Un uomo di colore ucciso da un poliziotto negli USA. Riesplode la polemica sull’uso gratuito della forza

Un uomo di colore ucciso da un poliziotto negli USA. Riesplode la polemica sull’uso gratuito della forza

A North Charleston, cittadina della Carolina del Sud, un poliziotto è stato accusato di omicidio in base ad un video in cui lo si vede sparare alla schiena e uccidere un uomo di colore in apparenza disarmato, e mentre sta fuggendo. Il poliziotto si chiama Michael T. Slager, 33 anni, e si è difeso dicendo che aveva temuto per la sua vita perché l’uomo aveva preso la sua pistola durante una colluttazione avvenuta in un controllo stradale. Il fatto è avvenuto sabato scorso. Un video però mostra il poliziotto che spara ben otto volte contro l’uomo, Walter L. Scott, di 50 anni, mentre scappa.

North Charleston è la terza città della Carolina del Sud, con una popolazionedi circa 100mila abitanti. Gli afroamericani sono il 47% dei residenti, e i bianchi sono circa il 37%. Il Dipartimento di polizia è costituito per l’80% da bianchi. Il sindaco Keith Summey ha tenuto una conferenza stampa in cui ha detto “quando si sbaglia, si sbaglia. E se si prende una decisione pessima, non importa se si è dietro uno scudo o se si è un cittadino sulla strada, si deve vivere per quella decisione”. In realtà, la versione della polizia non coincide con quello che si vede nel video che la famiglia di Walter L. Scott ha fatto pervenire, martedì, al New York Times, attraverso il suo legale. Nella versione della polizia, si sostiene che il poliziotto Slager ha fermato il conducente di una Mercedes con le luci posteriori rotte. Il conducente, Scott, secondo la polizia, è corso via, ed è stato inseguito dal poliziotto fin dentro un giardino. Il poliziotto ha usato il suo Taser, la pistola elettronica, per metterlo knock out, ma così non è stato, dice il resoconto della Polizia. Poco dopo, il poliziotto Slager comunica alla Centrale di aver “sparato e il soggetto è a terra. Ha preso il mio Taser”, sempre secondo il rapporto della Polizia.

Il video, però, mostra un’altra verità. Comincia mentre il giardino è vuoto, evidentemente pochi attimi dopo che il poliziotto ha usato il Taser. Scott fugge via, probabilmente colpito dalle scariche elettriche. A questo punto, il poliziotto decide di far fuoco con la sua pistola, mentre Scott è ancora a pochi metri da lui. Scott cade colpito da ben otto colpi. In base al video consegnato dalla famiglia al New York Times, sull’accaduto investigano ora l’FBI e il Dipartimento di Giustizia. La Corte Suprema americana ha stabilito che un poliziotto può usare la forza letale contro un sospettato che fugge solo quando vi è il caso che “egli ponga una importante minaccia di morte o di gravi lesioni fisiche al poliziotto o ad altri”. E come si vede dal video, non era certo quello il caso. Dunque, l’opinione pubblica americana si chiede se non si sia trattato di un gesto non solo sbagliato, come dice il sindaco della città, ma anche di un altro caso di omicidio razzista, come quelli avvenuti nei mesi scorsi a Ferguson, New York e altre città americane, ad opera di un poliziotto. E pur essendo caduto nelle maglie della giustizia per una decina di volte, come sostiene il suo legale Chris Stewart, “Scott ha quattro figli e non ha quel genere di passato violento. Aveva un lavoro, era impegnato. Doveva provvedere agli alimenti per il figlio e non voleva finire in galera per non averlo fatto”. Secondo il legale, l’autopsia mostra che Scott è stato colpito cinque volte – tre volte sulla schiena, una sopra il gluteo e una all’orecchio – e una pallottola è entrata nel cuore. Non è chiaro se Scott sia morto immediatamente.

Il dibattito sull’uso della forza da parte dei poliziotti è stato infiammato diverse volte da video come quello della Carolina del Sud. In gennaio, due poliziotti sono stati accusati ad Albuquerque dell’omicidio di un senza tetto proprio in base ad un video. Lo scorso anno, a Staten Island, un poliziotto è stato incriminato per la morte di Eric Garner, dopo che un video mostrava le mani del poliziotto che stringevano il suo collo. A Cleveland, un ragazzo di dodici anni, Tamir Rice, è stato ucciso dalla polizia. Rice stava minacciando i poliziotti per scherzo con una pistola giocattolo. E aveva solo 12 anni. E sabato scorso, l’evento in Carolina del Sud. Ciò che fa arrabbiare gli americani, tuttavia, è la palese contraddizione tra quanto raccontano i rapporti di Polizia, e quanto invece rivelano i video. Oltre al danno dell’omicidio, infatti, i parenti delle vittime e l’opinione pubblica americana, devono subire anche la beffa di rapporti spesso non veritieri, e tesi a far passare omicidi gratuiti per legittima difesa.

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