Italicum. Attacco di Bersani: “In nessuna democrazia Costituzione e le leggi elettorali sono affari del governo”

Italicum. Attacco di Bersani: “In nessuna democrazia  Costituzione e le leggi elettorali sono affari del governo”

Strana gente Renzi e i renziadi. Li trovi alle manifestazioni per ricordare la Resistenza, il 70 esimo anniversario della Liberazione. Facce compunte per l’occasione, presenti alle cerimonie ufficiali, plaudono ai  passaggi più significativi del discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica che divide nettamente le parti in causa, da una parte c’era chi combatteva per la libertà, la democrazia, dall’altra i fascisti che la libertà e la democrazia l’avevano affossata. Mattarella ha mandato in soffitta quella tendenza revisionista che ha preso piede in questi tempi per cui è giunto il momento della pacificazione. Tendenza che alberga nel recinto renziano che porta al partito della nazione dove tutti i gatti sono bigi. In questa giornata Renzi e i renziadi riscoprono i valori della  Resistenza.

I renziadi celebrano la Resistenza e violano la Costituzione

Proprio il sottosegretario Lotti che per Palazzo Chigi ha organizzato il programma delle manifestazioni afferma che la “Costituzione va cambiata  nel solco della Resistenza”. Mentre lo dice dimentica che coloro che oggi, nel Pd, sono gli eredi in prima persona di quella storia che ha avuto per protagonisti i comunisti, non vengono neppure invitati a partecipare a un dibattito alla Festa nazionale dell’Unità, il giornale fondato da Antonio Gramsci che portò nelle case degli italiani il messaggio di vittoria e di pace del 26 aprile del 1945. Non solo. Renzi non si stanca di dire che l’opera di rottamazione dei dirigenti che vengono da quella storia, che in quella storia si riconoscono, deve essere continuata.

Un’operazione confino per chi viene dalla storia comunista

Quasi una operazione confino per chi ha il torto di essere stato un dirigente del Pci, poi dei Ds, magari di aver fondato l’Ulivo. Non solo. Mentre  da una parte si richiamano i valori della Costituzione, dall’altra la si attacca, la si sfregia. L’Italicum e le  riforme costituzionali sono l’esempio più eclatante del doppio volto di Renzi e del suo “giglio fiorentino”. Lunedì alla Camera la legge elettorale passa al dibattito in aula. Prima violazione: la sostituzione dei membri del Pd nella Commissione della Camera. Un atto il cui significato non hanno ben valutato neppure gli epurati. Certo la protesta c’è stata. Con le sinistre del Pd hanno abbandonato i lavori anche le opposizioni. Ma, hanno detto i renziani che i commissari rappresentano il gruppo che li ha nominati quindi  non vale l’articolo della Costituzione che afferma che i  parlamentari “esercitano le loro funzioni senza vincoli di mandato”. Nel regolamento  c’è scritto che i gruppi “designano i propri componenti” nelle commissioni. Designano. Punto e basta. Non c’è alcun riferimento al vincolo di mandato e sarebbe impossibile vi fosse. Il ruolo del parlamentare non cambia quando fa parte di una commissione. Seconda violazione del dettato costituzionale la rileva  Pierluigi Bersani. Renzi ha annunciato in una trasmissione  televisiva che “se non passa l’Italicum il governo cade e si vota”. Ospite di Otto e mezzo aveva inviato un minaccioso messaggio alle minoranze: “Mi dipingono come un bulimico di potere – aveva detto – ma non voglio il potere per tenere il sedere sulla poltrona. Lo voglio per cambiare l’Italia. Se non è possibile, meglio andare a casa”. Sul possibile voto di fiducia, non lo ha escluso:”Decideremo martedì”.

Indebita pressione del premier sul Parlamento

Quella di Renzi – attacca l’ex segretario del Pd, che  dice che se la legge non passa cade il governo – è una pressione sul Parlamento indebita. Sottolinea che non è il governo che fa la legge elettorale ma il Parlamento, quindi non ci può essere nessun collegamento. Non solo, il premier non può sostituirsi al Presidente della Repubblica. “Dopodiché – dice – io sono affezionato alla mia ‘ditta’, il Pd, che però ha una regola: davanti a temi costituzionali ogni singolo parlamentare si assume liberamente le sue responsabilità”. Un messaggio chiaro in vista del voto in Aula. Anche il presidente del Senato, pur indirettamente, fa sapere a Renzi: “Sono certo e fiducioso che si possa lavorare bene fino in fondo alla legislatura”. Ancora Bersani porta un attacco a fondo, ci si gioca la Costituzione dice:”Sull’Italicum non si è riusciti a chiarire bene che cosa è in gioco. Si sta discutendo dell’incrocio tra legge elettorale e riforma della Costituzione e quindi si sta cambiando il sistema cosa che meriterebbe un po’ di attenzione. Può venire il dubbio che andiamo verso un presidenzialismo senza contrappesi, un meccanismo sconosciuto a tutte le democrazie del mondo, può esserci questo rischio. È una cosa da poco? Il discorso è tutto qua. In nessuna democrazia che conosco la Costituzione e le leggi elettorali sono un affare del Governo”.  E  sul mancato inviato alla festa dell’Unità di Bologna: “Non c’è da scherzare”.

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