Elezioni in GB: il Frenchgate della leader dei nazionalisti scozzesi, Nicola Sturgeon? Un clamoroso equivoco

Elezioni in GB: il Frenchgate della leader dei nazionalisti scozzesi, Nicola Sturgeon? Un clamoroso equivoco

Secondo quanto annunciano tutti i sondaggisti, alle elezioni britanniche del prossimo 7 maggio, dietro Conservatori e Laburisti potrebbe piazzarsi lo SNP, lo Scottish National Party, il Partito Nazionalista Scozzese, apertamente di sinistra, ma con un’anima profondamente indipendentista. Questo partito, dunque, potrebbe essere l’ago della bilancia per qualunque governo di coalizione dovesse formarsi. Per questa ragione, la sua leader, Nicola Sturgeon, pare molto corteggiata, sia dai Laburisti di Ed Miliband, anche per vicinanze “ideologiche”, che dal premier uscente, David Cameron. Soprattutto dopo la bella prova televisiva che la Sturgeon ha fornito giovedì sera su ITV nel confronto tra i leader dei sette maggiori partiti britannici. Ora, pubblicamente, la Sturgeon ha escluso che il suo partito possa dare il suo sostegno ai Conservatori di Cameron, ed ha minacciato di impedire la formazione di un governo qualora quest’ultimo non riuscisse a trovare la maggioranza assoluta. Ed ha confermato la storica alleanza tra SNP e Laburisti.

Il Frenchgate

Sabato, però, è arrivata la doccia gelata sul capo della Sturgeon, perché secondo il quotidiano Daily Telegraph, un documento confidenziale del governo smentisce la posizione ufficiale dell’SNP. Secondo questa nota, la Sturgeon, che svolge anche le funzioni di capo del governo regionale della Scozia, pare avesse rivelato all’ambasciatrice francese nel Regno Unito, Sylvie Bermann, che avrebbe preferito una vittoria di Cameron, giudicando Miliband privo della stoffa necessaria per governare. Pare che questa confessione sia stata rivelata nello scorso febbraio, nel corso di una visita dell’ambasciatrice francese a Edinburgo, e sia stata dettata ad un funzionario governativo britannico dal console generale di Francia in Scozia, il quale, naturalmente felice, ha detto alla stampa: “ho parlato al telefono con Pierre-Alain Coffinier, console generale francese. Mi ha amabilmente raccontato delle conversazioni che la sua ambasciatrice ha avuto durante la visita in Scozia. E mi ha fornito, in via confidenziale, i dettagli del ragionamento della Sturgeon”. Ora, confidenziale o meno, la notizia sta facendo gridare allo scandalo in Gran Bretagna, dove già si parla di un “Frenchgate”, cioè di rivelazioni pilotate, che indicherebbero al pubblico british la strategia della sinistra scozzese, che punterebbe cinicamente sulla vittoria di Cameron per alimentare l’antagonismo tra Scozia e Inghilterra e per favorire il disegno indipendentista. Lo stesso leader laburista Miliband si è indignato su Sky News per queste “rivelazioni sconcertanti” sulla leader dello SNP.

Lost in translation?

E se invece, tutta questa vicenda fosse frutto di un clamoroso equivoco linguistico, una banale cattiva interpretazione o traduzione? Insomma, un caso evidente di Lost in translation, per citare il celebre film di Sophia Coppola. In un tweet di replica alle “rivelazioni” del Daily Telegraph, la stessa leader scozzese parla di un “clamoroso ed evidente falso”, nato dalle difficoltà del console di “capire la lingua inglese”. La classica bufera nel bicchiere? Pare di sì, stando alle ultime dichiarazioni  dello stesso console francese al quotidiano The Guardian: “ho rivisto le mie note sul colloquio tra la Sturgeon e l’ambasciatrice e posso confermare che nessun accenno è stato fatto all’esito elettorale”. Non solo. La portavoce dell’ambasciata francese ha comunicato che il resoconto illustrato nella nota console era del tutto impreciso, e inaccurato: “quando l’ambasciatrice e la signora Sturgeon hanno discusso della situazione politica, Sturgeon non ha detto nulla a proposito delle sue preferenze sul prossimo primo ministro”. Questa curiosa vicenda dovrebbe finire qui. E invece si apprende da un’ultimora del Guardian che Nicola Sturgeon ha chiesto al Foreign Office, il ministero degli Esteri, un’inchiesta per scoprire la fonte della divulgazione della nota consolare, proprio per capire se si fosse trattato di una cattiva traduzione oppure di un gioco strategico dettato da qualche funzionario ministeriale proprio per metterla in imbarazzo.

 

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