“ Unions ”. Con la Fiom e la Cgil la piazza si illumina di rosso,il colore del mondo del lavoro

“ Unions ”. Con la Fiom e la Cgil la piazza si illumina di rosso,il colore del mondo del lavoro

Si chiama Unions la coalizione sociale. I media in questi giorni hanno fatto di tutto per accreditare il fatto che Maurizio Landini con la scusa di organizzare una manifestazione con al centro il lavoro e i diritti, di fatto si proponeva come capo di un nuovo partito della sinistra. Qualcuno ci ha perfino creduto in Cgil e sono nate polemiche che non avevano ragione di esistere. Ebbene quelli che sulla scia di Renzi Matteo, ormai incontrastato dominus dei media,affascinati da selfie e twit, avevano parlato , in termini negativi di “ battesimo “ della coalizione sociale, vade retro satana, sono serviti. La coalizione sociale, che, si badi bene, non c’è, come dice lo stesso   lo stesso Landini , è stata capace di riempire una piazza storica di Roma, mondandola dalla sporcizia di un’orgia razzista lasciata da Matteo Salvini.Un piazza che si è illuminata di rosso,le cento e mille bandiere del sindacato, le tute blu con le felpe rosse, rosso il colore del lavoro. La conta in questa manifestazioni è sempre difficile, ma partendo dai circa trentamila “ prenotati”, bus, treni, aerei, traghetti , da tantissimi lavoratori di Roma e del Lazio che si erano recati direttamente in piazza, studenti in particolare, dal fatto che la capienza “ufficiale “ è di circa 65 mila persone, azzardare la presenza di 50 mila , considerato lo spazio occupato dal palco,non è lontano della realtà.

Siamo tantissimi, tantissimi, la nuova primavera del Paese

Siamo tantissimi, tantissimi, dicevano gli organizzatori della Fiom e della Cgil. Quella che Landini ha definito “ la nuova primavera del Paese,” ha dato una impronta chiara ed inequivocabile di come la Fiom intenda muoversi. Cosa intendeva Landini quando ha avanzato la proposta approvata quasi alla unanimità dalla assemblea nazionale delle delegate e dei delegati, persone vive, tute blu in carne e ossa è stato rappresentato da quel lungo corteo che scendeva dal Pincio e sembrava senza fine . Anche quei giornalisti, tanti, troppi, che in questi giorni si sono esercitati nelle più fantasiose ipotesi sulle “perfide” intenzioni del “perfido “Landini, un leader che gode di un grande affetto, affetto vero, hanno preso appunti, parlottavano fra loro come è ormai abitudine hanno materiale per riflettere sul significato di questa giornata, di questo sabato con la piazza del Popolo, bellissima,piena di sole, un vento gelido di tramontana che faceva sventolare le bandiere rosse. Il premier Renzi Matteo, segretario anche di un partito che facendo parte del del socialismo europeo dovrebbe avere perlomeno un qualche rispetto per un grande sindacato, la Fiom che rappresenta più di 350 mila lavoratrici e lavoratori, la Cgil che ne rappresenta poco meno di sei milioni.

Landini. “ Noi siamo della Cgil, non un’altra cosa.” L’abbraccio con Camusso

Landini dice:” Noi siamo della Cgil, non un altra cosa “. L’abbraccio con Susanna Camusso, non è solo un segno di affetto,speriamo sia l’avvio di un dibattito teso a far più forte la Cgil, a rinnovare le forme di partecipazione, il rapporto con il complesso mondo del lavoro che non è fatto solo di lavoro dipendente. Renzi Matteo fa rispondere al suo clone, il vicesegretario Guerini, con una frase che è tutto un poema: “alla manifestazione c’erano pochi esponenti del Pd”. E il ministro Poletti, ormai incontinente,parla tre volte al giorno: “ Con la logica della Fiom risultati non ottenuti”. Forse il Pd che tiene la direzione lunedì per incensare il premier e annichilire le minoranze potrebbe avere un’occasione per riflettere su quelle parole certo dure pronunciate dal segretario generale della Fiom, “ Renzi peggio di Berlusconi”. Anche il segretario della Fim Cisl dovrebbe stare più attento perché in tutte elezioni per le rappresentanze sindacali la Fiom ha vinto anche con largo margine.

Il sindacato, la Cgil, l’unica grande forza democratica organizzata

Gli interventi dal palco di “ estranei”, da Rodotà a Zagrebelsky,un messaggio, letto da Sandra Bonsanti, agli studenti, non avevano niente di “ estraneo”. Perché la manifestazione era anche la loro manifestazione, così come per tanti altri che erano presenti, gli studenti, le partite Iva, i precari non sindacalizzate. La realtà, ecco il senso della “ coalizione sociale” che Landini ha cercato di spiegare anche aPiazza del Popolo, è che oggi il sindacato è l’unica forza democratica organizzata. Non lo sono i partiti, ormai volatilizzati, cerchie di clientele, non lo è il Pd, prende tanti voti, su poco più del cinquanta oer cento degli elettori, ma la sua forza organizzata è ormai ridotta al lumicino. La Fiom, e chiede che sia tutta la Cgil ad avviare un processo di rinnovamento, mette la sua organizzazione e la sua presenza nei posti di lavoro e nei territori a “ disposizione “ di associazioni, movimenti singole persone, che si battono per il cambiamento, per difendere attuare,la Costituzione non per deturparla.

Il significato del richiamo a Giuseppe Di Vittorio e Bruno Trentin

 Questo per la Fiom significa fare sindacato, fare politica, politica del lavoro che è il fondamento della Costituzione. Non a caso Landini ha richiamato Di Vittorio, il sindacato rappresentanza generale del mondo del lavoro, “inventore “ dello Statuto dei diritti dei cittadini lavoratori, E così anche il richiamo a Trentin,che non si capisce perché ha suscitato le ire della moglie, al sindacato dei Consigli, dei diritti e della partecipazione. Unions sarà il nome della coalizione sociale, quando nascerà e nelle forme che verranno decise, a metà aprile si svolgerà una prima riunione “seminariale”? Noi lo auspichiamo. Non sarà un nuovo sindacato, c’è già la Fiom, c’è già la Cgil che diventeranno più forti, più partecipati. Ha affermato Rodotà che “quello che va bene per i lavoratori va bene per l’Italia”. La manifestazione di Piazza del Popolo ha detto cosa sarà: Unions, appunto. E i nostri colleghi se ne faranno una ragione.

Share

Leave a Reply