Renzi, tre sconfitte. Emigrazione, uccisione di Lo Porto, scuola. Ora pensa a elezioni anticipate. Magari a ottobre

Renzi, tre sconfitte. Emigrazione, uccisione di Lo Porto, scuola. Ora pensa a elezioni anticipate. Magari a ottobre

O la va o la spacca, stile Renzi Matteo. O approvate l’Italicum o cade il governo, si vota, io vinco e non ce ne è per nessuno. Particolare che il premier ignora che esiste un presidente della Repubblica che, in casi come questo, ha da dire una qualche parola, quella definitiva. Ma, con sempre più insistenza nei circoli dei bene informati, vicini a Palazzo Chigi, prende corpo la possibilità, comunque, di elezioni anticipate. Addirittura si parla di ottobre, Italicum o non Italicum. Nel “giglio magico” sarebbero crescenti le preoccupazioni per lo stato di salute del Pd. Non solo i sondaggi, per quanto valgono, sono concordi nel segnalare un calo costante nella espressione di voto, oggi valutata fra il 35 e il 37%, cala anche la fiducia in Renzi e per quanto riguarda le aspettative addirittura sono ribaltate rispetto a qualche mese fa. Ancora. I risultati delle elezioni amministrative, le regionali in primo luogo, potrebbero mettere in luce, a prescindere da risultati finali, una forte astensione dalle urne. Infine lo stato “morale” del Pd con indagati e qualche condannato in crescita. Il voto ad ottobre taglierebbe la testa al toro. Il premier è sicuro di vincere ma, in particolare, eliminerebbe la presenza nel gruppo parlamentare delle minoranze, della sinistra e potrebbe coronare il suo sogno di dar vita al partito della nazione da contrapporre, eventualmente, al partito repubblicano che starebbe prendendo forma nella testa di Berlusconi (Forza Italia, Lega, Ncd e Udc), dopo l’alleanza che si profila per la Liguria, padre nobile lo stesso ex cavaliere e leader la figlia Marina già scesa in campo con un attacco ad alzo zero contro l’ex alleato con cui venne firmato il patto del Nazareno.

I “passi giganteschi” fatti dall’Europa sul problema migranti smentiti dai fatti

Analisti più raffinati che cominciano anche sui grandi giornali a prendere le distanze dal premier esaminano con la lente di ingrandimento le ultime avventure, di questo si tratta, di Renzi Matteo, sul piano interno e su quello internazionale in particolare. Solo la Rai e i suoi tg vanno avanti imperterriti in sterminate telecronache nelle quali Renzi magnifica sé stesso. Pensiamo per esempio ai “passi avanti giganteschi” fatti dall’Europa, vedi recente riunione dei capi di governo per quanto riguarda il problema dei migranti, che sarebbero stati resi possibili grazie al nostro premier. In realtà i commenti più benevoli verso il “programma” parlano di un solo risultato, l’aver triplicato i fondi messi a disposizione per gli interventi, portandoli a livello, o quasi, di quelli di Mare nostrum ma, si fa notare, le migrazioni sono più che raddoppiate a dir poco. Il resto riguarda il modo in cui distruggere i barconi.

Si disserta sulle differenze fra vecchie carcasse e gommoni

Come, dove, quando, si disserta sulla differenza fra una vecchia carcassa e un gommone, arrivano “esperti” in tecniche di demolizione. E giù notizie a non finire. I nostri colleghi diventano tutti esperti in marineria. Una cosa poco seria. Anche perché sugli stessi giornali scrivono esperti veri che ridicolizzano gli stessi governi e ministri europei. In Vaticano, papa Francesco, le organizzazioni cattoliche, quelle delle chiese evangeliche, danno lezioni di umanità, indicano la strada della accoglienza come quella da percorrere. E poi gli esperti veri pongono un problema di fondo: quello di combattere una battaglia molto difficile. Gli scafisti sono l’ultimo anello di una catena. Non solo la “causa” della migrazione. Una sola domanda ci facciamo: come è possibile che le autorità, o chi per loro, in Libia non si accorgano di migliaia di persone, decine di migliaia, che attendono ammucchiati dentro capannoni di venir imbarcati, picchiati, bastonati? Ci sono esperti veri che indicano clan, potentati locali, con la complicità di polizie o cose simili. Ma Renzi, i nostri ministri, davvero mediocri, non si pongono neppure il problema?Non parliamo della accoglienza con l’Europa che risponde picche a Renzi. Una vera e propria debacle, una sconfitta per il nostro premier. Una delle tre sconfitte, diciamo noi.

Barack e Matteo festeggiano. Ma ci sono Giovanni e Warren uccisi da un raid Usa

La seconda riguarda la sua immagine, cui tiene molto, moltissimo, anzi troppo. Riguarda la vicenda oscura,ma non troppo, della uccisione di Giovanni Lo Porto e di Warren Weinstein, un americano, ostaggi di Al Qaeda. Un drone Usa ha colpito la base dei terroristi nella valle di Shawai, una zona del Pakistan in mano a fazioni tribali. L’attacco risale al 15 gennaio. Il presidente Obama lo ha comunicato a Renzi solo mercoledì chiedendo scusa per l’ errore. La Cia non era a conoscenza della presenza dei due ostaggi. Il New York Times smentisce Obama, dice che “sapeva ma non lo disse a Renzi”. Il ministro Gentiloni in una seduta della Camera, presenti solo una quarantina di deputati, una vergogna, ma il venerdì partono, dicono per impegni con gli elettori, convalida la “non conoscenza” da parte di Obama. Sia come sia è una sconfitta per Renzi. Pacche sulle spalle, cena con il conforto di vini toscani, dal Sassicaia all’ Ornellaia al Brunello, grande amicizia, telegiornali italiani festosi. Se Obama sapeva ha ritenuto che Renzi non fosse un interlocutore così importante da essere informato durante la sua visita negli States. Se non sapeva c’è un problema di come funzionano i nostri servizi, i quali avevano avuto contatti con altri servizi, per caso non hanno dimenticato quelli Usa? Si parlava di una sua prossima liberazione. La madre di Lo Porto lo aveva annunciato ad amici. Ma In Usa, si dice, che la famiglia di Weinstein aveva avuto la notizia della morte di Warren a febbraio. Renzi non ha mai chiesto al sottosegretario che di questi problemi si occupa notizie sulla vicenda di Lo Porto, ostaggio da circa tre anni?

La “Buona scuola”, mai tanti scioperi, manifestazioni, tutti uniti contro la legge

La terza sconfitta riguarda problemi di politica interna, la “Buona scuola”, la legge di riforma ora al dibattito in Commissione alla Camera, voluta fortemente da Renzi. Tutto il mondo della scuola, docenti, personale amministrativo, studenti, con la solidarietà di associazioni, movimenti, sindacati e lavoratori di altri settori la contestano con scioperi e manifestazioni, centinaia di migliaia di messaggi che intasano i canali di trasmissione. Per la prima volta dopo tanti anni si trovano uniti i sindacati confederali, Cgil, Cisl, Uil con organizzazioni come Snals e Gilda, sciopero generale il 5 maggio, manifestazione a Roma, astensione dai lavori non obbligatori. Cobas, Usb, Anief e altre organizzazioni autonome hanno scioperato venerdì con manifestazione a Roma. Astensione dal lavoro anche il 5 insieme ai confederali. Poi altri scioperi il 12. Addirittura alla Festa dell’Unità a Bologna la conferenza della ministra Giannini e della responsabile scuola del Pd interrotta da un gruppo di manifestanti. I Cobas, è stato detto dagli organizzatori della Festa. Visto che non sono stati capaci di evitare la manifestazione vuol dire, forse, che non erano solo i Cobas. Forse anche partecipanti alla Festa non erano molto contenti della “Buona scuola” del governo. Dice Renzi che solo i sindacati protestano, che “la scuola è delle famiglie e non dei sindacati “ che lo “sciopero fa ridere” offre l’immagine della sua sconfitta. Quando più di un milione di lavoratori scende in lotta, trova larghe solidarietà delle forze sociali, delle famiglie e degli alunni un capo di governo dovrebbe perlomeno portare rispetto. Non diciamo aprire un confronto con i sindacati. Sarebbe chiedere troppo. Ammettere una sconfitta non è nella sua indole. Pensate, forse potrebbe restituirgli un po’ della credibilità perduta.

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