La morte di Gunter Grass: poeta e scrittore scomodo, coscienza critica dell’Occidente

La morte di Gunter Grass: poeta e scrittore scomodo, coscienza critica dell’Occidente

Günter Grass, romanziere, critico della società occidentale e Premio Nobel per la Letteratura, che in tanti hanno definito la coscienza morale della Germania e dell’Europa, è morto lunedì 13 aprile all’età di 87 anni. Lo ha annunciato il suo editore, Steidl Verlag. Il grande scrittore è morto nella clinica di Lubecca che era stata la sua casa per molti anni. Non è stata rivelata la causa della morte.

Figura di grande artista poliedrico, Günter Grass è stato poeta e drammaturgo, romanziere e scultore. Nel 1959 scrisse il suo primo grande romanzo, “Il tamburo di latta”, edito in Italia da Feltrinelli, che lo fece conoscere al pubblico di tutto il mondo. Il presidente tedesco Joachim Gauck, in un comunicato, ha detto di Grass: “ha commosso, affascinato il nostro paese, e con la sua letteratura e la sua arte lo ha costretto a pensare. La sua opera letteraria gli ha fatto vincere il riconoscimento da parte di tutto il mondo, come è testimoniato non solo dal premio Nobel. I suoi romanzi, le sue novelle e la sua poesia riflettono le grandi speranze e le menzogne, le paure e i desideri di intere generazioni”. Salman Rushdie ha scritto in un tweet: “è molto triste. Un vero gigante, un’ispirazione, un amico. Rullo di tamburi per lui, piccolo Oskar”, dove Oskar è un piccolo gioco di parole perché è il nome del protagonista del Tamburo di latta, il bambino che all’età di tre anni decide di non crescere, di non diventare adulto, e di guardare il mondo “dal basso”. Orhan Pamuk, l’altro premio Nobel per la Letteratura, ha scritto: “Grass ha appreso la lezione di Rabelais e di Celine ed è stato influenzato dal ‘realismo magico’ di Marquez. Ci ha insegnato che i fondamenti del racconto si nutrono delle invenzioni dello scrittore al di là di quanto sia crudele, dura o politica una storia. Nell’aprile del 2010, quando c’era una nube nucleare sull’Europa, egli venne a Istanbul e vi rimase più tempo del previsto. Andammo per ristoranti e bevemmo, e bevemmo, e parlammo, parlammo. Un amico generoso, curioso e caloroso, che voleva anche essere innanzitutto un pittore!”. John Irving ha detto di lui: “Grass è il mio eroe, sia da scrittore, che come bussola morale”.

Günter Grass è stato anche un artista e un intellettuale fortemente impegnato nella politica tedesca e nei movimenti, ambientalisti e pacifisti. Negli anni ’70, scriveva i discorsi per il cancelliere Willy Brandt, e non nascose mai la sua contrarierà ai progetti di riunificazione tedesca, considerati come una sorta di “Anschluss”, annessione, sul modello hitleriano di annessione dell’Austria. Nel 1999, in occasione della consegna del Nobel per la Letteratura all’Accademia di Svezia, Grass spiegò che la reazione che aveva suscitato l’uscita in Germania del Tamburo di latta era l’effetto “dei libri che suscitano scandalo, rabbia, perfino odio, ovvero quell’amore per il proprio paese che può essere considerato come una sorta di nido. Da allora in poi, sono stato considerato uno scrittore controverso”. E in effetti controversi furono i suoi interventi nel dibattito politico, su temi quali la giustizia sociale, la pace e l’ambiente. Gli stessi temi che furono affrontati nei romanzi della maturità. Nel romanzo La ratta, edito da Einaudi, del 1986, Grass immagina un uomo che sogna di parlare con un topo che gli racconta della fine della razza umana.

Negli ultimi anni della sua vita, Grass si è occupato di Internet e della perdita dell’arte della scrittura, che ha portato ad un “nuovo analfabetismo”. Ha scritto che Internet “conduce a una povertà del linguaggio e consente di dimenticare tutto ciò che i fratelli Grimm hanno creato con la loro opera gloriosa. Ho figli e nipoti e ogni giorno mi chiedo: ‘cosa lasceremo per loro?’. Quando avevo 17 anni, alla fine della guerra, tutto era in rovina, ma la nostra generazione, aveva speranze, che fossero o meno per buone ragioni, volevamo formarci il futuro. Cose che sono molto difficili per i giovani d’oggi, perché il futuro è virtualmente già scritto per loro”.

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