Musica: De Gregori suona Rimmel all’Arena di Verona

Musica: De Gregori suona Rimmel all’Arena di Verona
E’ stato uno dei dischi italiani più amati e ascoltati degli anni ’70. Lui è tutt’ora uno dei cantautori più importanti e significativi degli ultimi quarant’anni. Stiamo parlando di “Rimmel” di Francesco De Gregori. Dopo Pino Daniele e i suoi memorabili live di “Nero a metà”, interrotti purtroppo dalla improvvisa scomparsa del cantautore napoletano, anche Francesco De Gregori annuncia “Rimmel2015”, per ora un’unica data all’Arena di Verona, il prossimo 22 settembre, in cui il “principe” del cantautorato romano ricanterà tutto il celebre disco a 40 anni dall’uscita (fu pubblicato nel 1975).
De Gregori ricanterà pezzi storici come la title-track “Rimmel”, “Pablo”, “Pezzi di vetro” e “Buonanotte Fiorellino” insieme ad un gruppo di colleghi ospiti all’Arena come Malika Ayane, Caparezza, Elisa, Fedez e Ambrogio Sparagna. Ma è probabile che se la data riscuoterà grande successo ne seguiranno delle altre. Come è già stato appunto per Pino Daniele, anche lui partito con il live di “Nero a metà” (album di grande successo del 1980) dall’Arena di Verona nel settembre 2013 ma poi spinto dai sold out a replicare l’appuntamento in diverse città fino al dicembre scorso.
D’altronde in tempi in cui l’attività live è quella più remunerativa per gli artisti (con la vendita dei dischi si fa sempre più fatica a far quadrare i conti per via della pirateria e non solo) sembra che la forma di concerto sia diventata la nuova strada anche per lo sfruttamento del repertorio, un tempo affidato soprattutto alla pubblicazione delle raccolte.
L’anno scorso d’altronde anche Antonello Venditti aveva varato un’operazione live simile, non limitata però ad un solo album ma ad un periodo con il tour ‘’70-’80-Ritorno al futuro’, in cui rivisitava i primi due decenni di carriera, dagli inizi al Folkstudio fino al cd ‘In questo mondo di ladri’ del 1988.
Per il giovane Francesco De Gregori, i punti di riferimento musicali sono Bob Dylan e Leonard Cohen, mentre per quanto riguarda i testi, è fortemente influenzato dagli autori esistenzialisti francesi. Il debutto discografico per De Gregori avviene nel 1972 in coppia con Antonello Venditti con l’album “Theorius Campus”, in cui spicca “La canzone del pazzo”. Dopo la pubblicazione di “Alice non lo sa” (1973), il cantautore firma un contratto per la casa discografica Ricordi e registra il disco “Francesco De Gregori” che viene recensito positivamente dalla critica.
Il grande successo arriva con Rimmel del 1975, uno dei dischi più venduti del decennio, contenente tra i brani uno dei suoi ritratti più riusciti, l’omonima “Rimmel”, storia di un addio freddo e distaccato, “Pablo” (scritta insieme a Lucio Dalla), “Quattro cani” e “Pezzi di vetro”.
Al disco collabora Renzo Zenobi (presente anche nei due long playing precedenti), che cura diverse parti solistiche di chitarra; così De Gregori racconta la collaborazione: “Il mio primo ‘vero’ chitarrista è stato Renzo Zenobi, che suonava tutto pulitino e mi diceva sempre che dovevo imparare a suonare meglio la chitarra. Lui eseguiva dei fingerpicking impeccabili, con tutte le note che suonavano allo stesso livello, mentre io arrancavo dietro di lui dimenticando pezzi di arpeggi. Mi ha dato una grossa mano negli album Alice non lo sa e Rimmel, dove suona tutte le chitarre acustiche”.
Rispetto agli album precedenti, in “Rimmel” appare evidente la maturazione artistica di Francesco De Gregori, musiche e arrangiamenti più curati e maggiore attenzione alla stesura dei testi che sono tra i migliori della sua carriera. L’album fu un vero e proprio ‘caso discografico’: fu il disco più venduto del 1975 con oltre mezzo milione di copie. Ad oggi “Rimmel” sfiora il milione di copie vendute.
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