Grandi opere all’ombra delle tangenti

Grandi opere all’ombra delle tangenti
Quattro arresti e oltre 50 persone indagate è il bilancio di una maxi operazione dei carabinieri del Ros, coordinata dalla procura di Firenze. Nel mirino la gestione illecita degli appalti delle cosiddette Grandi opere.

Tra i 4 arrestati c’è il superdirigente del Ministero dei Lavori Pubblici (ora consulente esterno) Ercole Incalza, che, nel corso della sua carriera direttamente o all’ombra del ministero dei Lavori Pubblici, prima e delle Infrastrutture successivamente, è riuscito a sopravvivere a tanti Governi, sia delle destre che del centrosinistra. Gli altri arrestati sono gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo, e Sandro Pacella, collaboratore di Incalza.
Il Ros, insieme ai Comandi dell’Arma territorialmente competenti, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Firenze su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 4 indagati per concorso in tentata corruzione per induzione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente ed altri delitti contro la Pubblica Amministrazione. Ulteriori 41 indagati a piede libero, raggiunti da un’informazione di garanzia emessa dalla Procura della Repubblica di Firenze per i medesimi reati, sono stati sottoposti a perquisizione, estesa anche agli uffici di società e istituzionali nella loro disponibilità, tra cui Uffici della Struttura di Missione presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, della Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., dell’Anas International Enterprises s.p.a, delle Ferrovie del Sud Est S.r.l. del Consorzio Autostrada Civitavecchia – Orte – Mestre, dell’Autostrada regionale Cispadana S.p.a. e dell’Autorità portuale Nord Sardegna. Alcune perquisizioni sono svolte con il concorso di personale dell’Agenzia delle Entrate per gli accertamenti di competenza in materia fiscale. L’esecuzione dei provvedimenti ha interessato le province di Roma, Milano, Firenze, Bologna, Genova, Torino, Padova, Brescia, Perugia, Bari, Modena, Ravenna, Crotone e Olbia. L’attività investigativa del ROS, condotta sotto la direzione della Procura della Repubblica di Firenze, era stata avviata nel 2013 per accertare ulteriori presunti illeciti nella gestione degli appalti per la realizzazione del “Nodo TAV” di Firenze e del sotto-attraversamento della città, ricompresi nelle c.d. “Grandi Opere”, di competenza della Struttura Tecnica di Missione istituita presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, diretta dall’indagato Ercole Incalza, interessato alla gestione dell’iter amministrativo delle più importanti opere infrastrutturali del Paese. In tale ambito, le indagini hanno documentato gli stretti rapporti tra quest’ultimo e l’ingegnere Stefano Perotti, figura centrale dell’indagine, responsabile della società INGEGNERIA SPM, a cui sono stati affidati incarichi di direzione lavori per la realizzazione di diverse “Grandi Opere”, ferroviarie ed autostradali.
Fra le imputazioni elevate a carico degli indagati oggi raggiunti dalle ordinanze vi è quella di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e ad altri delitti contro la P.A., accusa che vede quale capo e promotore della stessa organizzazione Stefano Perotti. Il Gip, in relazione a tale capo di imputazione, ha tuttavia rigettato la richiesta della Procura.
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