Terrorismo, linea dura del governo tunisino. Via il Capo della polizia della Capitale, arrestato un poliziotto

Terrorismo, linea dura del governo tunisino. Via il Capo della polizia della Capitale, arrestato un poliziotto

Il Governo tunisino sceglie la linea della tolleranza zero per tutti coloro, direttamente o indirettamente collegati al gravissimo attentato al Museo del Bardo, in cui hanno perso la vita decine di persone. Il Governo ha accertato gravissime responsabilità nella gestione dei sistemi di sicurezza. Il premier tunisino, Habib Essid, ha licenziato in tronco il capo della polizia di Tunisi e ha azzerato i vertici della sicurezza nella capitale. Intanto è stato arrestato il poliziotto che aveva abbandonato il servizio di guardia all’esterno del museo poco prima dell’attacco, spianando la strada ai due terroristi. Il giudice istruttore di Tunisi incaricato dell’inchiesta sta interrogando testimoni e agenti di polizia in servizio il giorno dell’attentato, per ricostruire le fasi della strage e individuare le responsabilità. Il provvedimento di fermo nei confronti dell’agente, incaricato di presidiare l’ingresso del museo, è stato emesso al termine dell’interrogatorio davanti al magistrato. Il governo di Tunisi ha reso noto che sei alti dirigenti dell’apparato di sicurezza sono stati licenziati: tra questi il capo della polizia di Tunisi, il commissario responsabile per l’area in cui si trovano il Museo del Bardo e il Parlamento, il responsabile per la sicurezza dei turisti e il capo di una brigata di intelligence. “La scorsa notte, il premier ha visitato l’area attorno al museo e ha notato alcune mancanze”, ha spiegato il responsabile della comunicazione del governo, Mofdi Mssedi, “quindi (Essid) ha deciso di mandare a casa un certo numero di funzionari”. Nel frattempo, il quotidiano Al Shourouk ha rivelato che alcuni funzionari del ministero dell’Interno sarebbero venuti a conoscenza di minacce specifiche contro il Parlamento tunisino il giorno prima dell’attentato de avrebbero richiesto un rafforzamento delle misure di sicurezza attorno all’edificio e al vicino museo preso di mira dai terroristi. Intanto è stata organizzata una marcia di solidarietà contro il terrorismo per domenica prossima dalle autorità tunisine che hanno invitato nella capitale rappresentanti di altri Paesi, per una manifestazione che, nelle intenziuoni, avrà lo stesso spirito di quella organizzata a Parigi da Francois Hollande, dopo l’attentato alla redazione di Charlie Hebdo nel gennaio scorso. Intanto, prosegue la caccia al terzo terrorista responsabile dell’attacco al museo del Bardo: la polizia ha arrestato oltre venti persone, dieci delle quali ritenute direttamente coinvolte nella pianificazione dell’attentato, ma sta ancora dando la caccia al terzo uomo che avrebbe materialmente partecipato all’azione, assieme ai due terroristi uccisi nel blitz delle unita’ d’elite. Alcuni degli arrestati sono rientrati recentemente nel Paese nordafricano, dopo aver combattuto al fianco degli jihadisti dello Stato islamico e di altri gruppi terroristici islamisti in Siria, in Iraq e nella vicina Libia, dove i due attentatori uccisi al Bardo si erano addestrati, dopo essersi radicalizzati in alcune moschee tunisine gestite da imam reclutatori di terroristi.

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