Grillo 1: apre al dialogo. Dem e Sel contenti. Grillo 2: Ma il Pd cambi rotta, verso la democrazia

Grillo 1: apre al  dialogo. Dem e Sel contenti. Grillo 2: Ma il Pd cambi rotta, verso la democrazia

“Del doman non c’è certezza”, scriveva Lorenzo  de’ Medici detto il Magnifico, signore di Firenze nella seconda metà del 1400. Non avrebbe mai pensato che  un giorno sarebbero state usate a proposito di una Italia governata da un suo concittadino Renzi Matteo. Invece questa celebre frase descrive perfettamente l’era renziana, priva di certezze appunto. Le cose possono cambiare in un arco di tempo di pochi minuti. Prendiamo i precari della scuola. Attendevano l’annunciato decreto che avrebbe consentito loro di conquistare il posto stabile dopo anni e anni di affanni alla ricerca di una cattedra, anche provvisoria. Ma Renzi ha cambiato idea e i precari non hanno più alcuna certezza.  Andiamo avanti. Ogni sera nei talk show e ogni giorno sui quotidiani abbiamo ascoltato e letto che per quanto riguarda il disegno di legge sulla corruzione, lo ha detto anche il ministro Orlando, ormai era cosa fatta, sarebbe approdato al Senato.

Rottura nella maggioranza sui termini della prescrizione

Invece non ci approda. Slitta di due settimane perché la maggioranza si è spaccata  in Commissione Giustizia della Camera con Areapopolare (Ncd e Udc) che ha detto no al nuovo testo che allunga i termini della prescrizione per i reati di corruzione. La Commissione ha approvato ma con il  voto contrario di Areapopolare, Forza Italia, il Movimento 5 Stelle non si pronuncia, favorevoli Pd, Sel, Scelta civica. La  Boschi non perde l’occasione per dirsi fiduciosa che la serenità tornerà nella maggioranza. Ma la certezza della ministra dura poco. Il capogruppo di Ap, in Commissione Giustizia della Camera, tal Alessandro Pagano, annuncia che nel corso di una riunione del gruppo  si  è deciso che “non voteremo la riforma  come ci è stata proposta dal governo” (di cui fanno parte, ndr). E si potrebbe continuare a lungo perché la confusione nel panorama politico italiano è tanta. Ci consentiamo una divagazione spostandoci in Russia, dove Renzi Matteo ha incontrato Putin, il quale avrebbe  dichiarato che  l’omicidio di Nemtsov è “politico”. In questo caso non vale la frase di Lorenzo il Magnifico. La certezza c’è.

Intervista del capo di M5S. Elogi a Mattarella. Rai e reddito di cittadinanza con chi ci sta

Torniamo a casa nostra. Il fronte delle certezze lo rompe Beppe Grillo. In una intervista al Corriere della Sera si dice entusiasta dell’incontro con il Presidente della Repubblica. Poi affronta i problemi sul tappeto, in particolare quelli del reddito di cittadinanza e della riforma della Rai e dichiara la disponibilità a discuterne anche con il Pd. Vediamo alcuni passi dell’intervista. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, nell’intervista si fa presente a Grillo che “Tito Boeri (Inps) ha parlato di reddito minimo, Libera di Don Ciotti è in sintonia con l’idea, Sel ha presentato una proposta che ha dei punti di contatto con voi, la minoranza pd si è mostrata sensibile all’argomento: pensa che ci possano essere convergenze?”. Arriva la risposta: “Sono contento che se ne parli. Io auspico tutte le convergenze del mondo. Bisogna capire che la povertà va affrontata come una malattia, non come un reato. Se ci sono proposte, siamo aperti a qualsiasi discussione. Noi il reddito di cittadinanza vogliamo farlo e vogliamo che sia chiaro che il merito è del M5S”. Altra domanda: “Senta, Roberto Fico ha parlato di una riforma Rai, una tv senza l’influenza dei partiti, un’idea condivisa nei principi anche dal governo… Sì, se ci atteniamo ai contenuti. Poi ci sono odi interni e invidie, tante nostre proposte sono state bocciate a priori. Se superiamo questo scoglio, come abbiamo sempre fatto sulle cose buone, su Rai e reddito di cittadinanza dialoghiamo con tutti, anche con il Pd. Ma ci deve essere onestà intellettuale”.  Ancora: “Siete disposti a trovare mediazioni?”.  “Assolutamente sì. Per noi il principio è che nessuno deve rimanere indietro, sennò vanno su le destre, i fascisti”.

Speranza e Boschi: Siamo pronti al  confronto. Lo siamo sempre stati

L’intervista diventa il fatto del giorno. Il comico trova tanti alleati, in Sel e nel Pd, sia fra gli esponenti delle minoranze a partire dal capogruppo alla Camera, Roberto Speranza ma anche dei renziani. “Beppe Grillo cambia rotta? Se l’inversione di linea è vera e le parole del leader Cinque stelle non sono mera propaganda – dice Speranza – credo che il Pd debba essere pronto a confrontarsi nel merito delle questioni. Senza pregiudizi”. Non manca la ministra Boschi: “Noi siamo sempre stati disponibili al dialogo. Il no è sempre stato loro. Noi non cambiamo idea”. Parlano anche il renziano Anzaldi, segretario della Commissione di vigilanza Rai e  la senatrice  Laura Cantini della Direzione Pd.

Vendola. C’è una maggioranza possibile. Riforma Rai: prove d’intesa

Nichi Vendola va ancora più in là: “Rai dei cittadini e non dei partiti o del governo.  Vogliamo come in tutta Europa il reddito minimo che può essere una delle risposte contro la povertà e contro i ricatti? In Parlamento c’è una maggioranza possibile. Facciamolo. Ora”. È proprio a sinistra che prende forma una prova d’intesa sulla riforma della Rai. Vincenzo Vita, Nicola Fratoianni, Pippo Civati, Sandra Zampa e lo stesso Vendola presentano a Montecitorio una proposta di riordino molto vicina a quella del Movimento Cinque Stelle. “Ci sono le condizioni non solo per arrivare a una riforma ma per mettere assieme forze anche diverse sulla base di un confronto di merito”, spiega il coordinatore di Sel, Fratoianni. Civati aggiunge che la riforma M5S  è “largamente condivisibile come si vede dal confronto tra i due testi. Noi diciamo fuori i partiti dalla Rai e io aggiungo fuori anche il governo”. Ma questo tema non esaurisce la riforma. “Non è solo quello – spiega Civati – il problema è cosa ci metti dentro”. Ai cinque stelle il deputato del Pd dice: “Facciamo bene un percorso che possa vedere convergere forze diverse verso un obiettivo comune. Questo è l’unico antidoto ai ‘nazareni’”.

Beppe Civati: se Grillo fosse sempre stato così

Se Grillo fosse stato sempre così. Poi parla anche della proposta sul reddito di cittadinanza. “Grillo insiste – con parole misurate e con una spiegazione più dettagliata del solito – sul ‘reddito di cittadinanza’ che si è trasformato, però, opportunamente in un ‘reddito minimo garantito’ (espressione più corretta e precisa, perché il reddito di cittadinanza è strumento non condizionato e prescinde dalla situazione del reddito, del patrimonio e dell’occupazione), come nella proposta che caldeggio da tempo, trovando molte difficoltà e pochissimo ascolto nel Pd.” Indica  una larga convergenza e annuncia un possibile percorso parlamentare. Civati conclude: “L’obiettivo è quello di promuovere – senza guardare alle provenienze, ma esclusivamente agli obiettivi e alla sostanza delle cose – una politica che in Italia si fatica a vedere. E che può nascere con il contributo di molti. Anzi, moltissimi”. Già, Grillo. Dopo l’intervista  al Corriere si prende una breve pausa dedicata alla lettura delle reazioni. Legge le “aperture” in risposta alle sue “aperture” e sparge un’onda di gelo: “Da parte nostra nessuna inversione di tendenza. Il Pd? Deve cambiare rotta verso la democrazia”. Ci vedeva giusto il Magnifico Lorenzo.

 

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