Camusso e la fabbrica delle notizie farlocche. Perché ci casca?

Camusso e la fabbrica delle notizie farlocche. Perché ci casca?

Giornalisti/e segugio. Ormai è una specialità della casa. Per strappare non diciamo una intervista, ma una risposta al volo, una specie di tweet, come oggi si usa trasformando la comunicazione in tre o quattro parole che al cittadino non dicono niente, rincorrono l’onorevole, si appostano davanti a Montecitorio o a Palazzo Madama e attendono al varco il soggetto. Il quale non vuole parlare, ma il segugio non molla, poveretto, insegue, insegue finché il perseguitato non arriva a destinazione, si infila dentro una porta. La corsa del giornalista-segugio sarà ripresa dal committente, rilanciata su qualche talk show, oppure rilanciata dal giornale cui collabora come uno scoop. Per Susanna Camusso, che  ormai dovrebbe essere abituata all’assalto dei giornalisti, è difficile evitare il segugio. Perché il branco sta lì in agguato, in attesa che lei salga sul palco per intervenire. Non c’è via di fuga che tenga. Dovrebbe ormai essersi fatta una esperienza. Al segugio non interessa quello che lei dice quando parla dal palco, la posizione della Cgil, l’attacco al governo come ha fatto a proposito del Def, del rinnovo dei contratti, del lavoro che non c’è, della ripresa che è solo sulla carta, dei lavoratori, quelli della Province, abolite ma non troppo, che unitariamente, manifestano in piazza. No, al segugio interessa cosa pensa Camusso della coalizione sociale, la proposta di Maurizio Landini,segretario generale della Fiom. Lo sa perché il segretario generale della Cgil più volte ha espresso la sua contrarietà. Ma per Repubblica vale il motto latino “repetita iuvant”. E fa lo scoop, fabbricato ad arte. Finto scoop. Il segugio dà a Camusso la notizia del giorno. Le risulta – chiede – che Landini abbia riunito la coalizione sociale. Camusso, presa alla sprovvista, risponde  “Mi sta dando una notizia”. Prudenza vuole che se tu non  sei a conoscenza di un fatto, eviti di rispondere. Ringrazi il segugio o la segugia. Anche perché in effetti è una non notizia. Non è un segreto che vengano tenute riunioni organizzative fra coloro che fino ad ora hanno aderito, si discuta sulla messa a  punto di proposte, di una piattaforma, su una possibile manifestazione nazionale. Le forze si mettono insieme non per rubare il “mestiere al sindacato”, ma per dare forza alla partecipazione dei  cittadini-lavoratori, come diceva Giuseppe Di Vittorio, alle lotte per cambiare il Paese. Non è un caso che il segretario generale della Fiom, quello della Conoscenza, la scuola, partecipano a Roma ad una manifestazione degli studenti. Insomma non è una notizia quella che viene fornita a Camusso. E noi pensiamo che a una non notizia non si risponde. Tanto più se si entra nel merito. Dice infatti il segretario generale della Cgil a proposito della coalizione: “Non mi pare che vada da alcuna parte. Non cambiamo opinione in una stagione difficile, non ci sono scorciatoie. C’è invece un complicato lavoro  di ricostruire l’unità tra i lavoratori e le organizzazioni sindacali e la capacità contrattuale per riconquistare i diritti”. Con stima e rispetto che sono dovuti al segretario generale di una grande e straordinaria organizzazione, quale è la Cgil, una domanda: se non hai la notizia, perché non c’è, se non conosci i contenuti di una cosa che non c’è, perché avventurarsi su sentieri stretti che portano solo a un titolo su qualche giornale, Repubblica, che sostituisce le critiche di Camusso a Renzi Matteo con quelle a Maurizio Landini? Il quale, non c’entrava per niente.

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