioni. I creditori della Grecia stimano che sono necessari non meno di 25 miliardi di euro subito per ricapitalizzare le banche greche, mentre i media ellenici riportano che fino a dieci miliardi di euro potrebbero esser resi disponibili alle banche con la prima rata del prestito. In una lettera al Parlamento europeo diffusa mercoledì 5 agosto, la BCE ha confermato l’elaborazione di una valutazione complessiva dello stato delle banche greche, ed ha annunciato che si potrebbero utilizzare dei fondi per coprire la scarsità di capitali.

Dopo la conferenza stampa di Tsipras, una delle sue portavoce ha confermato che le elezioni legislative avranno probabilmente luogo in autunno, ma ha aggiunto che “dipenderà da quanto sarà pronto questo governo nella stagione che verrà”. Naturalmente, Tsipras confida ancora sull’appoggio all’accordo da parte delle opposizioni europeiste in Parlamento, chiamato a votare entro il 18 agosto. Tuttavia, non nasconde di tenere in considerazione i dubbi di Varoufakis e di quei 39 parlamentari che nelle due precedenti votazioni in Parlamento hanno deciso di votare contro gli accordi, che chiedevano politiche di tagli e austerità, secondo la loro valutazione. Ovviamente, gran parte del destino della Grecia, di Syriza e dello stesso Tsipras dipenderà dall’esito dell’accordo che si sta mettendo a punto in queste ore.

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