Festival Puccini. Con Butterfly la tragica storia della dolce Cio Cio San

Festival Puccini. Con Butterfly la tragica storia della dolce Cio Cio San

Dopo Castel Sant’Angelo, il suicidio di Tosca, e la tragica favola cinese che racconta della bella principessa Turandot e del suo “vizietto” di far uccidere i pretendenti alla sua mano che non superano le prove da lei richieste, sul grande teatro all’aperto di Torre del Lago sale Cio Cio San, protagonista di una tragedia giapponese, Madama Butterfly cui Giacomo Puccini “donò” melodie indimenticabili. Non apprezzate alla prima uscita al Teatro alla Scala il 17 febbraio 1904, poi diventate storia del melodramma italiano. Butterfly sarà il “pezzo forte” del mese di agosto ( 8, 14, 22, 29), con Tosca (15, 21, 30), Il trittico composto da Il Tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi (il 20), Turandot (16, 23, 28).

Butterfly, tre atti, libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, ambientata a Nagasaki racconta la storia di Cio-Cio-San, sposa bambina, quindicenne “acquistata” all’inizio del ‘900 dal tenente Pinkerton, della marina americana che si vanta dell’acquisto attraverso un sensale, Goro (“Dovunque al mondo Yankee vagabondo”), della adolescente che gli spetta e che intende sposare secondo la legge giapponese, cioè col diritto di ripudiarla in qualsiasi momento per unirsi in matrimonio con “una vera sposa americana”. Cio-cio-san è teneramente innamorata di Pinkerton (“Ieri son salita tutta sola in secreto alla Missione”) e per lui patisce – questa la sintesi del primo atto – la maledizione dello zio bonzo che l’accusa di aver rinnegato la religione e le usanze degli avi. Il rito viene celebrato, Pinkerton e Cio-cio-san, da tutti chiamata Madama Butterfly (“Bimba dagli occhi pieni di malia”) fanno l’amore. Nel secondo atto si racconta della partenza del tenente Usa con la promessa di tornare in primavera. L’ancella Suzuki è incredula ma Butterfly è fiduciosa (“Un bel dì vedremo”). L’ufficiale americano, invece, nel frattempo ha sposato Kate, una donna americana e ha scritto a Sharpless perché questi prepari Cio-cio-san ad affrontare la realtà allorché egli giungerà con la sua sposa. Goro intanto propone nuovi mariti a Butterfly tra cui il ricco e nobile Yamadori, ma la donna li respinge ritenendosi sposa fedele di Pinkerton e mostra al console il figlio nato dal matrimonio col tenente americano, il quale è ignaro (“Che tua madre”). La nave di Pinkerton approda e Butterfly la scorge e corre felice ad accogliere quello che ritiene ancora essere il suo sposo, esorta Suzuki perché disponga le cose per l’accoglienza (“Scuoti quella fronda di ciliegio”), adorna la casa di fiori (“Gettiamo a mani piene”), indossa l’abito nuziale e si mette in attesa del consorte. L’atto terzo racconta di Butterfly che attende invano tutta la notte. Pinkerton infine arriva con Kate, sono intenzionati a prendere il bambino. Guarda la casa dove ha vissuto con Cio-cio-san e si allontana (“Addio, fiorito asil”). Sharpless consiglia Cio-cio-san di affidare il bambino ai Pinkerton (“Io so che alle sue pene”). Disperata, acconsente, abbraccia il figlio (“Tu, tu, piccolo Iddio”), e si suicida con un pugnale. Pinkerton torna mostrandosi pentito ma ormai è troppo tardi. Come abbiamo detto, il debutto avvenne al teatro alla Scala e fu un clamoroso insuccesso. Il maestro aveva cominciato a lavorare nel 1901, poi aveva interrotto per documentarsi meglio sugli usi e costumi del Giappone, aiutato da una nota attrice giapponese, Sada Yacco. C’era grande attesa alla Scala, tanta fiducia da parte di Puccini, dei suoi collaboratori. In una lettera al marito Ramelde , una delle sorelle di Puccini, scrive: “Alle due siamo andati a letto e non posso chiudere occhio; e dire che tutti eravamo tanto sicuri. Giacomo, poverino, non l’abbiamo mai veduto perché non si poteva andare sul palcoscenico. Siamo arrivati in fondo non so come. Il secondo atto non l’ho sentito affatto e, prima che l’opera finisse, siamo scappati dal teatro”. Considerato che la versione di Milano era poco differente rispetto a quella che sarà presentata poco dopo a Brescia, accolta trionfalmente e poi passata in repertorio, è difficile dar ragione del fiasco milanese. Molti studiosi, tra cui il direttore d’orchestra Pinchas Steinbe, oltre che Giulio Ricordi e Puccini stesso, ritengono che attorno all’autore e all’opera fosse stato costruito ad arte un clima d’ostilità, poi sconfitto dal palese valore dell’opera. L’ipotesi del complotto è confermata anche dalle sensazioni di Puccini, che scrivendo all’amico Camillo Bondi riferì d’una ubriacatura d’odio nell’ambito della quale si dovette tenere la prima scaligera: «con animo triste ma forte ti dico che fu un vero linciaggio. Non ascoltarono una nota quei cannibali. Che orrenda orgia di forsennati, briachi d’odio. Ma la mia Butterfly rimane qual è: l’opera più sentita e suggestiva ch’io abbia mai concepito. E avrò la rivincita, vedrai, se la darò in un ambiente meno vasto e meno saturo d’odi e di passioni”. Nella cronaca raccontata allora da Giulio Ricordi, riportata da Wilkipedia si legge: Grugniti, boati, muggiti, risa, barriti, sghignazzate, i soliti gridi solitari di bis fatti apposta per eccitare ancor di più gli spettatori, ecco, sinteticamente, qual è l’accoglienza che il pubblico della Scala fa al nuovo lavoro del maestro Giacomo Puccini. Dopo questo pandemonio, durante il quale pressoché nulla fu potuto udire, il pubblico lascia il teatro contento come una pasqua!” Si parlò allora di un “complotto”, sia come sia Puccini eliminò alcuni dettagli, scrisse una nuova aria per Pinkerton. L’opera torna in scena tre mesi dopo, il 28 maggio al Teatro Grande di Brescia. Un grande successo.

Al Teatro Regio di Torino il 2 gennaio 1906 dirige Arturo Toscanin. E Cio-cio-san prende il volo per i teatri di tutto il mondo.

L’opera in scena sulla rive del Lago di Massaciuccoli è una coproduzione con ABAO Opera di Bilbao con scene, costumi e regia di Renzo Giacchieri. Torna Donata D’annunzio Lombardi che si alternerà nel ruolo di Cio Cio San con Silvana Froli. Nel ruolo di Pinkerton si alternano invece Stefano Secco, Leonardo Caimi e Mirko Matarazzo. Nel ruolo di Suzuki si alternano Laura Brioli e Mariella Guarnera; Sharpless è Alberto Mastromarino che di questo ruolo è maestro apprezzato nelle arene internazionali. Il Bonzo è di Angelo Nardinocchi. A dirigere l’orchestra del festival Francesco Ivan Ciampa.Dopo aver debuttato con Turandot (2012) torna sul podio del Festival Puccini per il debutto nella direzione di Madama Butterfly.Al Teatro Regio di Torino il 2 gennaio 1906 dirige Arturo Toscanini. E Cio-cio-san prende il volo per i teatri di tutto il mondo.

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