Default Cirio. Condanne ridotte, ma confermate, per Cragnotti e Geronzi

Default Cirio. Condanne ridotte, ma confermate, per Cragnotti e Geronzi

La seconda sezione penale della Corte di Appello di Roma ha lievemente ridotto la pena a Sergio Cragnotti a 8 anni e 8 mesi di reclusione (rispetto ai nove anni avuti in primo grado) per il crack del gruppo Cirio. Pena confermata (4 anni di reclusione) per l’ex presidente di Banca di Roma Cesare Geronzi. Sono state sufficienti alla Corte 4 ore di Camera di consiglio, per arrivare a sentenza. Riduzione della pena anche per altri imputati, tra cui il genero di Cragnotti, Filippo Fucile (da 4 anni e mezzo a 3 anni e 10 mesi di reclusione), il figlio dell’ex patron della Lazio, Andrea (da 4 anni di carcere a 2 anni e 4 mesi) e gli ex funzionari della Banca di Roma Pietro Locati e Antonio Nottola, condannati a 2 anni rispetto ai 3 anni e mezzo del primo grado.
  Lieve sconto di pena (da 3 anni e mezzo a 3 anni e 4 mesi) anche per Ettore Quadrani, gia’ consigliere del gruppo Cirio.
  Il reato, caduto in prescrizione, di bancarotta preferenziale ha fatto uscire di scena gli altri due figli di Cragnotti, Massimo ed Elisabetta. Assoluzione per l’altro ex funzionario della Banca di Roma, Michele Casella, cui il tribunale aveva inflitto 3 anni. Tra le assoluzioni la corte di appello ha confermato quelle per la moglie di Cragnotti, Flora Pizzichemi, per l’ex ad di Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani, e per l’ex componente del cda di Cirio spa, Riccardo Bianchini Riccardi. Sono stati assolti, perché il fatto non sussiste, anche Francesco Scornajenchi, Gian Luca Marini e Annunziato Scordo, i tre componenti del collegio sindacale di Cirio Holding condannati in primo grado a 3 anni di reclusione per aver deliberato nel 2001, quale bonus per l’attività svolta nella riorganizzazione del gruppo da Andrea Cragnotti, l’importo di 500 milioni lire, distratti dalla liquidità della stessa holding.

Share

Leave a Reply