Casamonica, Gabrielli ammette le colpe ma le teste le deve tagliare il Viminale. Appello alla mobilitazione del vicesindaco di Roma Causi

Casamonica, Gabrielli ammette le colpe ma le teste le deve tagliare il Viminale. Appello alla mobilitazione del vicesindaco di Roma Causi

Il funerale-show di Vittorio Casamonica è stata una “vicenda gravissima per il disdoro che ha recato, per la percezione di una città non controllata, per l’immagine della Capitale”. Queste le parole del Prefetto Gabrielli che ha voluto una conferenza stampa, affollatissima, dopo il vertice del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza di Roma Capitale, la quale hanno partecipato il Vicesindaco, Causi, i Comandanti provinciali di polizia, carabinieri, guardia di finanza e degli altri Corpi dello Stato. Gabrielli in apertura dell’incontro con la stampa ha voluto puntualizzare poi su una sua dichiarazione: “Non ho mai detto che sarebbero rotolate teste, ho sempre detto che la cosa era grave. Se nel caso, le teste le fa rotolare il ministro, a partire dalla mia”. Il prefetto ha poi annunciato di aver proposto “un nuovo modello di alimentazione dell’informativa delle autorità di pubblica sicurezza”. Sul punto già nelle prossime ore dalla prefettura partirà una specifica direttiva. “In base a questa direttiva – ha spiegato Gabrielli – dovremmo individuare nella messe di informazioni che ogni giorno circolano nel sistema quelle che le autorità ritengono necessarie e opportune perché possano prendere i provvedimenti richiesti. Verrà creato un gruppo di raccordo permanente con i capi di gabinetto di prefettura e questura e ufficiali di analogo livello dei carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale dello Stato e polizie locali”.

Questa famiglia nella città ha un rilievo assoluto nell’ambito della criminalità

Poi il Prefetto è entrato nello specifico del crack devastante dei funerali del Casamonica: “Le informazioni c’erano, anche se in modo indiretto, ma non sono state valorizzate. Sia polizia che carabinieri sapevano che ci sarebbe stato il funerale del capostipite di una famiglia che nella città ha un rilievo assoluto nell’ambito della criminalità”. Oltre 100 le persone appartenenti al clan e componenti della famiglia, arrestate negli ultimi anni. “Le informazioni – ha ribadito il Prefetto – c’erano ma non hanno raggiunto i vertici. Se i vertici fossero stati messi nelle condizioni di conoscere le informazioni, le modalità di svolgimento del funerale sarebbero state diverse. Non mi sento nella condizione di poter dire che il questore ha sbagliato, perché non ha ricevuto informazioni”.

Siamo stati tutti strumento inconsapevole dei Casamonica. Sono loro che hanno veicolato le immagini

Poi il Prefetto fa un ulteriore passaggio che la dice lunga su quanto accaduto e quanto subito dalla città: “”Probabilmente siamo stati tutti uno strumento inconsapevole dei Casamonica, che volevano che quella cerimonia avesse risalto. Non soddisfatti della copertura che si era realizzata tra le 12 e le 17, sono loro che hanno veicolato le immagini, perché solo chi era presente poteva averle mi rifiuto di pensare che fossero state nella disponibilità di un professionista, che avrebbe certamente fatto uno scoop molto prima delle 17. Questo vuol dire che in quelle cinque ore, questi signori che avevano preparato le esequie con tanta cura, con macchine venute da tutta Italia e dall’estero, elicotteri e quant’altro, senza ricevere nemmeno un tweet, si siano dati da fare”. Ed ancora sul lancio dei fiori sulla piazza da pilota che con il suo ultraleggero ha violato tutte le regole e che ha impressionato per la facilità con cui questa azione è avvenuta: “Il tema del sorvolo si affronta e si risolve con un’azione di intelligence e investigativa di prevenzione. Dobbiamo essere consapevoli che in una società in cui gli ultraleggeri possono muoversi sul territorio liberamente, per non parlare dei droni è difficile intervenire quando questi oggetti si sono già alzati in volo”.

Il Vicesindaco Causi: “Forze politiche, civiche e sociali si uniscano in questa battaglia. Serve coraggio e intelligenza”

Terminato il vertice a Palazzo Valentini, in assenza del Sindaco Marino, ha parlato il suo Vice Causi. Un vero e proprio appello alla città ed alle sue rappresentanze: “Faccio appello a tutte le forze politiche, civiche e sociali di Roma affinché si uniscano in questa battaglia. Una battaglia in cui serve coraggio e intelligenza. La storia del nostro Paese ci insegna che non sono battaglie che si vincono senza unità. La novità in questi ultimi giorni – ha spiegato Causi in merito alle polemiche seguite alle esequie del patriarca Casamonica – riguarda l’ondata di indignazione per quello che è successo. Noi dobbiamo trasformare questa indignazione in un elemento di consapevolezza culturale e politica della nostra collettività che questa è una battaglia che non è cominciata giovedì scorso, che certamente ha avuto dei momenti di non piena consapevolezza da parte della classe dirigente di questa città, ma che dal 20 agosto, anche per l’indignazione, rende necessaria una risposta ferma da parte dello Stato”. “Questa indignazione è per noi la base di consenso per un’azione repressiva più efficace”.

Case popolari. Trenta alloggi, per ora, nella disponibilità di esponenti della criminalità organizzata

Poi il bollettino del malaffare e le scoperte fatte in questi giorni dall’Amministrazione Marino, che non sono poi così sconcertanti come alcuni quotidiani le hanno descritte: “Negli ultimi mesi, con una normale attività di accertamento, il comune ha liberato 743 alloggi popolari, comunali e regionali, occupati da persone che non ne hanno titolo. Gli sfratti sono in corso. Sono stati fatti circa 4000 controlli e, dai dati in nostro possesso, di questi 743 solo una trentina sarebbero occupati aventi titolo appartenenti ad esponenti della criminalità organizzata”. Causi ha infine affermato: “Penso che questa attività di disboscamento dei benefici che questo e altri clan ottengono sia  un’attività fondamentale per segnalare il cambiamento di fase”.

In attesa dei provvedimenti del Viminale restano in silenzio i vertici della Sicurezza a Roma

In attesa delle decisioni, che Gabrielli ha rinviato al Viminale, bocche cucite tra i responsabili di primo livello delle forze dell’ordine e sicurezza. Unico a prendere la parola, il Comandante dei Vigili Urbani di Roma, Clemente: “La ricostruzione fatta dal Prefetto Gabrielli dei fatti del 20 agosto e le misure correttive da lui individuate sono l’ennesima prova della sua onestà intellettuale, lucidità e del suo spirito propositivo. La Polizia Locale è ancor più decisamente al suo fianco per il proseguimento della lotta alla criminalità comune ed organizzata. Proprio per questo in tempi brevissimi il Corpo proporrà le necessarie misure di razionalizzazione affinché si migliori il flusso informativo ed il servizio alla città”.

Per due della famiglia confermati gli arresti dopo l’aggressione ad una troupe della Rai

Convalida dell’arresto e misura cautelare degli arresti domiciliari. E’ la decisione presa dai giudici del tribunale di Roma per Vincenzo e Loredana Spinelli, i due coniugi trentenni che nella giornata di ieri hanno aggredito una troupe televisiva del programma Agorà. I due, entrambi trentenni accusati di rapina, avrebbero infatti strappato dalle mani degli operatori un cellulare con il quale questi stavano tentando di riprenderli, rendendoglielo dopo averne cancellato la memoria. La troupe, si era recata presso l’abitazione della coppia, al Quadraro, per cercare intervistare alcuni esponenti della famiglia Casamonica. Gli imputati, che pochi giorni fa – stando a quanto riferito ai giudici – hanno preso parte ai funerali di Vittorio Casamonica, si sarebbero difesi dicendo di aver reagito perché gli operatori avevano invaso la loro privacy e che, se gli fosse stato chiesto, avrebbero rilasciato senza problemi una intervista, come dicono di aver già fatto nei giorni scorsi. I coniugi, che hanno piccoli precedenti penali, compariranno di nuovo davanti ai magistrati il 31 agosto.

E la famiglia pensa già ad una replica dello show con la messa di suffragio. Ma la Questura impone i limiti

“Abbiamo ricevuto informazione che i Casamonica faranno celebrare una messa di suffragio per Vittorio, il 26 agosto, nella chiesa di San Girolamo, a Morena. A riguardo è già stato emesso un provvedimento della questura che ne vieta lo svolgimento in luoghi diversi da quelli di culto e in modalità clamorose”. Intanto sempre ieri, alcuni parenti di Vittorio Casamonica si sono ‘confessati’ al settimanale Oggi: “Ecco chi era Vittorio Casamonica e perché il suo funerale è stato fatto così. I familiari di Vittorio Casamonica hanno anche consegnato al settimanale le foto, dei funerali di Virginia Spada e Guerino Casamonica, i genitori di Vittorio, svoltisi con le stesse modalità nel 1967 e nel 1977. “Per il funerale di Virginia, la Regina degli zingari, abbiamo usato la stessa carrozza e la stessa chiesa, quella di Don Bosco. Eravamo mafiosi anche allora?”.

I Presidenti di tutti i Municipi hanno dato la loro adesione alla manifestazione anti-mafia del 3 settembre

“Governare la città di Roma è un onore ed è a questo onore che va restituito un senso: aderiamo con fermezza e convinzione alla manifestazione del 3 settembre a Piazza Don Bosco contro la cultura dell’illegalità e contro quelle mafie che pensano di potersi sostituire alla buona politica e ai tanti giovani amministratori che con coraggio hanno scelto di scendere in campo e metterci la faccia. Il ricambio generazionale avviato in Consiglio comunale e nei Municipi di Roma è quella parte migliore della città che non vuole tirarsi indietro, ma anzi chiede a tutti di farsi forza unitaria e di popolo per un futuro di speranza e legalità. Roma è la nostra città e non intendiamo fare un passo indietro nella battaglia che le forze di maggioranza tutte e il sindaco Marino hanno avviato contro un sistema colluso che in città imperava da anni. Aderiamo dunque alla manifestazione del 3 settembre e lo faremo con le fasce che ci ricordano l’onore e l’orgoglio di governare la città più bella del mondo”.

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