Scuola. Sciopero, dal 9 al 18 bloccate le attività non obbligatorie. La riforma del governo è da cambiare

Scuola. Sciopero, dal 9 al 18 bloccate le attività non obbligatorie. La riforma del governo è da cambiare

Finiscono le vacanze pasquali, le scuole riaprono i battenti e riparte la mobilitazione con lo sciopero di tutte le attività non obbligatorie previste dal contratto di lavoro del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e collaboratore scolastico deciso da tutte le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Lo sciopero inizierà giovedì 9 aprile per terminare il 18 dello stesso mese quando a Roma si svolgerà una manifestazione nazionale. L’obiettivo della lotta di tutto il personale della scuola. Cambiare radicalmente le scelte del governo sulla cosidetta “Buona scuola” che, come sottolinea il segretario generale della Federazione lavoratori della conoscenza (Flc Cgil), meglio sarebbe chiamare la “mala scuola”. I sindacati hanno incontrato le forze politiche. Sono stati ascoltati in “audizione informale” proprio oggi dalla VII Commissione della Camera e da quella del Senato riunite in seduta congiunta. Solo il governo non ha risposto alle richieste più volte avanzate da parte dei sindacati per un reale confronto, a partire dal fatto che da ormai più di sei anni i lavoratori non visto rinnovato il contratto nazionale. Alle forze politiche che sono stata incontrate, a partire dal Pd, un confronto molto deludente, è stato posto il problema del rapporto con il governo.

Pantaleo (Flc Cgil). Il governo ascolti le proposte di chi nella scuola lavora

“Si dice che l’esecutivo sia aperto all’ascolto. Bene- dice Domenico Pantaleo- allora c’è bisogno di mettere dei paletti, tempi più distesi e un ruolo maggiore dei sindacati.” “ Se questa disponibilità è reale- prosegue- allora si smetta di dire che la consultazione sulla cosiddetta “ Buona scuola “ ha coinvolto tanti cittadini. In effetti , è stata una bufala: per come si è svolta, perché non si sono ascoltate le proposte di chi nella scuola ci lavora tutti i giorni e perché non trova molte corrispondenze con il piano attualmente in discussione. Il sindacato, che rappresenta i lavoratori, ha diritto di dire la sua e non si rassegnerà a consegnare nelle mani dei tribunali il destino dei precari: sarebbe una sconfitta, è il parlamento, il dibattito politico a doverne rispondere.” Pantaleo affronta alcuni punti fondamentali della piattaforma sindacale a partire dal preside, dal dirigente “che deve tornare ad essere quello dell’autonomia, altrimenti ministero e dirigenti diventano padroni di una scuola che si trasforma in  caserma”.”Bisogna riconquistare il contratto nazionale- prosegue.-non si può parlare di valorizzazione e di professionalità senza parlare di contratto, che crea solidarietà e uguaglianza tra i lavoratori della scuola. Il sindacato-conclude- non si farà chiudere in una logica corporativa di difesa, di interessi di nicchia: noi fino alla grande manifestazione del 18 aprile metteremo in campo iniziative per cambiare strutturalmente questo disegno di legge, perché la nostra non è una battaglia per il sindacato ma per il futuro del paese.”

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