Francoforte. Contestata inaugurazione sede Bce. Violenti scontri fra polizia e manifestanti. Il racconto degli studenti italiani

Francoforte. Contestata inaugurazione sede Bce. Violenti scontri fra polizia e manifestanti. Il racconto degli studenti italiani

Migliaia di persone arrivate a Francoforte hanno dato vita ad una manifestazione che ha contestato le politiche di austerità dell’Unione europea. L’occasione della protesta, che è sfociata in violenti scontri fra manifestanti e polizia, è stata l’inaugurazione della nuova sede della Bce, un grattacielo da 1,1 mld di euro. Secondo quanto riporta il sito del Telegraph, la polizia ha eretto delle transenne intorno al perimetro della nuova torre per tenere i manifestanti ad una distanza di sicurezza di circa 10 metri. Secondo  Bloomberg sarebbero stati impiegati cannoni ad acqua e stando a dichiarazioni dei manifestanti i anche gas lacrimogeni.

350 fermati, 88 agenti feriti, 7 auto della polizia bruciate

Sono stati compiuti arresti, ma non ne è stato indicato il numero (la Bbc riferisce di alcune dozzine di feriti e almeno 350 fermati). Momenti di tensione fino dalla sei del mattino quando si verificano i primi scontri, alcune auto vengono bruciate, anche in un comando della polizia, cestini dei rifiuti  dati alle fiamme. Un primo bilancio ufficiale parla di 88 agenti feriti e  sette auto della polizia bruciate.

“Vogliamo fare una marcia pacifica”, aveva  detto Ulrich Wilken, deputato del partito di sinistra al parlamento di Hesse, ma così non è stato vista la dimensione degli incidenti. “In passato abbiamo protestato contro i salvataggi delle banche”, dice Werner Renz, del gruppo Attac, quest’anno protestiamo per la Grecia, abbiamo bisogno di più Atene in Europa e meno Berlino. La Grecia non può ripagare da sola il suo debito: l’austerità non può essere la via per risolvere il problema.

Il grattacielo Bce simbolo delle politiche di austerità

Il grattacielo della Bce è diventato in questa giornata “l’ennesimo simbolo delle politiche di austerità – affermano  studenti  e studentesse della rete della Conoscenza (unione degli studenti e Coordinamento universitario) giunti a Francoforte partendo da diverse città italiane – che, in forme diverse, stanno colpendo tutta l’Unione Europea determinando un drastico restringimento dei diritti, incluso quello allo studio”. La giornata di protesta è stata organizzata dal gruppo anticapitalista Blockupy Frankfurt  ed ha richiamato la presenza dei movimenti che lottano contro le scelte di rigore, con particolare riferimento  alla situazione della Grecia.

Rete della Conoscenza: la strada da seguire è quella del popolo greco

“La giornata di oggi risulta particolarmente importante alla luce delle recenti evoluzioni del quadro europeo – dichiara Riccardo Laterza, Portavoce Nazionale della Rete della Conoscenza – non è infatti con il Quantitative Easing messo in campo da Draghi o con altre manovre di stampo monetarista che si esce dal ciclo di politiche di austerità che l’Europa e l’Italia subiscono ormai da anni. La strada da seguire è piuttosto quella tracciata dal popolo greco con le mobilitazioni degli ultimi anni, strada perseguita dal Governo Tsipras. Quello che serve è infatti tornare ad investire nel welfare, nella formazione, nella cultura e nella ricerca scientifica e tecnologica, per uscire dalla crisi con un altro modello di sviluppo e ampliando i diritti sociali”. Di “ondata repressiva da parte della polizia” parla Guido Cioni, membro dell’Esecutivo Nazionale della Rete della Conoscenza: “è stata impressionante – afferma – centinaia di arresti preventivi hanno sostanzialmente negato il diritto di manifestazione di molti cittadini europei”.

“Bloccando l’inaugurazione della nuova sede della BCE – sottolinea Carmen Guarino dell’Esecutivo Nazionale della Rete della Conoscenza e presente a Francoforte – stiamo facendo quello che il Governo Renzi ha scelto di non fare nel corso del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea conclusosi a dicembre: reclamare la fine dell’austerità e una nuova stagione di investimenti pubblici per lo sviluppo economico e la redistribuzione delle ricchezze. Per questo consideriamo prioritario anche in Italia porre fine alle politiche di precarizzazione del lavoro come il Jobs Act e istituire una misura di welfare universale come il reddito di base, misura già prevista larghissima parte dei Paesi europei”.

Comizio con esponenti di Syriza e di Podemos

La giornata di mobilitazione di Blockupy Frankfurt  è proseguita anche nel  pomeriggio con un corteo che ha percorso le vie della città tedesca.  Circa diecimila persone si sono radunate nella piazza di Roemerberg, nel centro di Francoforte, per una manifestazione alla quale hanno preso la parola, tra gli altri, Giorgios Chondros, del partito di governo greco, Syriza, e Miguel Urban del movimento spagnolo, Podemos. Nel discorso inaugurale Draghi  ha  fatto riferimento alle manifestazioni di protesta. Le accuse alla Bce potrebbero essere “ingiuste” – ha affermato – visto che sta cercando “esattamente di assorbire gli shock sofferti dall’economia”, ma “come banca centrale dell’intera Eurozona, dobbiamo ascoltare molto attentamente ciò che tutti i cittadini ci dicono”. Draghi ha parlato di “tempi difficili” che stanno attraversando i cittadini europei. All’Europa, afferma, serve maggiore “solidarietà”.

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