Il Pd annuncia linee guida BuonaUniversità. Le critiche degli studenti della Link

Il Pd annuncia linee guida BuonaUniversità. Le critiche degli studenti della Link

Le dichiarazioni alla stampa di Francesca Puglisi, responsabile Scuola e Università del Pd, rispetto alla riforma in cantiere che coinvolgerà questa volta il mondo dell’Università, destano sospetti e critiche nel mondo degli studenti universitari organizzati. Sostanzialmente, secondo la senatrice del Pd, i mali dell’università sarebbero concentrati quasi esclusivamente nel pessimo lavoro della burocrazia statale e universitaria. L’organizzazione degli studenti universitari della Link ha diffuso un comunicato molto severo e critico sulle posizioni espresse dalla senatrice Francesca Puglisi.

“Sebbene l’autonomia degli atenei sia un tema da affrontare, – afferma Alberto Campailla, portavoce di LINK (nella foto) – Coordinamento Universitario – la problematica che da anni il mondo accademico denuncia è tutt’altra. Parliamo di un sistema universitario che ha subito tagli pari a quasi un miliardo in 5 anni e che ha avuto una vera e propria emorragia di personale causata dai vincoli assunzionali che quest’anno sono stati allentati ma per nulla rimossi. La scelta prioritaria del Governo dovrebbe essere quella di investire nuovamente nella formazione terziaria, altrimenti non si va da nessuna parte.”

“La soluzione alla dilagante precarietà  – continua Campailla – che colpisce sempre più i nostri atenei non è sicuramente una traslazione del Jobs act alle assunzioni nelle università bensì un piano assunzionale che riconosca il lavoro di migliaia di ricercatori senza i quali i nostri atenei sarebbero al collasso e li sottragga alla situazione di ricattabilità a cui sono ad oggi sottoposti.”

Rispetto alla ‘libertà di esercizio del potere’ da parte dei rettori, forse non ci si rende conto, o non lo si vuole fare, che la concentrazione di potere negli atenei in seguito all’applicazione della 240 non ha favorito né qualità né trasparenza che invece verrebbero garantite da un controllo democratico del funzionamento degli atenei.

“Ci auguriamo inoltre  – conclude Campailla – che le promesse relative al Diritto allo Studio fatte sia da Puglisi che dal Ministro Giannini si concretizzino non solo in un cambiamento della normativa e delle competenze tra Stato e regioni, ma in un impegno monetario serio di rifinanziamento del comparto, volto a fermare l’emorragia di iscritti subita dall’università negli ultimi dieci anni. È necessario un cambiamento di rotta da parte di questo Governo, che, a dispetto delle attuali promesse, con la Legge di Stabilità di quest’anno ha lasciato ben 46’000 studenti senza borsa di studio”

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