Carla Cantone: “Porterò in Europa l’idea di un sindacato di uomini e donne liberi, confederale, generale, di lotta e di memoria”

Carla Cantone: “Porterò in Europa l’idea di un sindacato di uomini e donne liberi, confederale, generale, di lotta e di memoria”

“Stai già facendo le valigie?” Saluto così Carla Cantone, segretario generale dello Spi Cgil, quasi tre milioni di iscritti. Non è questa una intervista, siamo vecchi amici, ogni volta che metto piede nel palazzo di via dei Frentani, provo una emozione. Per tanti anni è stato sede della Federazione romana del Pci, poi rimesso a nuovo, trasformato, ne prendono possesso lo Spi e la Cgil. Dentro, il grande sindacato e un Centro Congressi. Io stesso sono stato uno dei suoi “abitanti”, come segretario nazionale Spi con l’incarico, in particolare, di occuparmi della comunicazione, quando nasce il mensile ”LiberaEtà” che prende il posto del vecchio e glorioso il Pensionato d’Italia, una rivista fondata nel 1951 da una intuizione da Giuseppe Di Vittorio per garantire agli anziani il diritto all’informazione. Una esperienza per me indimenticabile, un mondo quello degli anziani che è la storia ma anche il futuro del nostro paese. In Europa, dopo il 2020, le “pantere grigie” arriveranno a circa 150  milioni. Carla è nel suo ufficio, mette a posto carte, cartelle, ripone documenti, sta facendo “pulizia”. Proprio come una che si prepara per andarsene. È da poco uscita la notizia che la vede candidata alla segreteria generale della Ferpa, la Federazione europea dei pensionati e anziani, aderente alla Confederazione europea dei sindacati (CES), creata nel 1993.

Il mio mandato nello Spi scade a luglio del 2016. Non c’è incompatibilità con Ferpa

“Ma che stai dicendo? Non me ne vado proprio da questa stanza, il mio mandato scade a luglio del 2016, non c’è incompatibilità con l’incarico nella Ferpa. Poi vedremo”, dice Carla Cantone. Ha l’aria di essere lei a fare a me le domande, scherza, sorride. “Forse ti riferivi alla notizia che qualcuno ha diffuso…” Ma come –protesto – è un comunicato ufficiale, piuttosto dimmi come stanno le cose, come è nata questa decisione, improvvisa anche per i tuoi iscritti. E parte così la chiacchierata. “Guarda – dice – è stata  improvvisa anche per me. Un giorno mi sono venuti a trovare i segretari generali dei sindacati dei pensionati Cisl e Uil, qui in questa stanza, per discutere del rinnovo degli organismi della  Ferpa.” Mi fa presente che scade il mandato dell’attuale segretario generale, un italiano proveniente dalle file della Cisl, sindacato elettrici, Bruno Costantini. “Vogliamo mantenere all’Italia questo incarico – mi dicono – visto  anche il numero degli iscritti alle nostre tre organizzazioni. Pensiamo che spetti allo Spi, a te, assumere questa responsabilità. E mi guardano. E io li guardo. Ma che dite? Capisco che non è una proposta ma una decisione delle due organizzazioni, capisco anche che sono stati presi i necessari contatti a livello europeo. Chiedo un po’ di tempo”. In realtà, i tempi sono strettissimi, il 12 maggio la candidatura di Carla sarà ufficializzata, il 9 settembre sarà il Congresso che si terrà a Budapest ad eleggerla. Mi guarda, sorride e prende a parlare di Europa, perché è qui che si gioca la partita, lo scontro sulle politiche economiche e sociali, a pagare non solo in Italia sono sempre gli anziani, i pensionati. “Il nuovo welfare, l’equità sociale, la separazione, per quanto ci riguarda, della assistenza dalla previdenza, il lavoro, i giovani, i confini nazionali sono troppo stretti.” Cantone si è già posizionata, ha preso possesso del nuovo incarico anche se ripete che questo non era il suo progetto di vita quando scadrà il mandato.

“Lady 10 milioni” quando sarà a capo del sindacato europeo  di pensionati e anziani

“Ma, le chiedo, posso conoscere quale era il tuo progetto? Non ti vedo senza sindacato, senza riunioni, manifestazioni, dibattiti, senza quelli che chiami i tuoi figli, quasi tre milioni ora, dieci milioni quando sarai  a capo della Ferpa e ti chiameremo Lady 10 milioni”. “Spero che diventeremo molti di più. È vero, la mia vita è stata il sindacato”. Una ‘carriera’ non facile per una donna, giovane, bella, simpatica, che viene da  Sairano di Zinasco un piccolo paese a cinque chilometri da Villanova d’Ardenghi, terra di braccianti, di mondine, di contadini, di sfruttati che diventano operai in alcune piccole fabbriche, ma soprattutto alla Necchi di Pavia. Lavora, studia, prende la laurea breve in psicopedagogia, inizia il percorso sindacale insegnando nelle 150 ore, poi la troviamo delegata sindacale al Policlinico di Pavia. I ricordi vanno al periodo forse più difficile della sua vita sindacale, quando prima entra nella segreteria nazionale della Fillea, poi ne diventa il segretario generale. Una donna in  mezzo a muratori, cementieri, cavatori, i lavoratori insomma di tutto il settore delle costruzioni, una “categoria non proprio per fanciulle”. Se la cava bene, mette d’accordo chi non aveva proprio favorito la sua elezione. Anzi. Poi arriva alla segreteria confederale della Cgil, responsabile dell’organizzazione. Non ha avuto figli, “non avevo tempo, ecco perché ti dico che i miei figli sono  i tanti iscritti al sindacato.

 Il mio desiderio è quello di fare la gattara, da bambina sognavo di essere un gatto

Ma, ora un desiderio l’avevo, quello di fare la gattara, a viale Appio Claudio”. La guardo. Capisce che non capisco. “Ma come, non lo sai che amo i gatti, penso di essere stata un gatto o una tigre. La reincarnazione? Chiamala come vuoi ma spesso da bambina  sognavo di essere un felino, un felino, un grosso felino in un’altra vita. A volte anche una strega. Ma come non conosci Carlotta e Juri? Allora non hai letto il  libro  ‘L’amore che mi ha catturato la vita’, racconta la mia vita”. Si alza, scrive una dedica e me lo consegna. È stato scritto da Valerio De Filippis, autore, giornalista, ghost writer in forza alla redazione di Otto e mezzo. Cerco di portare il discorso sull’oggi, il sindacato, la politica, Renzi. “Perché vuoi rovinare una piacevole conversazione”, mi dice  quasi a impietosirmi. “Il premier? Ti ricordi quando promise che anche ai pensionati sarebbe arrivato il bonus, i famosi 80 euro? Bene, gli abbiamo inviato anche un milione di cartoline. Ma non abbiamo avuto risposte. Lui vede il sindacato come il fumo negli occhi.

Renzi dovrebbe ascoltarci, confrontarsi con noi. Non commetta gli errori di Monti e Fornero

Forse dovrebbe sentirci, stabilire un rapporto con chi rappresenta milioni di persone come  lo Spi, i sindacati Cisl e Uil.” “Guarda una stranezza – prosegue – tutti parlano di pensioni. Anche il presidente dell’Inps, Boeri, avanza proposte, le sue proposte. Allora, intanto rispetti le nostre. Il governo non commetta gli errori di Monti e della Fornero. Non si sono confrontati con noi. Le ‘riforme’ si sono succedute, una ogni quattro anni. Non c’è certezza, e per gli anziani c’è bisogno di certezza, di serenità, non di preoccupazioni. Ora, per esempio, si sente parlare di flessibilità. Bene, ma qual è la proposta? Temo ci siano dei trucchi. Non ci sono? Allora si porti una proposta al confronto con noi.”  Ancora: “Cosa si fa per chi a 55 anni resta disoccupato? E gli esodati? Si dice che in Italia si spende per le pensioni più di ogni altro Paese europeo. Non è vero. Da anni si parla di separare l’assistenza dalla previdenza, ma non si opera per realizzarla. In compenso, e questo mi fa arrabbiare, si pone il problema del ricalcolo, si creano appunto preoccupazioni fra i pensionati. Ma chi ha pagato regolarmente i contributi secondo le leggi non si tocca, non gli si dia uno schiaffo. Altro è colpire i privilegi,  pensioni regalate e via dicendo”.

La riforma Fornero, una legge “cattiva” verso persone, famiglie, giovani

Carla prosegue: “Chiedimi della riforma Fornero, dei danni che ha provocato”. “Te lo chiedo, definiscimi la  legge che porta la firma di questa ministra”. La risposta è secca: “è una legge cattiva verso le persone, le famiglie, i giovani. Non si può obbligare una persona a lavorare fino a 70 anni e si deve prevedere una pensione adeguata per i giovani, che rischiano di non averla proprio”. I giovani, il rapporto con gli anziani. Cantone parla delle tante iniziative, del rapporto fra Spi e studenti, ricorda il treno che ha portato ad Auschwitz, “per  non dimenticare”, dirigenti dello Spi, ragazzi e ragazze di Terra del fuoco, gli studenti dell’Unione degli universitari e della Rete degli studenti medi. “Abbiamo finito ?”, mi chiede. Prendo tempo. Silenzio. Chi fa la prima mossa. La faccio io, nomino la “coalizione sociale”, dico  che alcuni “ambienti” della Cgil sono andati al di là di un normale dibattito. Lo pensa anche lei, ha rispetto, amicizia per Landini, si alza prende un volantino, “guarda, questa è una iniziativa cui abbiamo partecipato insieme”.

Coesione sociale. Il sindacato, la partecipazione, l’ascolto delle voci della società

“Credo anch’io che ci sia bisogno di un rapporto con le forze sociali, con associazioni, movimenti, tutto questo lo chiamo coesione sociale. Non c’è bisogno, penso, di una struttura organizzata, una coalizione appunto”. Ripenso a quello che mi ha detto a questo proposito mentre sfoglio il libro che  mi ha regalato. Parla di un sindacato che deve fare il suo “mestiere” nei luoghi di lavoro, ma deve saper uscire, andare nel territorio. “Quando parlo di assemblee territoriali, penso a tutti, anche a chi tradizionalmente non è abituato ad avere un rapporto con il sindacato. Penso ai problemi di una intera società. È questo che deve fare un sindacato a tutto tondo”. Spero non si arrabbi se la definisco una “landiniana” senza coalizione, quando parla di “forme nuove di partecipazione che deve essere l’ascolto della voce della società”, di “consultazione integrale della società permanente” e poi precisa: “Attenzione, non basta la rete, non basta il web, io sono per andare in presa diretta, anche di persona”. “Mi dai ancora un minuto”, le chiedo. “Non si nega a nessuno”.

Papa Francesco, l’unica persona che dice parole rivoluzionarie, di sinistra

“Per te cosa è oggi sinistra, chi è di sinistra?” Non ci pensa un attimo, prende il suo libro e legge: “Premetto che sono profondamente laica, ma in questi giorni mi sono fatta l’idea che l’unica persona che dice parole rivoluzionarie e direi anche di sinistra è papa Francesco”. Concludiamo.  “Cosa porterai in una Europa che non vuole cambiare, ancorata a vecchi modelli liberisti, il lavoro come merce, le politiche di austerità che tengono ancora banco?”.  “Porterò lo spirito dello Spi, un sindacato di uomini e donne, liberi, ribelli e resistenti, ma soprattutto un sindacato generale, confederale di lotta e di memoria”.

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