I bambini sanno: un Walter Veltroni psicologo

I bambini sanno: un Walter Veltroni psicologo

Che quello tra Walter Veltroni ed il cinema sia un amore profondo, lo si sa ormai da anni. Dopo esser stata l’ultima figura politica in grado di  dare una ventata di freschezza al cinema italiano, istituendo, negli anni del suo mandato da sindaco, il Festival Internazionale del Film di Roma, e dopo aver esordito come regista con il documentario Quando c’era Berlinguer (2014), vincitore del Premio penisola sorrentina Arturo Esposito, il fondatore del Partito Democratico si cimenta nuovamente con la macchina da presa.

I bambini sanno è, almeno nelle intenzioni, un contenitore culturale che prova a ribaltare le coordinate della nostra società, cercando di inquadrare il nostro periodo storico con gli occhi di bambini che stanno per affacciarsi alla finestra del mondo. Veltroni tenta di elaborare un lavoro che proceda per capitoli, una sorta di intervista a quattr’occhi che dovrebbe servire a raccontare la storia di ogni singolo bambino. Un modo di operare alquanto pedante, a cui fa da sottofondo una colonna sonora che ricorda piuttosto le pubblicità progresso che si vedono in tv.

Ma al di là dello stile decisamente discutibile, di meriti a questo film ne vanno dati e come. Il primo, fondamentale, è che Veltroni ci fa accomodare in sala e per quasi due ore ci invita ad ascoltare quello che questi innocenti protagonisti hanno da dirci. Un faccia a faccia che ci coinvolge da vicino, che ci riporta ad emozioni credute lontane, schiacciate dal peso degli anni che avanzano.

Non importa a quale strato sociale i bambini appartengano, non importa la loro simpatia o la loro spocchia ostentata. L’impressione generale che si ha, è che quello della fanciullezza sia ancora un microcosmo a sé stante, governato da dinamiche anche più spietate e letali rispetto al mondo dei grandi.

Ogni ragazzino ha problemi più o meno gravi da affrontare, a partire dalle prime vicissitudini amorose, fino ad arrivare a difficoltà quasi drammatiche, come l’incapacità di integrarsi in un gruppo.Tutti però hanno la ricetta per affrontare la vita con semplicità.

Sognare, è proprio quello che I bambini sanno.

 

 

 

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