Attentato talebano nel Punjab pakistano. Ucciso il ministro dell’Interno

Attentato talebano nel Punjab pakistano. Ucciso il ministro dell’Interno

Un attacco suicida ha ucciso uno dei ministri della provincia del Punjab pakistano, e ha ferito almeno otto persone. L’attacco ha quasi distrutto la residenza privata di Shuja Khanzada (nella foto), il ministro dell’Interno della provincia del Punjab pakistano, ed è stato condotto proprio mentre era in corso una riunione con una ventina di persone. “C’erano tra le venti e le trenta persone quando è avvenuta l’esplosione”, ha detto Shahzad Niaz, portavoce della polizia distrettuale. “Il soffitto è crollato e davanti ai vigili del fuoco si è presentata una scena orribile, con i corpi mutilati di almeno nove uomini”.

L’attentato è stato rivendicato da un gruppo di militanti talebani, Lashkar-e-Islam, in rappresaglia contro le operazioni militari dell’esercito pakistano contro di loro. Il portavoce della polizia distrettuale ha commentato che si tratta “di attentati che continueranno in futuro”. Non è ancora stato chiarito se il gruppo talebano di Lashkar-e-Islam, che ha base nelle aree tribali del confine con l’Afghanistan, abbia davvero compiuto l’attentato o se invece lo abbia solo rivendicato per darsi un credito. Ma se la rivendicazione fosse autentica, l’attentato contro il ministro dell’Interno rappresenterebbe una importante evoluzione nella capacità del gruppo di colpire obiettivi ad altissimo livello. Gli analisti internazionali, infatti, pensano che questo tipo di attentati siano più vicini alle strategie dei talebani e del gruppo Lashkar-e-Jhangyi.

Il Punjab è la provincia più grande e più ricca del Pakistan, e tradizionalmente è la più pacifista rispetto ad altre aree del paese. Tuttavia, gli oppositori dell’attuale governo sostengono che il primo ministro Sharif abbia militarizzato la provincia, piuttosto che operare in favore di un vero processo di pace. Due settimane fa, la polizia del Punjab aveva ucciso il capo della fazione Lashkar-e-Jhangyi insieme ai due figli e a 10 sostenitori. La polizia ha comunicato che ha sparato contro un fuggitivo e i suoi complici. Alcune organizzazioni internazionali indipendenti affermano, però, che è possibile che si sia trattato di una esecuzione  da parte di alcuni poliziotti.

Lo stesso ministro dell’Interno, morto nell’attentato, ha suscitato dure critiche, anche sul piano internazionale, quando ha impegnato il governo pachistano sul fronte del ripristino della pena di morte per i terroristi. E infatti, secondo le fonti di polizie, la dinamica dell’attentato dimostra che il vero obiettivo era proprio il ministro. Due erano gli attentatori, che hanno colpito simultaneamente, uno all’interno della sala dove si svolgeva la riunione col ministro, e l’altro all’esterno, a pochi metri dal posto dove il ministro era seduto.

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