Campi rom, ricchi abusivi sloggiati dal campo rom di via di Salone a Roma

Campi rom, ricchi abusivi sloggiati dal campo rom di via di Salone a Roma

La polizia locale di Roma Capitale ha proceduto all’allontanamento di 68 persone abusive dal campo nomadi autorizzato di via di Salone. Si tratta di dieci nuclei familiari. Quattordici moduli abitativi saranno cosi liberati e riconsegnati al dipartimento politiche sociali. L’operazione è la seconda tranche di quella attuata il 15 aprile scorso che aveva visto lo sgombero di 17 famiglie, pari a complessive 102 persone, che occupavano senza titotlo 20 moduli abitativi. Gli allontanamenti sono stati disposti dall’assessorato politiche sociali guidato da Francesca Danese nei confronti di persone con conti correnti e depositi postali considerevoli. Ad operare sono stati i vigili dello Spe (sicurezza pubblica emergenziale) della polizia locale di Roma Capitale. A quanto si è appreso, le dieci famiglie sono state sgomberate perche’ ritenute non aventi diritto ad usufruire dell’assistenza dell’amministrazione capitolina in quanto in possesso di conti correnti o depositi postali con cifre considerevoli. Somme che complessivamente si aggirano, stando a quanto riferito, su centinaia di migliaia di euro. I vigili hanno inoltre disattivato le utenze idroelettriche ai non aventi diritto anche per evitare che i moduli abitativi possano essere nuovamente usati indebitamente e non da assegnatari regolari. Gli agenti hanno atteso che i bus prendessero i bambini per portarli a scuola, poi l’intervento: notificate 10 ordinanze ad altrettante famiglie, che occupavano abusivamente dei manufatti nel campo di via di Salone. Conti correnti postali a due e tre cifre, che la dicevano lunga sul reale stato di bisogno delle famiglie, che avevano attrezzato i container con quadri, televisori led e mobili come normali appartamenti, omettendo di pagare l’acqua e l’elettricità consumata. Bollette pesanti, visto che l’elettricità veniva usata per il riscaldamento di container poco isolati. Alla fine 10 sono state le famiglie sgomberate, persone che avevano ricevuto da più di un anno decreto ingiuntivo per liberare i manufatti. Agli sgomberati non è stata offerta alcuna assistenza sociale, viste le condizioni economiche tutt’altro che disagiate.

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