Salvini-Tosi, una lite ad orologeria

Salvini-Tosi, una lite ad orologeria

Più che la cena della pace, quella che si è consumata giovedì sera a Milano, tra il Segretario della Lega Nord, Matteo Salvini e il sindaco di Verona e leader della Liga Veneta Flavio Tosi, è sembrata una vera e propria cena delle beffe. I due, infatti, oltre a non trovarsi d’accordo neppure su menù e vini, uno ha scelto il pesce, l’altro la carne e come accompagnamento, uno il vino bianco e l’altro quello rosso, non si sono soprattutto ritrovati, almeno così tentano di farci credere, neppure sulle scelte politiche. Al Sindaco scaligero, a parole, non è andato proprio giù il commissariamento del suo movimento ed ecco dunque la minaccia, mai però portata nel concreto, di lasciare la poltrona di Sindaco, per poi correre autonomamente per la carica di Governatore, magari con l’appoggio dell’Ncd e di altre liste e partiti minori. Questa intenzione, più volte rilanciata sui media, è però, nelle ultime ore rimasta sempre più  lettera morta. Chi invece, non molla la morsa sulla Liga Veneta e Matteo Salvini, che, forte dell’appoggio di Silvio Berlusconi, che ha assicurato e giurato sul patto elettorale Forza Italia-Lega su Zaia, non pensa minimamente di fare un passo indietro. “Chiunque non sostiene Zaia-ha tuonato Salvini-si mette fuori dalla Lega”. Ma a leggere bene le due posizioni, quello che sembrerebbe un gioco al massacro nel Centrodestra, potrebbe rivelarsi solo un minuetto, visto che nelle ultime ore Flavio Tosi cercava di porre un freno alle divisioni nel movimento padano: “Sono d’accordo con Matteo Salvini: basta liti in Veneto. Nel mondo civile per evitare le liti hanno inventato le regole ed è sufficiente rispettarle. Sarebbe anche utile, per il rispetto delle regole, che qualcuno qui in Veneto si degnasse di incontrare i dirigenti della Liga”. La spaccatura di questi giorni sembrerebbe, alla luce delle ultime dichiarazioni dei protagonisti, solo polvere negli occhi dei tanti analisti, che già sognavano ad una spaccatura devastante con il rischio concreto di far perdere le elezioni a Zaia. Probabilmente, nelle prossime ore, gli incontri con la Liga Veneta, così come vengono auspicati da Tosi, porteranno ad una ricomposizione, che sarà frutto solo ed esclusivamente di posti in lista ed assicurazioni sulla governance della futura Giunta regionale veneta, magari con qualche Assessorato in quota Tosi. Chi uscirebbe con le ossa rotte da questo scontro tra titani sarebbe l’Ncd di Angelino Alfano, che già assaporava l’accordo con la Liga Veneta a sostegno del candidato governatore Tosi. Con ogni probabilità, anche se le tensioni nella Lega non si ricomporranno, questo cartello elettorale resterà solo un sogno nel cassetto dei centristi. Tosi, infatti, avrebbe tutto da perdere e nulla da guadagnare dal Patto con Alfano, ed allora ecco scatenati gli sherpa di Forza Italia, che stanno tentando l’impossibile, imbarcare nella coalizione che sostiene l’uscente Zaia, anche il partito di Alfano. Fantapolitica? Probabilmente sì. Ma a pensare male qualche volta ci si azzecca. E va detto, in ultimo, che se Berlusconi ha concesso a Salvini l’appoggio su Zaia, qualcosa indietro dovrà pur avere.

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