Regionali, per l’ex Cavaliere gli scenari restano cupi. Puglia fuori controllo. Incubo 6 a 1 per Renzi

Regionali, per l’ex Cavaliere gli scenari restano cupi. Puglia fuori controllo. Incubo 6 a 1 per Renzi

Gli scenari del voto alle amministrative, sono un vero e proprio incubo per il Centrodestra. Anche gli addetti ai lavori, che conoscono a fondo i movimenti tellurici per la formazione di liste ed alleanze, faticano a comprendere quali saranno la coalizione o le coalizioni delle Destre, in Puglia, Campania ed nelle ultime ore anche in Liguria. Eravamo stati facili profeti a scrivere, qualche giorno fa, che il solo patto ‘blindato’, era quello del Veneto, dove Forza Italia aveva sposato la candidatura del Governatore Zaia, ma anche in questa regione la Destra ha comunque pagato pegno, visto che accanto a Zaia c’è l’ingombrante figura del Sindaco di Verona e candidato fuoriuscito dalla Lega, Tosi, insieme ad Ncd ed ad una buona dose di liste civiche. Per tornare alla stretta attualità, da registrare l’ennesima brutta sorpresa per Silvio Berlusconi, in una giornata che comunque ad Arcore va valutata positivamente, visto che l’ex Cavaliere, ha ricevuto la sentenza del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha dichiarato estinta la pena per il caso Mediaset, dopo i 10 mesi di affidamento ai Servizi Sociali. Berlusconi, che ha beneficiato, va detto, di tre anni di indulto. Torna uomo libero. Cancellata anche la pena accessoria: l’interdizione dai pubblici uffici che pesava per 2 anni. Questo, però, vista l’applicabilità retroattiva della Legge, non consentirà all’ex Presidente del Consiglio, alcuna elezione, fino al 2019, anche se sono in piedi ricorsi avversi alla Legge Severino alla Corte di Strasburgo. Ma dopo l’attualità squisitamente giudiziaria, torniamo a quella tutta politica, che certamente non offre a Berlusconi un quadro confortante. Come detto il sistema delle alleanze barcolla, dopo Puglia e Campania, anche la Liguria, dove la Meloni non assicura il sostegno al primo Consigliere politico dell’ex Cavaliere, Giovanni Toti. In questa Regione, malgrado le passeggiate gomito a gomito dell’ex Direttore di Rete 4 con il leghista Salvini, i militanti del Carroccio hanno poca voglia di tirare la campagna elettorale e molti di loro restano alla finestra. Ma il nodo è soprattutto quello della Puglia, dove la scelta dell’ex Cavaliere di puntare le sue carte sulla Poli Bortone, risulta indigesta a Giorgia Meloni, che pure è leader del partito-movimento di estrema destra Fdi-An, di cui è parte l’ex ministro. In queste ore, dopo una trattativa risultata vana, i candidati restano due: da un lato la Poli Bortone per Forza Italia e Lega e Schittulli, battezzato da Fitto e, incredibile ma vero, Fdi-An ed una lunga catena di Liste Civiche di stretta osservanza ‘fittiana’. Accanto a questo, Berlusconi potrebbe anche perdere la possibilità di utilizzare il simbolo di Forza Italia, visto che l’Europarlamentare Fitto, avrebbe già predisposto ricorsi. Netto il suo giudizio sull’attuale corso degli ‘Azzurri’: “Qua – fa sapere ai fedelissimi – è tutto illegittimo, illegittimi gli organi, illegittimi i dirigenti di Forza Italia”, e tra questi, si mormora nell’entourage dell’ex Governatore, anche il Pater Familias, Silvio Berlusconi. Dopo un breve vacanza in Sardegna, l’ex Cavaliere, controvoglia è tornato a Roma. In tanti giurano, visti i sondaggi, che queste elezioni amministrative regionali, possano segnare per le Destre una nuova drammatica ‘Caporetto’. Addirittura, nel campo avverso, si ipotizza un 6 a 1, quasi un cappotto, con il solo Veneto, ma in gran parte leghista, alle Destre. Un disfacimento che fa diventare piccole e quasi insignificanti, anche dal punto di vista della semplice notizia, gli episodi che localmente stanno provocando tensioni nel Pd.

Share

Leave a Reply