DirCredito commenta Ccnl del lavoro e sentenza per Mps

DirCredito commenta Ccnl del lavoro e sentenza per Mps

Lo scorso 20 aprile, la Giunta DirCredito – riunita a Riccione – si è espressa all’unanimità in merito all’ipotesi di rinnovo del CCNL credito, sottoscritta con ABI il 1 aprile 2015, che sarà sottoposta all’approvazione dei lavoratori. Le iniziali pretese di ABI sono state respinte al mittente e l’equilibrio raggiunto con l’ipotesi sottoscritta rappresenta la soluzione migliore, nell’attuale situazione – dichiara Maurizio Arena, segretario generale DirCredito , sindacato delle alte professionalità del settore. Ora è il momento di iniziare a pensare al CCNL dei dirigenti – continua Arena – anche in considerazione delle inevitabili turbolenze per la categoria, determinate dal processo di aggregazione delle banche popolari che sta per prendere il via. Ma Dir Credito, sempre con Arena, commenta anche la sentenza del Tribunale del Lavoro di Siena ha disposto la riassunzione in MPS di circa 250 lavoratori di Siena esternalizzati a Fruendo, joint venture che ha rilevato le attività di back office della banca e circa 1000 dipendenti. Nello stesso giorno un altro Tribunale, quello di Roma, ha emesso una sentenza di segno opposto e ha respinto l’analoga richiesta di 120 lavoratori del polo di Roma. 
L’ennesima esternalizzazione che ha innescato strascichi di natura legale – dichiara Maurizio Arena, segretario generale DirCredito, il sindacato che rappresenta le alte professionalità del settore – che poteva essere evitata se fossero state tenute in considerazione le responsabili e praticabili soluzioni alternative proposte dalle Organizzazioni Sindacali, compatibili con gli obiettivi di riduzione dei costi. 
Riteniamo – continua Arena – che la situazione del Monte dei Paschi sia già molto delicata di suo, e che sarebbe stato preferibile non determinare i presupposti per un braccio di ferro giudiziale, che ingenera ulteriori criticità anche sotto il profilo economico,  con le centinaia di dipendenti che hanno vissuto in maniera traumatica l’esternalizzazione. 
È sotto gli occhi di tutti e la sentenza di Siena ne è ulteriore conferma, che questa operazione è nata male e proseguita peggio, e che la ricerca di soluzioni condivise da tutti i soggetti in campo, sia di parte aziendale che dei rappresentanti dei lavoratori, è un obiettivo dal quale non si può prescindere.
Correggere errori passati – conclude Arena – è ancora possibile, anzi doveroso, per il bene di tutti gli stakeholders del terzo gruppo bancario italiano.

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