Scuola: Giannini una ne fa una ne pensa. Rinvia i test Invalsi. Uno schiaffetto dal Pd: “squadristi” non si dice

Scuola: Giannini una ne fa una ne pensa. Rinvia i test Invalsi. Uno schiaffetto dal Pd: “squadristi” non si dice

Una ne fa e una ne pensa, è proprio una birichina questa signora Stefania Giannini che si ritrova a fare la ministra della Pubblica istruzione, dell’Università e della Ricerca. Dopo aver definito “squadristi” coloro che la contestavano alla Festa dell’Unità a Bologna non perde tempo e fa rinviare i test  Invalsi, protagonisti i ragazzini delle scuole primarie, previsti per il 5 maggio, al 6 e 7 maggio. Motivazione. Il  5 è sciopero generale della scuola, niente test, niente ragazzini anche se ci sono docenti che si prestano per questa prova. Un atteggiamento antisindacale, ma alla birichina che importa, un titolo sui media val bene un Invalsi.

 È sempre alla ricerca di una qualche  notorietà, visto che per quanto riguarda il suo “mestiere”, di ministra appunto, non è proprio ben vista. Ma lei è una donna coraggiosa, in estate, al mare di Marina di Massa, si è sdraiata al sole togliendosi il reggiseno. Guarda caso c’era già il fotografo pronto. Ed ebbe così un momento di notorietà, del proprio corpo ognuno è padrone, lo usa come vuole. Doveva smaltire le fatiche, il duro lavoro per approntare una riforma della scuola “storica”, come dice  Renzi Matteo a proposito di tutte le cose che tocca. Poi ha cercato notorietà inventando decine, centinaia di migliaia, di docenti, studenti, famiglie che avrebbero partecipato ad una consultazione che in tanti hanno definito “fantasma”. Invitata alla Festa nazionale dell’Unità a  Bologna per magnificare la sua riforma, corretta e rivista dal premier, si  è trovata di fronte ad una platea non proprio affollata, anzi. Soprattutto c’erano docenti, studenti, famiglie che l’hanno contestata.

Orfini e Guerini: uno schiaffetto alla ministra ma senza  nominarla

E lei che fa? Chiama tutti “squadristi” e per quanto riguarda gli insegnanti dice che sono “abulici”, parla di “inerzia” perché non manderebbero a quel paese i sindacati che proclamano scioperi, manifestazioni, contro la “sua” riforma. Perfino il presidente del Pd, Matteo Orfini e il vicesegretario  Lorenzo Guerini, devono intervenire per calmare i bollenti spiriti della signora. Certo ci vanno leggeri che di più non si può. La ministra non è mai nominata. Per i due sono sullo stesso piano i contestatori e chi, Giannini, usa una parola come “squadrismo” che in Italia ha un significato preciso. “È sbagliato – dicono i due Dem – che si impedisca di parlare a chi presenta la riforma, così come è sbagliato bollare di squadrismo chi manifesta il proprio dissenso. La scuola è il cuore del cambiamento dell’Italia, evitiamo che diventi oggetto di scontri ideologici e sopra le righe.” E già che c’erano, tessono le lodi della  riforma, si fa per dire. “Con la Buona Scuola – si legge nella nota  dei due – il governo ha costruito un percorso di ascolto lungo e approfondito che ha coinvolto migliaia di operatori scolastici, insegnanti, famiglie e studenti. Per la prima volta da molti anni siamo di fronte a un governo che, invece di tagliare, investe nella e sulla scuola risorse finanziarie molto significative, si torna ad assumere e si pone fine alle graduatorie, si valorizza il merito e la formazione degli insegnanti”. “Al centro di tutto è l’autonomia scolastica: la scuola appartiene a chi la fa. Per questo il Pd continuerà a confrontarsi e a discutere per migliorare ancora di più la riforma. Senza eccessi ed evitando toni ultimativi da tutte le parti”. Bugie a tutto campo, ma che vuol dire. Certo  “squadrismo” è una brutta parola, sembrano dire, cara Stefania, dobbiamo proprio farti un  piccolo rimprovero però stai serena  la riforma è proprio bella e buona.

La protesta di sindacati e studenti per il rinvio dell’Invalsi

 E lei prende e porta a casa. E ne fa un’altra delle sue. Capita che per il  5 maggio, giornata dello sciopero generale deciso  di fatto da tutte le sigle sindacali a partire dai sindacati aderenti a Cgil, Cisl, UIl  per arrivare fino ai Cobas, come abbiamo detto, l’Istituto Invalsi (Istituto nazionale Invalsi per la valutazione  del sistema educativo di istruzione e formazione) ha previsto la effettuazione dei test da parte dei ragazzini delle scuole primarie. Prove che sono sempre molto contestate, di cui sono in molti a non capire quale sia la loro funzione.  Anche questo è un problema che prima o poi dovrà essere affrontato.  Comunque che fa la ministra? Decide che in presenza dello sciopero, anche se ci sono  docenti che si prestano per effettuare le prove  è meglio di no. Lo sciopero è “un pericolo”, chissà che potrebbe succedere. Dalli ai sindacati e sposta le prove al 6 e 7 maggio. Dovrebbe restare la data del 12 maggio per la scuola secondaria. Arriva subito la protesta  sindacale e quella degli studenti. L’Usb proclama “scioperi brevi”.

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