La Juve batte anche la Lazio e vola a + 15, Roma contestata, derby milanese deludente

La Juve batte anche la Lazio e vola a + 15, Roma contestata, derby milanese deludente

La Juve batte anche la Lazio, ne ferma la splendida rincorsa a 8 vittorie di seguito e invia un definitivo, chiaro,  messaggio a tutti, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che la sua forza è inattaccabile e che, a sette giornate dal termine, nessuno si illuda sull’esito finale che porterà il quarto scudetto a Torino.   La partita aveva destato una certa attesa,  soprattutto,  per una verifica probante sulle potenzialità della Lazio, la più in forma del campionato,  e, poi, anche per giudicare la condizione dei bianconeri dopo la non convincente, stringata, vittoria sul Monaco, rispetto alla partita di ritorno di mercoledì prossimo.  La Lazio, seppure battuta, oltre all’attenuante di qualche importante assenza difensiva che ha pesato, specie sul raddoppio juventino, ha fatto la sua degnissima figura, manifestando una certa personalità, e, giocando senza eccessivo timore nei confronti della prima della classe, a tratti,  ha avuto anche il predominio territoriale, alla fine, pagando caramente due distrazioni. La Juve, da parte sua, prima,  con la fortissima difesa che si ritrova e, poi,  con quel Tevez che sbuca fuori sempre col guizzo vincente,  è stata capace e brava a lasciare l’iniziativa all’avversaria per riprendersela nei momenti più opportuni, portando a termine un’importante successo che lascia ben sperare in vista dell’impegno infrasettimanale per la qualificazione alle semifinali Champions.  La Lazio, ora, non ha bisogno di ricominciare ma di continuare sulla strada precedente con la convinzione maggiore che solo la Juve è riuscita a fermarla.

Brutta Roma.  Ormai in casa giallorossa, soprattutto fra la tifoseria, interessa soltanto arrivare prima della Lazio ma, procedendo di questo passo, l’impresa non sarà facilmente realizzabile.  Anche contro la modesta Atalanta di quest’anno, quart’ultima, l’undici di Garcia, nonostante fosse andato subito in vantaggio su rigore, è risultato, per l’ennesima volta, incapace di prendere in mano le redini dell’incontro e condurlo a termine vincendo.  Tra le assenze forzate e quelle per deliberata scelta del tecnico francese, la Roma ha evidenziato tutta la sua precarietà, facendosi raggiungere su rigore, finendo fra i fischi dei delusi presenti, nonostante la curva sud fosse chiusa. Gli occupanti della stessa si sono fatti vedere e sentire fuori dallo stadio con striscioni e urla offensive indirizzati al presidente Pallotta, sempre per lo striscione contro la madre di Ciro Esposito e le relative critiche mosse dallo stesso nei loro confronti al punto tale da non presentare reclamo per la squalifica della curva.  Molto pericolosa questa contrapposizione fra vertice societario e tifoseria, sarebbe bene che si arrivasse ad un chiarimento per non rischiare ulteriori accensioni di micce, non solo teoriche….

Napoli in forte ripresa. Anche a Cagliari, dopo il trionfo  di Europa League in Germania,  il Napoli ha confermato di essere in forte, concreta,  ripresa vincendo 3-0 e recuperando, così,  terreno nei confronti delle due romane ora a +5;  evidentemente la strigliata con ritiro di De Laurentiis è servita a qualcosa e sotto il Vesuvio è tornato il sereno.  Continua , invece, la discesa del Cagliari di Zeman, alla quarta sconfitta consecutiva, ora a – 9 dalla zona salvezza ed anche preda della furia violenta di alcuni tifosi facinorosi, anche nella civile e tranquilla Sardegna.

Le genovesi   La Sampdoria  perde l’occasione buona per tenere testa alla rivale Fiorentina (che stasera ospita il Verona)  facendosi impattare in un deludente  0-0  dal Cesena che, addirittura avrebbe anche potuto vincere; per gli uomini di Mihajlovic la conquista di un posto in Europa si fa più dura;  Lo stesso dicasi anche per il Genoa che, dopo aver superato il Parma nel recupero settimanale, sembrava volesse riemergere ma,  a Palermo,  si sveglia tardi e non riesce a rimontare, complice lo zampino di Dybala nella doppietta  di Chochev, 3 reti in due gare, l’ennesima scoperta di Zamparini.

Il derby milanese Era stato definito il derby dei poveri e, dallo 0-0 finale, così è stato. L’Inter, per la pericolosità delle azioni, è andata vicinissima al gol, ha reclamato  pure un rigore non concesso, e avrebbe meritato anche di vincere ma, se non si segna, le recriminazioni non servono a fare il risultato.  Il Milan, per una mezz’ora del primo tempo e inizio di ripresa aveva cercato di farsi valere ma, poi, è rimasto succube della superiorità interista, riuscendo a dividere la posta con i cugini. Ma questo punto, ad entrambe le squadre, non serve ai fini dell’entrata in zona europea.   Di veramente positivo da quest’incontro, lo stadio pieno di tifosi, 80 mila, proprio come succedeva nelle stracittadine storiche di una volta; ma, allora, in campo c’erano grandi campioni a confezionare gioco e  risultati mentre quelli di oggi non sono stati in grado di andare oltre un misero quanto inutile 0-0.  Anche dal derby, quindi,  l’ennesima conferma della crisi del calcio meneghino.

Le altre     Pari di rigore fra Sassuolo e Torino che non serve granché ai granata per alimentare qualche velleità europea mentre per gli emiliani fa classifica verso la matematica salvezza.   Empoli e Parma era  stata ritenuta la partita della tranquillità (da qui l’idea di affidarla al giovane arbitro Pasqua di Tivoli, alla terza esibizione in serie A) per entrambe le compagini, con differenti motivazioni: l’Empoli, ormai quasi salvo, il Parma, già quasi retrocesso; alla fine è finita in doppia parità e i presenti si sono divertiti.  Più o meno la stessa atmosfera vista al Bentegodi di Verona dove Chievo e Udinese hanno fatto 1-1, generato dal vecchio Pellissier e da un’autorete di Cesar: un punto d’oro per gli ospiti che, così,  salvano la panchina traballante di Stramaccioni.   Con l’Atalanta a sette punti – preziosissimo quello conquistato a Roma –  forse solo il Cesena, può continuare a nutrire qualche timida speranza di rimonta che, per  Cagliari e Parma, è mantenuta in vita ancora e solo dalla matematica.

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