Renzi vede i sindaci. Fassino: “incontro franco ma costruttivo”. Tradotto: il niente. I tagli ci saranno

Renzi vede i sindaci. Fassino: “incontro franco ma costruttivo”. Tradotto: il niente. I tagli ci saranno

“Franco ma molto costruttivo”: quando si definisce in questo modo un incontro, nella lingua italiana significa che ognuno è rimasto sulle sue, poi si vedrà. Piero Fassino, presidente della Associazione dei Comuni e sindaco di Torino, ha detto proprio così, al termine dell’incontro avuto con Renzi  Matteo a proposito dei tagli che il governo intendeva apportare ai bilanci degli Enti locali, in particolare di tre grandi aree metropolitane, Firenze, Roma, Napoli con i rispettivi sindaci, Nardella,  Marino, De Magistris presenti al “vertice” di Palazzo Chigi.

Il sindaco di Firenze schierato con il premier: i tagli sono una sfida

Da segnalare che il sindaco del capoluogo toscano, renziano della prima ora, in sede nazionale protestava, ma a Firenze prendeva le distanze da Fassino. “I tagli alla spesa, diceva, rappresentano una sfida da raccogliere e tutti gli enti  devono fare la propria parte per risanare i conti dello Stato”.  Non volendo smentisce Renzi il quale afferma che i tagli non ci saranno. Parlava alla riunione della metro Città che si teneva, indovinate, a Rignano, la patria di Renzi. Gli rispondeva la presidente dell’Anci toscana, Laura Biagiotti, che è anche sindaco di Sesto: “I Comuni hanno già dato, devono garantire i servizi fondamentali per i cittadini e non possono sopportare ulteriori tagli”. “Ma come – le chiede chi la intervista- lei, la scudiera che Renzi volle mettere nel proprio staff delle primarie, si mette contro il governo?” “Forse è l’influenza sovietica di Sestograd”. Una risposta  sul filo dell’ironia toscana. Sesto, appunto, una roccaforte rossa. Amenità di una politica che non sa più parlare ai cittadini, non racconta la verità, usa giri di parole.

L’incontro a Palazzo Chigi un capolavoro di ipocrisia

L’incontro fra Renzi, con lui il neoministro Delrio, e i sindaci, è un segnale inequivocabile che i cittadini non devono sapere, non devono partecipare, le stanze di Palazzo Chigi hanno le pareti blindate, i sindaci prendano atto. Punto e basta, sembra essere un nuovo slogan di Renzi. Le dichiarazioni di Fassino sono un vero e proprio capolavoro, non dice niente, anzi intorbida le acque. Vediamo. Dice Fassino: “Il presidente del Consiglio ci ha detto che il Def non prevede nuovi tagli a carico  dei comuni e che, in ogni caso, (una perla, ndr) il governo intende discutere con l’Anci a partire da settembre quando sulla base del Def bisognerà redigere la legge di stabilità”. Contento Fassino che prende atto “di questo chiarimento importante”. Ma Renzi aveva già detto che  il Def non prevede né tagli né aumento di tasse. Già, sarà la legge di stabilità a farlo, a trovare i dieci miliardi necessari nel 2016 (3,5 dalle Regioni e 1,1 dai Comuni oltre ai tagli già registrati, come prevede la “scheda 5”). Già perché si viene ad apprendere che il Def allo stato non esiste. Dice Fassino: “Renzi ha chiarito che allo stato un testo del documento non esiste, esistono bozze di lavoro che non vanno assunte come decisioni adottate”. Come al solito il Consiglio dei ministri previsto per venerdì approverà delle schede, se va bene. Poi si vedrà. Non a caso l’incontro è stato solo una tappa di un confronto il cui  “obiettivo comune” è “cercare soluzioni condivise”. “Lo abbiamo fatto in questi mesi, vogliamo continuare a farlo”, ha  detto il sindaco di Torino.

Il presidente dell’Anci: ci sono state incomprensioni e fraintendimenti

E si arriva così al succo dell’incontro. Incredibili le parole di Fassino. Sembrano fatte apposta perché il comune mortale non capisca: “Il quadro (quello fornito da Renzi, ndr) ha consentito di superare le incomprensioni e i fraintendimenti dei giorni scorsi, ora si tratta di produrre traduzioni operative. Alcune di queste intese richiedono un provvedimento normativo di legge, altri un adeguamento amministrativo”. Sarebbe interessante conoscere quali sono state le “incomprensioni”  e i “fraintendimenti”. E quali siano le “traduzioni operative” e gli “adeguamenti amministrativi”. Poi si arriva ai tagli che “non ci sono” ma lo stesso Fassino, involontariamente conferma che ci sono a partire dalle città metropolitane, che sempre comuni sono.

Pesante impatto dei tagli sulle città metropolitane

“Confermiamo l’intesa sottoscritta sul riparto dei tagli – ha  affermato il presidente dell’Anci – ma abbiamo sottolineato come sia particolarmente oneroso per Roma, Firenze e Napoli. Abbiamo chiesto di ridiscutere non la ridefinizione dell’accordo ma su come ridurre l’impatto di questi tagli su queste tre città”. L’Anci avanzerà al governo una nuova proposta per limitare l’impatto dei tagli su questi tre comuni. È prevista una riunione dei sindaci  per mettere a punto la proposta  da portare al governo in un nuovo incontro che si dovrebbe svolgere mercoledì. Ricordiamo ancora una volta che la legge di stabilità prevede un taglio di un miliardo per le città metropolitane. Da parte dei sindaci c’era anche la richiesta di restituzione del fondo compensativo Imu-Tasi che vale circa 625 milioni. L’argomento deve essersi perso nelle stanze del Palazzo. Entrando a Palazzo Chigi, il sindaco di Napoli, De Magistris aveva dichiarato: “Abbiamo già dato, iniziamo la mattina lottando”. Campa cavallo.

Aumentate le tasse  locali (+9%) e quelle regionali (+4%)

Che abbiano già dato, ci riferiamo ai cittadini italiani, è certo. In cinque anni i bilanci dei comuni hanno subito un taglio di 25 miliardi, le tasse locali sono aumentate del 9% (comuni), e del 4% (regionali).  Al di là dei giri di valzer, nobile danza, di Fassino che dopo aver gridato, lanciato segnali di guerra, ora rinfodera la spada e si toglie l’elmo, la realtà è quella che dice Susanna Camusso,

Camusso: Il Def ha un fondamentale difetto: la disoccupazione resta al 12%

Il Documento di economia e finanza  afferma il segretario generale della Cgil  “si limita a proseguire una politica di tagli che non determinerà nessun cambiamento. Credo che il Def abbia un fondamentale difetto: la disoccupazione resta a oltre il 12%. È un documento in continuità a quello degli anni precedenti, che non affronta il tema della crisi e dell’occupazione”. Renzi nega ma carta canta. Il documento che impegna il governo con la Commissione europea è chiaro. Nel 2016 per quanto riguarda enti locali, Regioni, sanità, si proseguirà nel percorso impostato con la legge di stabilità 2015.  Tagli appunto. Altro che “incomprensioni e fraintendimenti”. Con buona pace di Fassino.

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