30 associazioni scrivono al Parlamento: “ridiscutiamo insieme il Ddl sulla scuola”

30 associazioni scrivono al Parlamento: “ridiscutiamo insieme il Ddl sulla scuola”

Trenta associazioni contro il disegno di legge di riforma della scuola targato Renzi-Giannini. “La buonascuola” del governo era stata reclamizzata assai più di un formaggino, ma con le stesse modalità dell’inganno pubblicitario, svelato da Seguelà alcuni anni or sono, quando appunto propose una lettura della propaganda politica come una sorta di “detersivo che lava più bianco degli altri”. La “buonascuola” è stata proprio questo, solo propaganda, null’altro. Ora, ben 30 associazioni chiedono il conto al governo, rispetto ad una riforma truffaldina e praticamente inesistente. E si tratta di associazioni grosse e rappresentative: tutti i sindacati della scuola, le associazioni studentesche della Link, dell’Udu e della Rete degli studenti, l’Arci, Libera, gli insegnanti e i docenti democratici, e molte sigle dell’arcipelago cattolico, dagli insegnanti delle materne ai docenti cattolici delle superiori agli studenti dell’Azione Cattolica.

Un ampio schieramento chiede al Parlamento di aprire “uno spazio di ascolto”

Insomma, un ampio e maggioritario schieramento di studenti, genitori e docenti chiede al Parlamento di aprire “uno spazio di ascolto”, perché “nessuna riforma può raggiungere obiettivi decisivi per il Paese”, senza la partecipazione attiva dei soggetti che la scuola la vivono ogni giorno. E già questa “richiesta” smentisce la pomposa dichiarazione del governo che aveva parlato di un milione di contatti online sul sito della “buonascuola”. Al contrario, le 30 associazioni, davvero molto rappresentative del mondo della scuola, chiedono un confronto “per delineare una visione generale, il più possibile condivisa, sul ruolo della scuola nella società della conoscenza”. Insomma, dicono le associazioni ai parlamentari, “fate in modo che sulla scuola non si faccia come su altre questioni, consultateci, dateci legittimazione e peso”. Si teme, dunque, che anche sulla scuola il governo Renzi si comporti come ha fatto sul Jobs Act: si decide a prescindere dai soggetti sociali e dalle organizzazioni che raccolgono la partecipazione degli studenti, dei genitori, e dei docenti e degli insegnanti, quotidianamente.

Le cinque proposte

Ai parlamentari, le 30 associazioni, che praticano “punti di vista anche molto diversi”, presentano cinque proposte per cambiare il disegno di legge. La prima proposta vuole ridurre le diseguaglianze tra istituti, territori e indirizzi, garantendo a tutti il diritto allo studio e combattendo la dispersione scolastica; chiede di trasformare la scuola in un laboratorio permanente di innovazione educativa, partecipazione e di educazione civica; e infine parla di lifelong learning, cioè di apprendimento permanente. La seconda proposta parla di gestione autonoma degli istituti scolastici, intesa però “come garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale”. Decisiva, da parte delle 30 associazioni, è la critica alla scelta del “preside-manager”, che accentra i poteri “ed estromette studenti, docenti, genitori e personale ATA”. I promotori dell’appello chiedono di rivedere a fondo le prerogative del dirigente scolastico, di riformare gli organi collegiali e di valorizzare il lavoro nella scuola “nel rispetto della funzione contrattuale, indispensabile per raggiungere soluzioni efficacie e condivise”.

La terza proposta avanzata al Parlamento dalla 30 associazioni è relativa alle risorse economiche: aumento dei finanziamenti pubblici destinati alla scuola, con un piano pluriennale che permetta di raggiungere almeno la media europea. La quarta proposta fornisce suggerimenti sul tema del rapporto tra scuola e lavoro, che “deve essere orientato ad arricchire il percorso educativo e potenziare le opportunità occupazionali di tutti i giovani, assiscurando a ognuno effettive capacità di apprendimento lungo tutto il corso delle vita”. È opportuno, scrivono le associazioni, che l’alternanza scuola-lavoro venga prevista per tutti i percorsi scolastici, che le competenze acquisite vengano certificate e che il contratto di apprendistato sia “finalizzato esclusivamente all’apprendimento e comunque successivo al conseguimento dell’obbligo di istruzione”. E infine, le associazioni dicono al Parlamento che nel disegno di legge governativo sono previste molte deleghe, considerate un errore, poiché riguardano temi troppo importanti per la scuola italiana.

L’elenco delle 30 associazioni

Questo l’elenco delle 30 associazioni firmatarie dell’appello al Parlamento: Agenquadri, AIMC, ARCI, AUSER, CGD, CGIL, CIDI, CISL, CISL Scuola, Edaforum, FNISM, FLC CGIL, Forum del Terzo Settore, IRASE, IRSEF-IRFED, Legambiente, Legambiente Scuola e Formazione, Libera, Link – Coordinamento Universitario, MCE, Movimento Studenti di Azione Cattolica, Movimento di Impegno Educativo di Azione Cattolica, Proteo Fare Sapere, Rete della Conoscenza, Rete degli Studenti Medi, Rete29Aprile, UCIIM, UDU, Unione degli Studenti, UIL, UIL Scuola.

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