Mafia Capitale, finisce sotto scorta l’Assessore al Sociale

Mafia Capitale, finisce sotto scorta l’Assessore al Sociale
“Minacce pesanti, forse anche di morte, ma che in ogni caso non possono essere sottovalutate. Il nuovo assessore ai Servizi Sociali, Francesca Danese, da due mesi seduta su una delle poltrone più delicate del Campidoglio, è nel mirino di Mafia Capitale. Da giorni si stavano moltiplicando i segnali e le minacce sono poi diventate più pressanti, tanto che la Danese ne ha subito parlato con il sindaco Marino, il quale ha informato della questione il ministro dell’Interno Alfano che ha immediatamente deciso di assegnare all’assessore una scorta giorno e notte, quella che si chiama “di alto livello, ore 24″, una protezione totale contro le intimidazioni. ‘Stiamo mettendo mano’ afferma Marino ‘ad un mondo complesso con tanti interessi criminali che si incrociano, ma proprio per questo lo Stato manterrà alta la guardia’”. A renderlo noto in un articolo pubblicato sul quotidiano la Repubblica, venerdì mattina, il giornalista Paolo Boccacci.
“La Danese, che negli ultimi tempi è stata vista ‘molto provata’ dalle minacce ricevute e che ha anche dovuto affrontare la nuova rivolta contro gli immigrati a Tor Sapienza – scrive ancora Boccacci – sta infatti cercando di risolvere i problemi in due settori molto a rischio, su cui, come le intercettazioni dell’inchiesta della procura hanno reso chiaro, si intrecciavano in particolare gli interessi di Carminati, Buzzi e soci, l’associazione criminale che gestiva, attraverso alcune cooperative, alcuni servizi ai senza tetto e ai nomadi. Si tratta dei residence dove, a prezzi incredibili, fino a 4000 euro al mese a famiglia, il Comune paga l’alloggio agli sfrattati. Ma anche dell’organizzazione dei campi nomadi, pure questi con costi elevati e una qualità della vita bassissima. E sicuramente l’assessore Danese ha proposto, con il processo di smantellamento dei residence, a favore di bonus da 700-800 euro per ogni nucleo per pagare affitti sul mercato, e soprattutto con l’idea di voler in tempi brevi eliminare la piaga dei campi rom destinando i nomadi a soluzioni abitative più stabili, soluzioni che contrastano gli interessi coltivati da Mafia Capitale. Di qui con ogni probabilità le minacce pesanti degli ultimi tempi, con l’intenzione di intimorirla ed impedire che questi progetti si realizzino. Ora la scorta non la perderà di vista un attimo”.
“Si vede che stiamo facendo bene”. E’ stato l’unico commento alle misure adottate dal Viminale, fatto dall’Assessore Danese
Presa di posizione anche del Sindaco Marino: “Ne ho parlato con il ministro Alfano e lo ringrazio, perché  mi ha chiamato, dimostrando quell’impegno preso alcune settimane fa, di essere presente nella città di Roma. Abbiamo parlato dei rischi per l’incolumità fisica di Francesca Danese – ha aggiunto – e non è una bella notizia dover commentare il fatto che un assessore che sta facendo bene il proprio lavoro, in un ambiente dove, durante la giunta Alemanno, la criminalità organizzata la faceva da padrone sulle risorse economiche destinate all’immigrazione e a chi rimane senza casa, corra rischi perché minacciata”, ha concluso. Solidarietà all’Assessore è stata espressa anche dalla Cgil di Roma e del Lazio: “Minacce e intimidazioni pesanti e continuative si ricevono soltanto quando si sta facendo il proprio mestiere bene e con la schiena dritta. Esprimiamo piena solidarietà all’assessore Francesca Danese, in questo momento impegnata su fronti estremamente delicati e direttamente connessi agli interessi malavitosi che girano intorno a Mafia Capitale. Siamo certi che non si tirerà indietro e che troverà la forza per proseguire e portare a termine il percorso che ha iniziato. Sui temi della legalità e della trasparenza, la Cgil continuerà a garantire il proprio impegno”.
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