Camusso: “Il governo fa finta di niente, ma la crisi c’è ancora. Meno lavoro, più povertà, più diseguaglianze”

Camusso: “Il governo fa finta di niente, ma la crisi c’è ancora. Meno lavoro, più povertà, più diseguaglianze”

Susanna Camusso ha chiuso nella mattinata di mercoledì un importante seminario organizzato dalla Fillea Cgil che aveva un tema caldissimo ed un titolo che era più di un programma: “La disuguaglianza è alla base del liberismo, combattiamola. Esistono luoghi complessi come cantieri, ospedali e aeroporti. Da lì si può partire per sperimentare sui contratti”. La leader della Cgil, non ha però perso l’occasione per chiamare in causa il Governo che si esalta al primo numero positivo che sfugge alla crisi, e cerca di mettere la sordina ad una situazione economica decisamente difficile e che, ad esempio nel comparto dell’edilizia, possiamo definire, senza rischio di essere smentiti, drammatica. Ma Camusso è partita dal tema centrale del Convegno, quello della contrattazione, per denunciare l’assoluta precarietà del lavoro nel nostro Paese: “È una discussione quella sulla contrattazione che è connessa per gli edili a un dato di crisi piuttosto profonda. Proviamo a vedere i numeri della crisi: in sette anni, un quarto dell’apparato produttivo in meno del nostro Paese, con punte più drammatiche proprio nelle costruzioni, dove siamo a circa metà dell’apparato produttivo rispetto al 2008; disoccupazione sopra il 12% che, con buona pace della propaganda del Governo, tende ad avanzare e non a diminuire, con oltre 3 milioni di disoccupati, dei quali quasi due terzi sono di lunga durata, che non hanno possibilità di rientrare nel mondo del lavoro; in più, 3,8 milioni di lavoratori appartenenti alla cosiddetta economia non osservata, e 3 milioni nel sistema degli appalti. La loro precarizzazione è sempre più evidente, e tanta parte del lavoro povero si collega a questo amplissimo settore.

“Non vogliamo preservare un mondo privilegiato, ma includere i più deboli che stanno fuori”

Poi la Camusso è entrata ancor più nel merito dei temi del Convegno: “Dobbiamo avere la forza di attribuire a noi stessi la capacità di pensare che dobbiamo aggredire la diseguaglianze e di reagire alle accuse che ci vengono di stare nel nostro recinto protetto. La scommessa è quella di utilizzare il pezzo più forte di lavoratori che tuteliamo non per preservare un mondo ‘privilegiato’, ma per includere i più deboli che stanno fuori. Anche per questo il tema della contrattazione è strettamente legato a quello della costruzione di un nuovo Statuto dei lavoratori. In questo senso, aiutano molto gli accordi come quello con la Novartis o altri firmati dalla Filcams sugli appalti. Sono accordi che vanno nella direzione opposta di quanto previsto dalla legge delega del governo, per cui l’uguaglianza dei lavoratori si fa per sottrazione e non per estensione e mantenimento dei diritti”.

“La diseguaglianza è all’origine del modello liberista, fatto di disoccupazione strutturale e precariato”

Tornando poi per un momento ai temi dell’occupazione, la leader sindacale ha spiegato che “la Commissione europea dà per scontato che il nostro paese abbia una disoccupazione del 10-11 per cento, per il governo anche oltre. Questo significa perpetuare un modello di sviluppo fondato sull’alta quota di disoccupazione e sulla creazione di un ‘esercito di riserva’, che permette così di comprimere i diritti dei lavoratori e di fare dumping sulla loro pelle”. Per Camusso, quindi, “la diseguaglianza è all’origine del modello liberista, che si esplica costruendo un modello composto di disoccupazione strutturale e precariato”.

Schiavella (Fillea Cgil): “Il Jobs act aggraverà la situazione. Per difendere i lavoratori oggi bisogna fare Sindacato”

Sui temi trattati dalla Camusso, da registrare anche la presa di posizione di Walter Schiavella, segretario Generale della Fillea Cgil: “Il modello degli appalti è il modello del lavoro di oggi, quindi dobbiamo decidere quali strumenti usare per affrontare la crisi che in atto e che non trova voce nella sfera politica. Quindi abbiamo di fronte un bivio, una discussione da affrontare fino in fondo. Per affrontare questa realtà, che sarà aggravata dal jobs act, abbiamo il dovere di rappresentare la realtà del lavoro per cambiarla. La missione principale di un sindacato è quella di rappresentare tutti i lavoratori e per farlo oggi bisogna soltanto fare il proprio mestiere, quello del sindacato. Per questo siamo qui a discutere della rappresentanza del lavoro, per rappresentare ogni singolo lavoratore”. Prima di Camusso e Schiavella avevano preso la parola molti altri leader sindacali.

Treves (Nidil Cgil): “Trovare forme di contrattazione inclusiva”

Tra questi Claudio Treves Segretario generale Nidil Cgil: “Se un futuro oggi Nidil ce l’ha, è quello di fare ciò che stiamo facendo oggi insieme: trovare forme di contrattazione inclusiva. Questo è il modo in cui possiamo pensare di continuare a lavorare, ha detto nel suo intervento Treves. Poi è stata la volta di Emilio Miceli, Segretario generale della Filctem Cgil che ha ricordato: “Siamo entrati in una fase in cui al sindacato viene negata dal governo la possibilità di negoziare le politiche generali del lavoro e, attraverso Confindustria, viene negato anche il diritto al contratto.

Miceli (Filctem Cgil): “Dal Governo negata la possibilità di negoziare”

A questo disegno dobbiamo reagire, riprendendo l’iniziativa verso il governo e facendo i contratti, agendo quindi con il conflitto e con l’accordo. Il 9 aprile prossimo – ha detto ancora Miceli – terremo il nostro direttivo dove lanceremo le piattaforme per le scadenze contrattuali di dicembre, Una stagione che si annuncia difficile, dove sarà complicato trovare punti in comune”. Poi è stata la volta di Maria Grazia Gabrielli, Segretaria Generale della Filcams. Anche lei si è soffermata, naturalmente, sulla contrattazione.

Maria Grazia Gabrielli (Filcams): “Deflazione e recessione complicano la stagione dei contratti”

“La stagione contrattuale è molto complicata, per via della recessione e della deflazione. E in settori come il commercio che vivono di domanda interna, in una condizione di diminuzione del reddito e dei consumi le difficoltà sono ulteriori. Penalizzazione aggiuntiva, i provvedimenti del Governo sul lavoro. In prospettiva – continua la dirigente sindacale –, il quadro rischia di aggravarsi in un Paese che non investe, che non ha un processo di crescita. Penso in particolare al turismo: quel settore è sinonimo di sviluppo infrastrutturale, di nuove tecnologie, e con investimenti ulteriori può portare indubbi benefici al Paese. Ma su questo il Governo finora è fermo”.

Franco Nasso (Filt Cgil): “La contrattazione è strumento di contrasto alle azioni del Governo”

Infine Franco Nasso, Segretario Generale della Filt Cgil: “La questione della contrattazione è fondamentale nelle difficoltà che stiamo vivendo oggi. Perché può essere uno degli strumenti di contrasto alle azioni che il governo sta mettendo in campo. E ci sono le condizioni per farlo, soprattutto in questi mesi, in cui tutti abbiamo tavoli aperti o piattaforme da presentare. Questo anche se per i rinnovi non abbiamo un modello stabile. I contratti li faremo con la strumentazione che abbiamo, ma è importante provare a lavorare con questi strumenti, come ad esempio i due livelli di contrattazione. Li dobbiamo difendere”.

 

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