Basilicata. Un altro bracciante in fin di vita. La nota del segretario regionale Cgil, Summa

Basilicata. Un altro bracciante in fin di vita. La nota del segretario regionale Cgil, Summa

Il segretario regionale della Cgil della Basilicata, Angelo Summa, insieme a Vincenzo Esposito si è recato oggi in ospedale per verificare le condizioni del lavoratore Arcangelo De Marco che ha avuto il malore lo scorso 5 agosto mentre lavorava nel Metapontino. “Da quanto si è appreso – ha spiegato Summa – parlando con i sanitari e i famigliari, il lavoratore arrivò all’ospedale San Carlo già intubato e in coma”.

Per il segretario lucano della Cgil, si tratta “dell’ennesimo lavoratore che rischia di perdere la vita lavorando”. Situazione inaccettabile. Per questo Angelo Summa chiede che “si faccia piena chiarezza sul malore che ha avuto il lavoratore. Non è possibile morire di lavoro nei campi in questo modo”. Per la Cgil della Basilicata quindi “serve una mobilitazione che coinvolga tutti imprese , istituzioni per riaffermare legalità e dignità della persona e per mettere fine allo sfruttamento della mano d’opera. Occorre dare seguito ad una legislazione stringente ed efficace per contrastare lavoro nero e sfruttamento nei campi a partire dalle assunzioni attraverso liste di prenotazioni pubbliche obbligatorie per sottrare i lavoratori ai caporali”.

Il segretario Summa a tal proposito ricorda: “In Basilicata la legge contro il lavoro nero giace in consiglio da oltre 2 anni. Bisogna costruire le condizioni legislative che favoriscano le emersione del lavoro nero ed il rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori. Le condizioni di lavoro si costruiscono con scelte chiare che il governo regionale, così come quello nazionale possono e devono fare. Come anche va rafforzato e potenziata la rete dei servizi ispettivi ormai del tutto inesistente”.

E ancora aggiunge Angelo Summa che “basta osservare qual e l’attività di ispezioni e di sanzioni fatte dai nostri servizi ispettivi che sono ormai ridotte purtroppo a sole attività marginali. Questo anche a causa dei continui tagli operati in questi anni dai vari Governi che di fatto hanno depotenziato la funzione e l’attività ispettiva”. “E’ necessario inoltre – prosegue la segreteria generale della Cgil Basilicata – che l’Asl e la Direzione regionale del lavoro rendano chiari e pubblici i livelli di attività svolte” .

Da qui le conclusioni di Angelo Summa: “La buona Basilicata passa soprattutto attraverso la costruzione di condizioni legislative e normative che puntino a contrastare il caporalato, lo sfruttamento della mano d’opera. Si faccia presto e si approvi la legge sul contrasto al lavoro nero che è stata licenziata da tempo dalla Commissione regionale competente e che ad oggi non è stata ancora approvata dal Consiglio regionale. Cambiare si può e si deve partendo dalla nuova emergenza sociale (rappresentata dal lavoro in agricoltura le cui condizioni sono da schiavitù) che va affrontata e finalmente risolta una volta per tutte”.

da rassegna.it

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