La BCE aiuta ancora le banche greche con un altro miliardo e mezzo di euro

La BCE aiuta ancora le banche greche con un altro miliardo e mezzo di euro

Dalla Banca Centrale Europea è giunto l’annuncio, molto atteso dal governo e dalle banche greche, di un ulteriore rialzo del plafond del finanziamento d’urgenza agli istituti di credito. Mercoledì 29 aprile è stato aggiunto un altro miliardo e mezzo di liquidità per le greche, in virtù della cosiddetta ELA, Emergency Liquidity Assistance, l’Assistenza alla liquidità d’urgenza, che per la Grecia raggiunge ormai i 76,9 miliardi di euro. La BCE rivede ormai ogni settimana la cifra da destinare alle banche greche, anche perché da febbraio, è l’unico aiuto concreto fornito da una istituzione europea alla Grecia. Questo meccanismo assicura intanto la sopravvivenza del settore del credito in Grecia. Ovviamente, la cessione di liquidità alle banche greche non è senza garanzie. Infatti, esse cedono titoli di stato, che normalmente, però, la BCE non accetta, ma che rivestono un’eccezione per la sola Grecia. Ora, in realtà, questo trattamento di favore verso le banche greche ha subito un rallentamento da gennaio scorso, quando Syriza ha vinto le elezioni e ha rivisto integralmente le condizioni di negoziazione di qualunque prestito internazionale.

L’annuncio di questa ulteriore concessione è stato fatto perché la Banca di Grecia ha lanciato l’allarme a proposito del ritiro di due miliardi di euro di contanti da parte di imprese e famiglie dal mese di marzo. Più di 7.5 miliardi erano stati ritirati in febbraio, poco meno di 13 miliardi in gennaio e 4 a dicembre, per un totale di 27 miliardi di euro in quattro mesi. Alla fine di marzo i depositi privati ammontavano a 138,55 miliardi di euro, il livello più basso mai raggiunto dal febbraio 2005. Le prime cifre note per il mese di aprile lasciano supporre che la tendenza al ritiro dei contanti dalle banche sia ripresa massicciamente. Il fatto è che Atene è costretta a vedersi convalidata la lista di riforme presentata ai partner dell’eurogruppo per ottenere il finanziamento di un prestito di 7.2 miliardi di euro, previsto nel programma di sostegno alla Grecia. Il prestito è vitale per il paese, per pagare stipendi, pensioni e le rate del mutuo contratto col Fondo Monetario Internazionale. I negoziati però sono ancora in corso, e generano inquietudini tra i risparmiatori. Questa è solo una delle ragioni della corsa al ritiro dei risparmi. L’altra è la possibile fuga di capitali dopo l’ascesa di Syriza e la necessaria riforma del fisco greco, debolissimo coi ricchi, che consentiva – prima di Tsipras – decine di miliardi di euro di evasione.

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