L’Europa conferma ed estende le sanzioni contro la Russia. Mandato a Mogherini per fermare la propaganda di Putin

L’Europa conferma ed estende le sanzioni contro la Russia. Mandato a Mogherini per fermare la propaganda di Putin

I leader dell’Unione Europea hanno concordato venerdì 20 marzo di confermare le sanzioni contro la Russia almeno fino alla fine di quest’anno. Le sanzioni, imposte a causa del presunto intervento militare russo in Ucraina, sono ora legate alla “completa implementazione” dell’accordo sul cessate il fuoco. L’accordo dello scorso mese consentiva all’Ucraina di riprendere il pieno controllo dei suoi confini orientali con la Russia a partire dalla fine del 2015. Le sanzioni colpiscono le aziende e i personaggi politici vicini al Putin. Non sono più in grado di commerciare con l’Occidente e i loro movimenti verso l’estero sono ridotti di molto.

La decisione sulle sanzioni è stata concordata al vertice del Consiglio europeo di Bruxelles. “Il nostro intento comune è molto chiaro”, ha detto il presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, “confermare le sanzioni finché l’accordo di Minsk non sarà del tutto implementato”. Si riferiva evidentemente all’accordo sul cessate il fuoco siglato in febbraio nella capitale bielorussa. La decisione della UE è destinata a costringere la Russia ad esercitare forti pressioni sui ribelli filo-russi, che occupano la zone orientali di Donetsk e Luhansk. Le sanzioni UE furono imposte lo scorso luglio, e avrebbero dovuto terminare entro un anno. La decisione formale di estendere le misure deve ancora essere presa, ma è prevista entro l’estate.

L’esercito ucraino e i ribelli si accusano l’un l’altro di ripetute violazioni al cessate il fuoco, anche se quest’ultimo è sostanzialmente osservato un po’ dappertutto. Più di 6ooo persone sono morte da quando sono iniziati i combattimenti nell’Ucraina orientale, secondo una stima ONU. Il governo ucraino, i leader occidentali e la Nato sostengono che vi è la chiara prova del coinvolgimento russo, con la consegna di armi pesanti e l’invio di truppe. La Russia, ovviamente, ha sempre negato l’accusa, sostenendo che i ribelli non sono che “volontari”. Gli scontro hanno avuto inizio dopo che la Russia decise l’annessione della Crimea.

A Bruxelles, i leader europei hanno anche convenuto di rendere più trasparenti i contratti per il gas russo, per evitare dispute sui prezzi che in passato hanno già condizionato i contratti di fornitura. Molti stati dell’Europa orientale che fanno parte della UE dipendono pesantemente dalle forniture di gas russo. Tuttavia, la Commissione europea sta indagando sul monopolio della russa Gazprom, sospettata di aver sovraccaricato le forniture di gas. Tusk ha detto in conferenza stampa che i contratti bilaterali a lungo termine siglati con la Russia – in alcuni casi fino a 20 anni – “non sono d’aiuto”, perché questa scala temporale consente alla Russia una enorme influenza, al punto da trasformare la fornitura di gas in “un’arma politica”. L’Ucraina è un paese chiave per il transito delle forniture di gas russo all’Europa, e i contrasti sui prezzi, in passato, secondo Tusk, hanno minacciato la sicurezza energetica dell’Europa.

Non è ancora chiaro in che modo la Commissione UE controllerà i futuri accordi sul gas con la Russia, per essere coerente con le leggi europee. I leader europei hanno sottolineato che va rispettata una certa riservatezza nei contratti commerciali. Infine, nello sforzo di ridurre l’influenza della Federazione russa in Europa, i leader europei hanno dato mandato a Federica Mogherini, Alto rappresentante UE della politica estera e di sicurezza comune, di delineare una strategia per contrastare “le campagne di disinformazione della Russia”. Vi sono timori che il Cremlino possa utilizzare mezzi di propaganda per influenzare l’opinione pubblica dei paesi del blocco ex comunista, compresi gli stati del Baltico, dove vivono ampie comunità di lingua russa.

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