Sanità regionale del Lazio. Cgil e Spi denunciano: “Grave mancanza di confronto”

Sanità regionale del Lazio. Cgil e Spi denunciano: “Grave mancanza di confronto”

“Con il licenziamento degli atti aziendali delle Asl da parte della Regione Lazio, si chiude una fase importante per il rilancio della sanità territoriale. Ed è proprio perché riteniamo importante tale atto che vogliamo rimarcare la gravità della completa mancanza di un confronto reale con le parti sociali su tutto l’iter di approvazione”. Così, in una nota, Roberto Giordano segretario della Cgil di Roma e del Lazio e Teti Coci, segretaria generale dello Spi Cgil di Roma e del Lazio. “Sembra che per il settore della sanità il protocollo sulle relazioni sindacali firmato con la Regione da Cgil, Cisl, Uil sia carta straccia – rilevano i sindacalisti -. E questo nonostante le richieste d’incontro e le sollecitazioni inviate, tanto sulle questioni più generali che sulle scelte già intraprese dall’amministrazione regionale. Il taglio delle risorse sulle Rsa, trascinando nel sistema anche gli enti locali e il comune di Roma, e la conservazione della vecchia aliquota Isee, sono soltanto gli ultimi esempi degli errori derivaneti dalla mancanza di confronto, a danno delle fasce più deboli della popolazione, in questo caso anziani, spesso non autosufficienti. Continuiamo inoltre a giudicare sconcertante il ritardo sull’approvazione della proposta di legge regionale sul sociale, portata in commissione già nel 2013, che con le vicende della sanità c’entra parecchio”. “Ci rendiamo conto che la comunicazione oggi risulta centrale nell’attività politica – concludono -, ma noi continuiamo a rivendicare il ruolo del sindacato come elemento centrale del processo di costruzione della democrazia”.

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