Marino ed Ercolano, storie di Sindaci e Lavori Pubblici

Marino ed Ercolano, storie di Sindaci e Lavori Pubblici

Nel Lazio finisce agli arresti il primo cittadino del Comune Castellano e nel secondo caso, quello Vesuviano, viene indagato

 Dalle porte di Roma a quelle di Napoli due Sindaci finiscono nei guai. E’ accaduto a Marino, ridente Comune dei castelli Romani, celebre nel mondo per la sua Sagra del vino ed Ercolano, Comune campano celebre invece per essere stato distrutto dall’eruzione del Vesuvio insieme a Pompei. Nel primo caso il Sindaco è stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari e nel secondo, la decisione dei magistrati è stata meno invasiva ed ha previsto solo l’apertura di una indagine sul conto del primo cittadino. In entrambi i casi, però, si ipotizzano reati legati all’approccio sospetto della politica con i lavori pubblici. Ma andiamo per ordine e partiamo dal caso di Marino. Nelle prime ore della mattinata di giovedì i Carabinieri del Gruppo di Frascati hanno dato esecuzione in diversi comuni dei Castelli Romani a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Velletri, Isabella de Angelis, che ha disposto gli arresti domiciliari per il Sindaco del Comune di Marino Fabio Silvagni e per altri quattro indagati (un dipendente comunale e tre imprenditori) ritenuti responsabili del reato di corruzione. Il sindaco è stato arrestato anche per peculato. Le indagini – dirette dal Procuratore della Repubblica di Velletri Francesco Prete, e condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castel Gandolfo e da personale della Sezione di Polizia Giudiziaria- Corpo Forestale dello Stato di questa Procura della Repubblica – sono iniziate nello scorso mese di giugno e si sono sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione e consulenze tecniche. Nella sostanza il Sindaco di Marino avrebbe favorito, con la complicità di un dipendente comunale, le iniziative imprenditoriali di una società operante a livello nazionale nel settore dei servizi per lo spettacolo e della ristorazione, con sede legale in Roma, concedendo in maniera illecita l’autorizzazione al cambio di destinazione d’uso (da artigianale a commerciale) di un immobile sito nel comune di Marino, per la realizzazione di un punto vendita di una nota catena commerciale di ristorazione. A fronte dei permessi necessari per avviare l’attività commerciale gli imprenditori, D.B. di anni 43 e G.T. di anni 40 – quest’ultimo appartenente alla Sottosezione della Polizia Stradale di Albano Laziale e in aspettativa per malattia da circa un anno – hanno assunto nell’esercizio commerciale una ventina di persone segnalate dal sindaco, garantendogli così un indubbio ritorno in termini di peso politico ed elettorale. Le utilità non si sarebbero limitate ai posti di lavoro, ma avrebbero avuto ad oggetto somme di denaro sotto forma di sponsorizzazione di eventi organizzati dal Comune. Contestualmente agli arresti, è stato posto sotto sequestro un immobile sito in Marino sede dell’attività commerciale con annesso parco giochi, del valore complessivo di circa tre milioni di euro. Malaffare anche ad Ercolano, Comune dell’hinterland napoletano dove otto persone tra amministratori, imprenditori e un dipendente comunale sono indagati nell’ambito di un’inchiesta su alcuni appalti per opere pubbliche, tra cui il rifacimento di alcune strade e della caserma dei carabinieri. Ipotizzati i reati di associazione per delinquere, corruzione e turbativa. Tra gli indagati anche il sindaco, Vincenzo Strazzullo e il vice sindaco di Ercolano, Antonello Cozzolino. Sull’inchiesta, al momento, nulla è trapelato, visto che le indagini sarebbero ancora in corso.

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