Grecia. Parlamento approva l’accordo. Syriza: cronaca di un divorzio annunciato

Grecia. Parlamento approva l’accordo. Syriza: cronaca di un divorzio annunciato

Il Parlamento greco ha approvato questa mattina l’accordo firmato dal governo Tsipras con i creditori internazionali sul terzo programma di aiuti per complessivi 86 miliardi di euro, contro la definizione di 35 riforme strutturali, con 222 voti a favore, 64 contrari e 11 astenuti. È stata una notte parlamentare che sicuramente passerà alla storia, nella Grecia contemporanea, un notte tumultuosa di dibattiti incandescenti e a volte perfino surreale. Ciò che politicamente era in gioco, oltre alla concessione degli 86 miliardi di euro, era la tenuta di Syriza. Se il partito di Tsipras non avesse superato i 120 voti, sui 149 di cui dispone in Parlamento, si sarebbe aperta la strada a una mozione di censura contro Tsipras e al voto di fiducia entro la prossima settimana. Sostanzialmente, sarebbe stato il viatico per elezioni anticipate a settembre o al massimo a ottobre. Alla conta dei voti, nella prima mattinata di venerdì 14 agosto, sono stati più di 40 i parlamentari di Syriza che hanno detto no al terzo programma di aiuti. Varoufakis, che guidava alcuni di loro, ha parlato esplicitamente di termini punitivi contenuti nell’accordo e del tradimento delle promesse elettorali.

Prima del voto parlamentare, lo stesso Tsipras aveva ammonito i suoi che quel pacchetto contenuto nell’accordo era “una scelta necessaria” la per la Grecia, e che lui avrebbe sempre lottato contro la proposta tedesca di un prestito ponte, che “avrebbe trasformato questa crisi in una crisi senza fine”, oppure nell’anticamera per l’uscita dall’euro. Invece, con l’accordo da 86 miliardi di euro contro 35 riforme strutturali, ha rilanciato Tsipras ai suoi detrattori dentro Syriza, si entra in una nuova fase di ricostruzione dell’economia e dello stato sociale.

Dopo l’approvazione da parte del Parlamento greco, nel tardo pomeriggio di venerdì sarà l’eurogruppo a doversi esprimere sulla conferma dell’accordo, mentre da lunedì 17 agosto alcuni Parlamenti europei – tra i quali decisivi saranno il Bundestag tedesco, quello olandese e quello finnico – dovranno ratificare l’accordo. Se tutto ciò accade, entro il 19 Atene potrà ricevere un primo versamento di circa 24 miliardi di euro, 10 dei quali necessari per ricapitalizzare le banche, 3,5 per pagare la rata alla BCE, e il resto per ricostruire lo stato sociale.

La frattura che si è aperta dentro il gruppo parlamentare di Syriza è probabilmente ormai insanabile. Tsipras e i suoi ormai cento deputati sfidano un nutrito gruppo di una quarantina di loro, capeggiati da Varoufakis e da Lafazanis, entrambi ministri dimissionari, e dalla presidente del Parlamento di Atene, Konstanopoulou, che questa notte ha annunciato: “non sosterrò mai più il primo ministro”. La stessa portavoce di Tsipas, Olga Gerovasili, ha ammesso che le fratture dentro Syriza sono a tal punto profonde e insanabili, che una scissione sarà inevitabile, a questo punto.

 

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