Partitissima deludente: la Juve pareggia a Roma e rimane a +9. Crac Parma, tutti sapevano ma….

Partitissima deludente: la Juve pareggia a Roma e rimane a +9. Crac Parma, tutti sapevano ma….

Roma-Juventus  era ed è rimasta la partitissima dell’anno solo sulla carta perché, in campo, da quanto visto,   è apparsa poco più che un normale posticipo del lunedì che ha lasciato tutto invariato in classifica. Non si é registrata, quindi,   né una fuga in avanti della Juve,  né un parziale recupero di punti da parte della Roma per ridare fiato ad un campionato che, per lo scudetto, appare,  ormai, segnato  e assegnato da tempo e ieri sera è giunta l’ennesima e forse più probante conferma.  Dopo un primo tempo scialbo e inconcludente, con le due compagini interessate solo a controllarsi a vicenda, nella ripresa, a mezz’ora dal termine, la partita cambiava volto dopo l’espulsione per doppia ammonizione del greco Torosidis, seguita, dopo due minuti dalla magistrale punizione di Tevez il quale, alla Pirlo maniera,  aggirava la barriera facendo secco De Sanctis.   Roma e la Roma erano stordite da una rete di pregevole esecuzione e tutti inghiottivano il rospo accantonando gli antichi bollori di vendetta per la travagliata disfatta dell’andata a Torino…..

A quel punto Garcia aveva un triplice lampo e, per dare, finalmente,  maggiore brio e vivacità al gioco lento e sonnolento dei suoi uomini, sostituiva prima Ljajic e poi Totti e De Rossi con  Florenzi, Iturbe e Najnggolan, tre elementi assai ben noti per le loro innate qualità di veloci centometristi, lasciati, per un’ora,  inspiegabilmente a poltrire e a fremere in panchina …. E solo così la Roma si rianimava, si risvegliava, ritrovando lo spirito giusto per pareggiare con Keita e per mettere in serio imbarazzo la difesa juventina fino al punto tale, dirà Allegri al 90′,  di rischiare addirittura la sconfitta. Per la Roma un onorevole pareggio servito, comunque, ad evitare di andare a un  abissale  +12; per la Juve il felice superamento dello scoglio più arduo per continuare a correre verso il  traguardo che, con 9 lunghezze di vantaggio, richiede solo una saggia gestione nelle rimanenti 13 partite.  L’undici di Allegri, non va dimenticato, oltre al campionato ha da pensare anche, ed ora soprattutto, alla Champions e in questo contesto, si è potuto permettere il superlusso di tenere in panchina un certo Pogba, oltre alla forzata assenza dell’infortunato Pirlo; la rosa è quantitativamente completa e tutto lascia ben sperare per il prosieguo nazionale ed europeo.   La Roma acciuffa quel punto che le consente di tenere il Napoli ad una  distanza non abbordabile (+4) nell’immediato e questa è forse la positività maggiore perché per il resto, il gioco si è visto solo dopo la mesta uscita dei due senatori locali Totti e De Rossi:  questo deve far meditare,  l’allenatore ed anche la società, per il futuro giallorosso,  non solo quello immediato ma anche per il dopodomani perché le vecchie glorie, giunte ad un’età avanzata, mal si conciliano con il dinamismo e la velocità del calcio moderno.

Campionato  compromesso.  Onore allo strameritato scudetto juventino,  ma, indipendentemente da come finirà la vicenda societaria del Parma, il campionato continuerà ad essere influenzato dalla stessa.  Cosa mai ci si poteva attendere sul campo  da calciatori-dipendenti che da luglio non percepivano più un euro e, col passare dei mesi, si rendevano sempre più conto che la società, nonostante i due passaggi di proprietà, si stava avviando verso il baratro ?  Quale immagine appare verso l’esterno (vedi squadre concorrenti) di una compagine distratta da problemi economici, al punto tale da non aver più neppure le più normali attrezzature per allenarsi ?  Il Parma, purtroppo, da qualche mese, era diventata la squadra materasso, quella destinata sempre e solo a perdere prima ancora di scendere in campo, con giocatori  sconfitti mentalmente già negli spogliatoi. Incolpevoli vittime di un sistema che inneggia alla Covisoc. Questo un implacabile ente preposto ai controlli periodici e impietoso inquisitore  di bilanci societari, sempre promossi per le squadre di A e falcidiati spietatamente per quelle della  B e, soprattutto, della lega Pro e serie D, nelle quali i contratti vengono (dis)onorati  magari con cambiali firmate da avventurosi presidenti, senza date di scadenza e senza garanzie di alcun genere.

Ora tutti si pongono  domande sulle motivazioni della debacle, la seconda dopo il caso Parmalat/Tanzi, che si è abbattuta sulla civilissima Parma.  Ad esempio: Come sia stato possibile tenere a libro paga 210 calciatori senza che nessuno abbia fatto rilevare questa singolare pazzia ?  E i fornitori di beni e servizi non saldati da qualche anno  ? La massa debitoria,  pare 80 milioni, era già presente con Ghirardi  e la Covisoc l’aveva pure rilevata ma poi ?  Il primo passaggio di quote da Ghirardi  all’invisibile Taci, possibile che si sia realizzato senza alcuna garanzia, economica, societaria, organizzativa, tanto che,  di lì a qualche mese, senza essersi mai fatto vedere o sentire, l’albanese  passava  la patata bollente, alla simbolica cifra  di un euro (chissà se almeno quello è stato pagato…) ad un altrettanto fantomatico personaggio ? Quel Manenti,  comparso dal nulla,  da cielo in terra a miracol mostrare, ma i poveri tifosi credenti (in Manenti) non hanno ancora visto alcuna prodigiosa guarigione. La Lega tace, la Federazione per bocca del suo presidentissimo Tavecchio fa finta di agitarsi e dispensa rinvii alle partite del Parma “per non compromettere la regolarità del campionato” (sic !), come se, finora,  tutto fosse filato liscio. In Inghilterra,  a Massimo Cellino, ex presidente del Cagliari,  dopo aver rilevato il Leeds,  è stato vietato da subito di diventarne presidente per una condanna di evasione fiscale in Italia (Iva non pagata sull’acquisto di un motoscafo) che l’ha privato dei requisiti di persona “idonea ed appropriata”, obbligatori, nel Regno unito, per presiedere un club calcistico. In Italia un organismo di controllo (la Covisoc), ad aprile 2014, pare abbia messo in guardia la Federazione per i conti del Parma, ma in estate dopo ulteriori verifiche, la stessa ha  concesso il placet per l’iscrizione al campionato  nonostante, a maggio,  l’Alta Corte del Coni avesse revocato la licenza di partecipazione all’Europa League per il ritardato pagamento dell’Irpef  in conformità alle norme previdenziali.  Come sia stato possibile che due organismi sportivi siano pervenuti a differenti conclusioni?

E’ questo il punto nodale della vicenda. Fin qui,  il campionato dell’undici parmense sarà stato pure onorato sotto l’aspetto dell’onestà e della correttezza (vedasi, per esempio l’incontro Roma-Parma) e di questo diamo atto ai giocatori e a Donadoni ma come si può definire regolare un torneo nel quale già dall’autunno c’é una probabile retrocedenda e non per manifesta inferiorità tecnica ?

Tutti sapevano, ma, forse, tutti sono stati obnubilati dalle classiche, (mai come in questo caso appropriate…) fette di salame, parmense ovviamente, stese sugli occhi, col rischio di finire nel baratro….

Nessuno ha visto o voluto vedere  ma,  poi, il crac c’é stato ugualmente.

Share

Leave a Reply