Tsipras sigla il patto con l’Ocse e sorprende tutti con l’ottimismo della ragione. Ma il falco Schauble conia la Grexident. La replica di Tsipras

Tsipras sigla il patto con l’Ocse e sorprende tutti con l’ottimismo della ragione. Ma il falco Schauble conia la Grexident. La replica di Tsipras

La Grecia e l’Ocse, l’organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione in Europa, hanno siglato un accordo di cooperazione, al fine di aiutare il paese a implementare le riforme. Il premier greco Tsipras – insieme col ministro delle Finanze Varoufakis – è volato a Parigi per incontrare il capo dell’Ocse, Angel Gurrìa, ed altri dirigenti dell’Ocse. L’Ocse fornirà alla Grecia il know-how sulla elaborazione e l’implementazione di quelle riforme ritenute prioritarie dal governo greco. Nel lungo termine, l’Ocse aiuterà la Grecia a valutare i progressi fatti con le riforme e la loro efficacia.

La conferenza stampa di Tsipras e Gurrìa

Il premier Tsipras e il segretario generale dell’Ocse, Gurrìa, hanno poi tenuto una conferenza stampa. Gurrìa ha subito precisato che si è lavorato duramente sull’accordo con la Grecia, che per Tsipras segna “una nuova era” nelle relazioni tra la Grecia e l’Ocse. Un’era che renderà le riforme in Grecia socialmente e finanziariamente efficaci. “Non vorremmo che la Grecia si trasformi in qualcosa che non è”, ha affermato Gurrìa. “Ora la Grecia è al vertice del mucchio di indicatori sociali della UE. Creeremo una frattura nella debolezza cronica della Grecia”, ha concluso il capo dell’Ocse.

A sua volta, Tsipras ha detto che le riforme discusse con l’Ocse giovedì sono esattamente quelle che la Grecia vuole introdurre – non quelle dettate da altri. “Le riforme che stiamo discutendo con l’Ocse”, ha rimarcato Tsipras, “non ci sono state imposte da nessuno. No. Sono riforme che vorremmo introdurre noi. Non è questo il momento migliore per criticare il fallito programma seguito negli scorsi quattro anni. Ma sul versante della troika, ciò che abbiamo visto somiglia molto a una ricatto. ‘Se non tagli le pensioni, se non ammazzi le persone, non ti daremo questo pezzetto di finanziamento’. La troika non ha mai fatto richieste basate su riforme costruttive e strutturali”. Tsipras ha poi proseguito spiegando che “la differenza principale con il programma precedente basato sulla svalutazione interna è che le nostre riforme si fondano sulla giustizia sociale. Ne abbiamo abbastanza della’austerità. Basta. Abbiamo bisogno di ritornare alla giustizia sociale e alla crescita”. Ecco il vero messaggio che Tsipras consegna oggi all’Europa e al mondo.

L’ottimismo di Tsipras sul futuro della Grecia

“Non mi sento come se avessi un cappio al collo. Sento che la Grecia ha la volontà di progredire. I nostri partner capiscono la necessità di aiutarci e di assisterci, e lasciare il passato come un pessimo ricordo”. Tsipras ha riconosciuto che vi è ancora una sorta di “sospetto reciproco” tra la Grecia e i partner dell’eurozona, alcuni dei quali non ritengono che la Grecia sia seria quando dice di volere le riforme. Per questa ragione, ha aggiunto Tsipras, “abbiamo la necessità di costruire ponti di fiducia”. Egli spera che l’accordo con l’Ocse, siglato giovedì, dia ai partner un senso di maggior fiducia nella Grecia. “Spero che la firma possa diventare il passaporto per la fiducia. Sono ottimista”, ha affermato Tsipras.

A sua volta, il segretario generale Ocse Gurrìa ha detto che spetta alla Grecia decidere la strada verso il proprio progresso. “Tutti abbiamo un ruolo da giocare, ma nello stesso tempo tutti hanno confini e limiti”, ha proseguito Gurrìa, “Oggi, cerchiamo di preparare un portafoglio molto ampio di riforme basate su ciò che i greci hanno segnalato alla comunità internazionale come priorità”.

L’invenzione terminologica di Schauble: la Grexident

E mentre Tsipras finalmente discuteva con un organismo politico importante come l’Ocse, il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schauble annunciava alla tv pubblica austriaca di aver coniato un nuovo termine: la “Grexident”, ovvero l’uscita “accidentale” della Grecia dall’euro. Dunque, dalla “Grexit” guidata direttamente da Berlino, alla “Grexident”, ovvero, l’emergere della ipocrisia e della falsa coscienza dei falchi del governo tedesco, che con una mano fingono di aiutare i greci, e con l’altra spingono per il fallimento di Tsipras. Ora, Schauble afferma alla tv austriaca Orf: “Così come la responsabilità, la possibilità di decidere quel che accade risiede solo nella Grecia, e poiché noi non sappiamo con esattezza quel che i responsabili greci stanno facendo, non riusciamo a gestire la fase”. Dichiarazione che puzza di finzione e falsa coscienza a miglia di distanza. A Schauble manca il controllo diretto sul governo? E ne avverte la mancanza? Se così fosse, la lezione di autonomia di Tsipras a tutti gli stati dell’Europa meridionale (compresa quella Spagna di Rajoi che tanto odia Tsipras) avrebbe un valore strategico ancora più elevato.

La replica di Tsipras: un messaggio di speranza ai greci, e agli europei. “Il problema greco è il problema europeo”

In attesa di incontrare il presidente della Commissione europea Juncker, a Bruxelles, il premier greco Tsipras ha inviato un messaggio di ottimismo e di speranza, non solo al popolo greco, ma a tutti i popoli europei. “La Grecia ha già dato inizio ai suoi impegni menzionati nella decisione dell’eurogruppo del 20 febbraio”, ha detto Tsipras, “così noi stiamo facendo la nostra parte e ci attendiamo che anche i nostri partner facciano la loro. Sono molto ottimista… che troveremo la soluzione, perché credo fortemente che vi sia un interesse comune. Credo che non esista un problema greco, che vi sia un problema europeo. Ora è il momento di diffondere un messaggio di speranza al popolo greco, non solo parole d’ordine come implementare, implementare e obblighi, obblighi, obblighi. Il messaggio che le istituzioni europee daranno aiuto e solidarietà, con gradualità particolari, per superare questa pessima situazione a livello sociale. Poiché noi siamo per l’Europa e vogliamo andare insieme verso un comune futuro, credo che alla fine risolveremo tutti questi equivoci e porteremo a compimento questo onesto compromesso che abbiamo siglato il 20 febbraio. La nostra intenzione è quella di implementare questa decisione in modo costruttivo, in un modo che aiuterà la Grecia a superare la crisi e l’Europa a superare la crisi”.

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