Eur spa, protesta davanti al ministero. A rischio centinaia di posti di lavoro

Eur spa, protesta davanti al ministero. A rischio centinaia di posti di lavoro

“No ai licenziamenti, ricapitalizzare Eur spa”. Era questo lo striscione dietro al quale decine di dipendenti dell’ente si sono radunati venerdì mattina, sotto al ministero dell’economia e delle finanze in via XX Settembre, per protestare contro la vendita di parte del patrimonio aziendale allo scopo di ripianare i debiti accumulati dall’ente, fra cui quelli relativi alla costruzione della Nuvola di Fuksas. Proprio la questione del Nuovo Centro Congressi, in particolare, è stata nel mirino dei manifestanti che ora temono il rischio di tagli al personale. “La nuvola ve la regaliamo”, hanno scandito, e qualcuno ha scritto: “Svenduti per una nuvola”. La protesta, promossa da Cgil, Cisl e Uil ha visto alcune centinaia di lavoratori scendere in piazza con bandiere, cartelli, tamburi e fischietti per manifestare il proprio dissenso nei confronti della nuova politica aziendale. “L’Eur non si tocca”, hanno gridato rivolgendosi direttamente al Ministro, al quale chiedevano un incontro. Sul tavolo delle istanze metteranno innanzitutto la ricapitalizzazione dell’ente. “Il ministero mantenga gli impegni presi e ricapitalizzi – spiega uno degli organizzatori – Giù le mani dai palazzi di Eur spa e dai suoi dipendenti”. Ma sulla fine dei questi lavoratori, purtroppo, c’è un silenzio assordante, visto che il governo non ha voluto ricevere la delegazione dei lavoratori per ascoltare le loro istanze. “Un atteggiamento, quello del governo – fanno sapere Cgil, Cisl e Uil – che conferma le nostre preoccupazioni sul futuro della struttura e contro il quale proseguirà la mobilitazione. Continuiamo a ribadire come la ricapitalizzazione sia l’unica via che permetterebbe di superare definitivamente la crisi in cui è stata fatta sprofondare il gruppo: a poche ore dalla scadenza prevista dal concordato preventivo per la presentazione del piano di ristrutturazione non abbiamo infatti nessuna certezza sui progetti per il salvataggio della società. Non lasceremo – concludono i sindacati – che il governo svenda il patrimonio di Eur spa, mettendo a rischio i posti di lavoro e la realizzazione dei progetti in cantiere. Lunedì è previsto un incontro con l’amministratore delegato dell’azienda, nel frattempo si intensificheranno e proseguiranno le azioni di lotta”. “Siamo partiti dal Mef, attivista di maggioranza, ora pensiamo di continuare e portare la protesta in Comune e immaginare poi di arrivare al Parlamento”, dichiarano dalla piazza i promotori del presidio.

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