Delrio alle Infrastrutture (auguri). Gabrielli prefetto di Roma (auguri). Renzi padrone del Giubileo?

Delrio alle Infrastrutture (auguri). Gabrielli prefetto di Roma (auguri). Renzi padrone del Giubileo?

Il primo dado del rimpastino di governo è tratto, con la nomina di Graziano Delrio a ministro delle Infrastrutture e i Trasporti, che questa sera ha giurato nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il secondo dado, quello che riguarda il posto riservato al Nuovo centrodestra, viene rinviato ad altra data. Si sussurra negli ambienti renziani e alfaniani, che sia in corso un braccio di ferro per il genere del prossimo ministro. Sarà maschio o femmina? Renzi vuole una donna. Alfano, che non ha alcuna intenzione di lasciarsi attrarre dalle sirene della parità di genere, vorrebbe un maschio, il cui nome potrebbe essere quello di Gaetano Quagliariello, già ministro con Letta nel governo delle larghe intese (la cosa sarebbe vissuta come un ceffone in faccia a Renzi) e grande esperto di De Gaulle e di gollismo (competenza che mancava nell’ideologicamente articolato primo governo Renzi). Insomma, staremo a vedere.

Uscendo dal Quirinale, poco dopo il giuramento, Graziano Delrio, un passato di ricercatore alla Facoltà di Medicina dell’Università di Bologna e di sindaco di Reggio Emilia, erede del dossettismo emiliano, nella rilettura di Pierluigi Castagnetti, ha rilasciato una classica dichiarazione, senza infamia e senza lode, e soprattutto senza accenni alle cause dell’avvicendamento: “Prima di tutto voglio ringraziare il presidente del Consiglio per questo incarico. Gli italiani hanno bisogno di tante opere, hanno bisogno di vedere che le cose procedono, che vengono fatte bene e che vengono discusse insieme con la massima trasparenza”. Sono seguiti i canonici tweet di Renzi e persino di Maurizio Lupi. Renzi ha augurato il buon lavoro “all’amico vero e al prezioso compagno di strada”, mentre Lupi è sicuro che “farà un buon lavoro”. Tutto procede come deve, dunque. Attendiamo di capire se e come Graziano Delrio vorrà e saprà trasformare un ministero nell’occhio del ciclone, e sotto la lente dei magistrati inquirenti, dopo le note vicende che hanno visto per protagonisti Ettore Incalza e l’ex ministro Lupi, costretto alle dimissioni per ragioni di “opportunità politica”. L’impresa, di certo, per Delrio e i suoi collaboratori si annuncia titanica.

Non sappiamo ancora decifrare quanto peserà il passaggio di Delrio al ministero delle Infrastrutture sugli equilibri delicati di Palazzo Chigi, dove Delrio svolgeva fino a stasera un ruolo determinante, anche come segretario del Consiglio dei ministri. Chi ne assumerà l’incarico? Certo, se fossimo gesuiti, ci verrebbe da pensar male: promoveatur ac removeatur, diceva la loro massima, ti promuovo così ti rimuovo dall’incarico. Ma non siamo gesuiti, e abbandoniamo subito questa ipotesi. Invece, ci sembra probabile che abbia preso corpo, nelle decisioni di Palazzo Chigi, la volontà di accerchiare il sindaco di Roma, nell’immediata vigilia del Giubileo straordinario. Il Consiglio dei ministri, infatti, ha promosso Delrio alle Infrastrutture, ministero decisivo per le opere romane di risistemazione, e Gabrielli a prefetto, ruolo centrale per la gestione concreta dei fondi e degli appalti. Nonostante la dichiarazione apparentemente euforica di Ignazio Marino, qualcuno stanotte, tra i dirigenti e i politici del Comune di Roma, non dormirà sogni tranquilli.

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