Whirlpool-Indesit, fabbriche verso la chiusura. In 1340 perderanno il lavoro. Fiom sulle barricate

Whirlpool-Indesit, fabbriche verso la chiusura. In 1340 perderanno il lavoro. Fiom sulle barricate

Nuvole nere sul futuro Whirlpool in Italia. La multinazionale americana che aveva rilevato proprio lo scorso anno gli impianti della famiglia Merloni, ha ripensato le sue politiche industriali, con la conseguenza di ‘razionalizzare’ le capacità produttive del Gruppo in Italia ed in conseguenza di questo si arriverà a chiusure e licenziamenti. Va detto che immediata c’è stata la levata di scudi del sindacato e anche quella del governo, che nel recente passato aveva partecipato alla trattativa che aveva portato all’acquisizione dell’azienda Merloni, in favore del gruppo a stelle e strisce.

Per dirla in breve. Il piano industriale di Whirlpool prevede la chiusura della Indesit di Caserta, dove sono impiegati circa 800 lavoratori e del centro ricerca e sviluppo di None (Torino). A far di conto gli esuberi definiti sarebbero 1340. Duro il sindacato con Michela Spera, segretaria nazionale Fiom e Gianni Venturi, coordinatore nazionale del Gruppo Whirlpool-Indesit: “Se da un lato il piano contiene scelte industriali importanti per il nostro paese, sia in termini di investimenti che di volumi produttivi, con il rientro di produzioni attualmente fatte in Cina, in Turchia e in Polonia, dall’altro c’è la decisione di chiudere lo stabilimento ex Indesit di Carinaro in Campania e, seppur in tempi più lunghi, il trasferimento della ricerca e sviluppo sulle lavastoviglie con la chiusura del centro di None in Piemonte. Decisioni di chiusure che non possiamo condividere”. Whirlpool ha presentato il piano relativo alle fabbriche del Gruppo, mentre per quanto riguarda i centri direzionali il confronto è rinviato a giugno prossimo. “A Carinaro – affermano i due sindacalisti – sono più di 800 i lavoratori e le lavoratrici oggi occupati che si aggiungono alle migliaia di posti di lavoro già spazzati via. La Campania sta pagando un prezzo altissimo in termini di occupazione, siamo ormai alla desertificazione industriale di una delle più importanti regioni del Mezzogiorno. Non siamo più in presenza di singole vertenze ma di fronte a una vera e propria ‘vertenza Campania’ su cui il Governo e la Regione devono dire cosa intendono fare e su cui chiediamo loro di intervenire immediatamente”. Whirlpool si è limitata a illustrare le linee guida del piano industriale. Il confronto sindacale, che sarà avviato lunedì prossimo, 20 aprile, “dovrà costruire risposte per tutti i lavoratori e tutti i siti del gruppo, solo così si salva l’industria e l’occupazione nel nostro paese”, prosegue la nota. “Per conquistarsi queste risposte e accompagnare il confronto, ancora una volta i lavoratori di Whirlpool dovranno mettere in campo iniziative e mobilitazioni. La Fiom, come sempre, metterà al centro di questo confronto difficile con la multinazionale americana la difesa dell’occupazione e le prospettive industriali dei territori coinvolti e deciderà, come ha sempre fatto nel corso della difficile vertenza Indesit 2013, insieme ai lavoratori”.

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