Gli studenti dell’Uds pronti alla manifestazione unitaria dell’11 aprile contro la Riforma della scuola

Gli studenti dell’Uds pronti alla manifestazione unitaria dell’11 aprile contro la Riforma della scuola
Torna la mobilitazione del mondo della scuola e questa volta sono gli studenti dell’Uds a partire per primi contro la riforma del Governo Renzi. I giovani chiamano a raccolta tutto il mondo della scuola e non solo, a Roma, il pomeriggio dell’11 aprile, per una grande assemblea per valutare l’opportunità di costruire una grande manifestazione nazionale nella prima metà di maggio, contro il Ddl del Governo e per opporre delle valide alternative. L’appello all’assemblea sta già circolando online e nelle scuole. “Siamo rimasti inascoltati per mesi e il ddl del Governo sulla scuola rafforza le nostre critiche. Non siamo più disponibili a digerire riforme fatte dall’alto. Basta forzature democratiche!” – dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – “L’11 aprile ci vedremo a Roma per intrecciare le lotte di studenti, lavoratori e genitori, impostare un’agenda mobilitativa condivisa e, qualora risultasse necessaria, lanciare una manifestazione nazionale a Roma per la prima metà di maggio. È nostra intenzione invitare sindacati, associazioni, collettivi, attivisti sociali, esponenti della politica e tutti coloro che vogliono contribuire a costruire una riscossa democratica nel Paese a partire dal tema dell’istruzione. La manifestazione, se ci sarà, non sarà di studenti o docenti, sarà invece di tutti coloro che vogliono costruire una riscossa democratica sul tema della scuola. Il Governo – continua la nota dell’Uds – non ha intenzione di ascoltare le alternative messe in campo negli ultimi mesi, dalla Legge di Iniziativa Popolare sino alle 7 priorità di un’Altra Scuola operando inoltre una forzatura sui tempi della discussione parlamentare. Renzi – continua Lapis – porta a termine quello che Berlusconi non era riuscito a fare: precarizzare definitivamente il corpo docente sotto l’arma della valutazione e del merito, concentrare i poteri in mano al Dirigente-manager e piegare gli obiettivi e i contenuti della formazione alle esigenze delle imprese nostrane che puntano per lo più sulla precarietà, sulle basse competenze e sui bassi salari. Con le dichiarazioni di Poletti si completa il quadro già preoccupante di ciò che spetterà agli studenti, visti ancora come i ‘bamboccioni’ da mettere al lavoro, qualunque esso sia. Ora che anche le assunzioni sono in forse, crolla definitivamente il castello di carta di promesse costruito ad arte dal Governo”. Conclude l’UdS : “Vogliamo lanciare un percorso di mobilitazione ampio e di lungo periodo, in grado di contenere anche voci diverse, unite però dall’opposizione al progetto del Governo e dalla consapevolezza che oggi, per la salute della nostra democrazia, sia necessaria una battaglia per aprire realmente il dibattito sulla scuola e costruire un pensiero su di essa frutto di un processo reale, costruito da tutti scuola dopo scuola, città dopo città. Abbiamo l’ambizione di costruire una piattaforma comune minima che parta dal contrasto al Ddl del Governo ma che individui anche delle alternative”.
 

 

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