Jobs act: è un flop, più disoccupati. Bruciate le speranze dei giovani

Jobs act: è un flop, più disoccupati. Bruciate le speranze dei giovani

Sale ancora il tasso disoccupazione a marzo: dopo i cali registrati a dicembre e a gennaio e la lieve crescita a febbraio, il dato calcolato dall’Istat è cresciuto di altri 0,2 punti percentuali, arrivando al 13,0%. Si tratta del livello più alto dal 13,2% di novembre scorso. Questo significa, nella sostanza, che il Jobs act, che doveva invertire la tendenza negativa e farla diventare positiva, non ha prodotto alcun risultato significativo, a parte gli annunci del Presidente del Consiglio Renzi e del ministro del lavoro Poletti, che anche dopo la lettura dei numeri diffusi dall’Istat, cerca di camuffare il flop del Governo nelle politiche del lavoro, utilizzando il ‘politichese’ per giustificare l’ennesimo scivolone del Governo: “I dati diffusi dall’Istat che attestano una diminuzione dell’occupazione a marzo vanno letti in un quadro complessivo dove segnali positivi si incrociano con elementi di criticità tipici di una situazione economica ancora non stabilizzata. I dati mensili dell’indagine campionaria effettuata dall’Istat – continua imperterrito Poletti – ci dicono che l’uscita da un lungo periodo di crisi è sempre all’insegna di alti e bassi”. Ma se questa è l’opinione, diciamo confusa, del ministro del Lavoro, puntuale e sintetica arriva la valutazione del Segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: “I numeri della disoccupazione dicono esattamente cosa è l’emergenza nel Paese. Il tema del lavoro dovrebbe essere l’ossessione quotidiana di chi ci governa ma non mi pare sia così”. Ma la gravità della situazione, evidenziata dalla Camusso è legata, soprattutto al dato sulla disoccupazione giovanile, che, secondo le aspettative, almeno quelle del Governo, doveva registrare un calo. Nulla di tutto questo, la disoccupazione giovanile a marzo risale oltre il 43%: il tasso segna un aumento di 0,3 punti percentuali a quota 43,1%, dal 42,8% di febbraio; si tratta del livello più alto da agosto scorso. A marzo le persone in cerca di occupazione sono 3,302 milioni, in aumento dell’1,6% da febbraio. Nello stesso mese gli occupati sono 22,195 milioni, in calo dello 0,3% su base mensile, stabile a 25,497 milioni la forza lavoro. Ma vediamo la fredda sfilata di numeri diffusa questa mattina dall’Istat. “Dopo il calo del mese di febbraio – fa sapere l’Istituto Nazionale di Statistica – a marzo 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,3% (-59 mila) rispetto al mese precedente, tornando sul livello dello scorso aprile. Il tasso di occupazione, pari al 55,5%, cala nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Rispetto a marzo 2014, l’occupazione è in calo dello 0,3% (-70 mila) e il tasso di occupazione di 0,1 punti. I disoccupati aumentano su base mensile dell’1,6% (+52 mila). Dopo i cali registrati a dicembre e a gennaio e la lieve crescita a febbraio, a marzo il tasso di disoccupazione sale ancora di 0,2 punti percentuali, arrivando al 13%. Nei dodici mesi il numero di disoccupati è cresciuto del 4,4% (+138 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,5 punti. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni mostra un lieve calo nell’ultimo mese (-0,1%), rimanendo su valori prossimi a quelli dei tre mesi precedenti. Il tasso di inattività si mantiene stabile al 36%. Su base annua gli inattivi diminuiscono dell’1% (-140 mila) e il tasso di inattività di 0,2 punti. Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo gennaio-marzo 2015 risultano in calo sia il tasso di occupazione (-0,1 punti percentuali) sia il tasso di disoccupazione (-0,2 punti), a fronte di una crescita del tasso di inattività (+0,2 punti).

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