‘Finanziava’ e favoriva la latitanza dei Casalesi: sospetti sulle infiltrazioni nella ricostruzione a L’Aquila

‘Finanziava’ e favoriva la latitanza dei Casalesi: sospetti sulle infiltrazioni nella ricostruzione a L’Aquila

Un imprenditore edile di San Cipriano di Aversa, Raffaele Cilindro, 50 anni, è stato arrestato dal Ros dei carabinieri di Caserta per aver favorito la latitanza del boss del Casalesi Michele Zagaria. L’indagine, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha portato anche all’esecuzione di un provvedimento di sequestro beni.
  Il fiancheggiatore della camorra è  accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Per i militari dell’Arma, ha finanziato i Casalesi periodicamente versando somme di denaro, manteneva contatti tra gli affiliati, faceva da autista al fratello del boss, Pasquale Zagaria, per accompagnarlo a summit di camorra e ospita anche a casa sua il superlatitante capoclan Michele. Il suo nome spunta, proprio per questo suo compito di fare da intermediario tra il vertice della cosca e gli altri affiliati, anche in una intercettazione sulle infiltrazioni dei Casalesi negli appalti per la ricostruzione de L’Aquila, una conversazione di Alfonso Di Tella, altro imprenditore della cosca, originario di Casapesenna, luogo in cui vive anche Cilindro, a Venezia, dove Di Tella si reca di frequente a giocare al casinò e dove pure va Cilindro. I due però parlano di come si comporta un terzo affiliato, Aldo Nobis, e Di Tella se ne lamenta con Cilindro in modo che questi riferisca al boss. Oltre al mandato d’arresto, i carabinieri del Ros hanno anche eseguito un sequestro beni da 1,5 mln di euro a carico dell’imprenditore.

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