Netanyahu recupera e vince. Amara sconfitta per i laburisti

Netanyahu recupera e vince. Amara sconfitta per i laburisti

Contro ogni previsione il leader del Likud Benyamin Netanyahu è riuscito a riconfermarsi alla guida di Israele. Decisive le ultime ore di campagna elettorale e gli appelli fatti anche a seggi aperti, quando è riuscito, con una serie di dichiarazioni al veleno, a recuperare il gap (2-3 punti percentuali) che lo separavano dai laburisti e dalla loro coalizione. Bibi, Premier per la quarta volta, anche questo è un record, sarà in grado di formare un nuovo governo, visto che potrà contare sull’appoggio dei partiti dell’estrema destra e che lo porteranno a superare la quota ‘magica’ dei 60 seggi e dunque ad avere la piena maggioranza nella Knesset. Il Likud, per ora, ha ottenuto 29 seggi, contro i 24 del campo sionista (Labur ed altri), ma Netanyahu potrebbe anche arrivare a trenta scranni, visto che sono ancora in corso di spoglio i voti nelle caserme. Bruciante la sconfitta dei laburisti, che dopo le tre sconfitte precedenti, pensavano, finalmente, di  tornare al Governo, così non è stato ed il premio, oltre che al Likud, è arrivato solo per i partiti arabi, che si sono presentati uniti ed hanno conquistato la cifra, anche questa storica, di 14 seggi. Si tratta, in questo caso, solo di una vittoria di Pirro, visto che questi parlamentari resteranno comunque all’opposizione e non serviranno né al Likud né al Labur, che sarà relegato anch’esso all’opposizione. Visto il risultato del voto, sembra assolutamente tramontata la possibilità di varare un Governo di larghe intese, così come era nella mente del Presidente israeliano Rivlin, che auspicava questa soluzione, nel tentativo di riaprire il dialogo con i palestinesi. La vittoria di Netanyahu, complica, inoltre, il negoziato con l’Iran sul nucleare. La posizione del Governo precedente e che sarà anche di quello prossimo, resterà immutata ed ostile nei confronti di qualsiasi trattativa con Teheran e proprio questo è stato motivo di scontro con l’Amministrazione Obama e con una parte consistente degli stati del Vecchio Continente.

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