La Cassazione assolve Berlusconi nel Rubygate. La notizia fa il giro del mondo, lui piange e dice che “torna in campo”

La Cassazione assolve Berlusconi nel Rubygate. La notizia fa il giro del mondo, lui piange e dice che “torna in campo”

Nella tardissima serata di martedì 10 marzo, la Corte di Cassazione ha definitivamente assolto Silvio Berlusconi dalle accuse di concussione e di istigazione alla prostituzione minorile, riconoscendo valide le motivazioni della Corte di Appello di Milano, che aveva ribaltato il verdetto di condanna del Tribunale in primo grado. La Corte di Appello aveva sentenziato che nel caso della concussione “il fatto non sussiste” e per l’istigazione alla prostituzione minorile, “il fatto non costituisce reato” perché Berlusconi non sapeva che Ruby fosse minorenne. Ora, con la sentenza della sesta Sezione penale della Cassazione, l’assoluzione è definitiva. E anche in questo, come in tutti i casi, le sentenze vanno rispettate, anche quando non dovessero convincere. In ogni caso, attendiamo le motivazioni della Cassazione, il cui deposito è previsto tra un mese.

Le reazioni personali e politiche. Le ammissioni del difensore Coppi

Sul piano delle reazioni, personali e politiche, Berlusconi ha semplicemente affermato di essere “felice” per il verdetto della Cassazione e pronto a “tornare in campo”, pur sapendo di avere sul capo altre due terribili tegole giudiziarie, il processo barese in cui è coinvolto Tarantini e il processo napoletano per la corruzione di alcuni senatori. Più loquaci i tweet dei parlamentari di spicco di Forza Italia. Daniela Santanché si chiede “chi paga per ciò che ha subìto Berlusconi?”, mentre Renato Brunetta, capogruppo FI alla Camera, scrive raggiante: “Berlusconi in campo più forte di prima, con un grande partito alle spalle. Oggi Italia è un paese migliore”. Insomma, il solito florilegio di felicità per Berlusconi e di accuse alla magistratura inquirente milanese, a cominciare dal linciaggio contro Ilda Boccassini, colpevole di aver condotto l’accusa. Non poteva che essere così, in attesa, appunto, della conclusione degli altri due processi in cui è coinvolto Berlusconi.

Curiosa la posizione dell’avvocato Franco Coppi, difensore di Berlusconi, che nell’arringa dinanzi alla Sesta sezione penale della Cassazione ha detto semplicemente e candidamente: “la sentenza di assoluzione ammette che ad Arcore si sono svolte cene e prostituzione a pagamento, cosa che la difesa non contesta, ma nella sentenza non si trova la prova di alcuna minaccia implicita o esplicita rivolta a Ostuni”, il funzionario della Questura di Milano. “Il mio assistito non me ne vorrà”, ha proseguito Coppi, “ma io non posso calarmi il velo davanti agli occhi, queste ragazze frequentavano Berlusconi e lo chiamavano quando si trovavano nei guai o avevano problemi, ma lui non sapeva assolutamente che Ruby era minorenne, tanto è vero che nella telefonata in cui la sente la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 le fa una scenata e da quel momento non la vuole più rivedere”.

La notizia fa il giro del mondo. Letteralmente

Sul piano internazionale, la notizia ha fatto il giro del mondo. Il londinese Guardian titola: “Silvio Berlusconi’s Bunga Bunga acquittal upheld by High Court”, “L’assoluzione del Bunga Bunga di Silvio Berlusconi confermata dall’Alta Corte”. Curiosa la citazione del Bunga Bunga, che esprime bene, per i lettori britannici, la vicenda sottoposta a processo. Il francese Le Monde titola: “Silvio Berlusconi acquitté definitement dans l’affaire Ruby”, “Berlusconi assolto definitivamente nell’affaire Ruby”. Il quotidiano di Parigi, dopo aver raccontato della decisione della Cassazione, molto correttamente spiega ai lettori francesi che i tormenti giudiziari di Berlusconi non finiscono qui, e si dilunga sugli altri processi in corso. E infine commenta che “per i politologi e gli osservatori transalpini, il declino di Berlusconi non sembra arrestarsi con questa assoluzione. Matteo Renzi seduce gli elettori e gli eletti centristi di Forza Italia. Matteo Salvini, leader della Lega Nord e alleato di Marine Le Pen, attira coloro che si situano più a destra. Il primo ha 40 anni, il secondo ne ha 42, Berlusconi ne ha 78…”. La BBC ne ha prodotto un reportage in cui racconta le fasi della vicenda, a partire dalle accuse di Veronica Lario contro “il drago”, la dinamica di ciò che accadde nella Questura di Milano quando Ruby venne prelevata da Nicole Minetti su sollecitazione telefonica di Berlusconi, sui processi di primo e secondo e grado. E anche Al Jazeera dedica alla vicenda un salace resoconto. Insomma, dall’Hindustan Times al Toronto Star, dalle grandi catene televisive americane allo Shanghai Daily e alle agenzie russe, la notizia dell’assoluzione definitiva di Berlusconi campeggia tra i titoli di testa. E non finisce qui…

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