A Renzi interim Infrastrutture dopo colloquio al Quirinale. Ipotesi Delrio unico candidato. Nell’Ncd De Girolamo cospira per uscire dalla maggioranza. Tensioni in Scelta Civica

A Renzi interim Infrastrutture dopo colloquio al Quirinale. Ipotesi Delrio unico candidato. Nell’Ncd De Girolamo cospira per uscire dalla maggioranza. Tensioni in Scelta Civica
Mattarella e Renzi per un’ora a colloquio al Quirinale e tra i due, l’argomento centrale di conversazione era tutto incentrato sul cambio della guardia al ministero delle Infrastrutture. Problematico il ricambio, e proprio per questo motivo, nessun nome è trapelato al riguardo, anche se sembrerebbe tramontare l’ipotesi dei tecnici, a favore del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. Renzi, per tranquillizzare Alfano e l’Ncd assumerà per ora l’interim, ma sarà una scelta di brevissimo periodo, visto che i centristi vogliono una giusta ricompensa dopo le dimissioni di Lupi. Renzi, per assicurarsi una maggioranza certa nelle aule parlamentari, deve assicurare ad Alfano & C., un dicastero di ‘primo livello’. Se così non fosse, la deflagrazione della maggioranza sarebbe più che certa ed a complicare ancor di più la situazione è la levata di scudi della capogruppo alla Camera di Area Popolare, Nunzia de Girolamo, che un giorno sì e l’altro pure, scava trincee contro Governo e maggioranza.
 
La De Girolamo chiede la conta e avverte Alfano: quattro i punti qualificanti per restare nel Governo
 
Lunedì in una lunga intervista concessa al quotidiano online Huffington Post, pone Alfano di fronte a precise condizioni. La De Girolamo ha già preparato un documento da mettere in discussione nel suo partito, documento che potrebbe segnare, se approvato, la fine della collaborazione con Renzi, o, in alternativa una scissione. “Sarà un documento – fa sapere la De Girolamo – da mettere certamente ai voti nella nostra assemblea nazionale e su cui realizzare una ampia consultazione tra i nostri iscritti. Poi, sulla base di quel documento, è necessario andare al confronto con Renzi. Se accetta i nostri punti, bene, altrimenti a mio giudizio dobbiamo ritirare la delegazione dal governo e passare all’appoggio esterno”. Quattro i punti sui quali la De Girolamo vuole dare battaglia, non solo nel suo partito, ma soprattutto nei confronti del governo e nelle Aule Parlamentari. Il primo è la Legge elettorale. Per l’ex ministro sarebbe necessario tornare alla prima versione dell’Italicum, che prevedeva un premio alla coalizione e non ai partiti, ed accanto a questo il ripristino delle vecchie e care preferenze. Al secondo punto i sostegni alle partite Iva. Irrinunciabile varare, per loro, misure concrete di abbattimento delle tasse. Al terzo punto cambiare rotta sui sostegni al Mezzogiorno d’Italia. Infine al quarto punto le questioni legate alla Giustizia. Al primo posto, secondo la De Girolamo, il capitolo intercettazioni “non possiamo tollerare l’indecenza di uno strumento di indagine che si trasforma in gogna mediatica”. Chiaro il messaggio al ministro Alfano: “Riprendi il tuo testo sulle intercettazioni e portalo in parlamento. Punto”.
 
Oltre all’Ncd anche quel che resta di Scelta Civica si prepara a valutare il passaggio all’opposizione
 
Nell’universo mondo ‘centrista’ scalpita inoltre anche Scelta Civica, corpo residuo dell’implosione ‘montiana’, che si è concretizzata con la fuga verso il Pd di una cospicua componente, chiede conto sui lavori in corso, visto che, al netto dei fuggiaschi, Sc, non può affatto digerire una sorta di bicolore di Pd e Area Popolare. Se così fosse, Scelta Civica si sentirebbe in diritto, senza ‘ricompense’, di passare all’opposizione. Naturalmente parliamo di piccoli numeri nel sostegno all’Esecutivo, ma che, uniti ai dissidenti della sinistra del Pd e a singoli ‘franchi tiratori’, potrebbero rappresentare per Renzi più di un problema nelle Commissioni e nelle Aule parlamentari. Contro la nuova, ma ancora solo eventuale ed ipotetica, struttura dell’esecutivo si scaglia intanto M5s. “’Cchiu pilu pe’ tutti’ in salsa renziana diventa ‘cchiu poltrone pe’ tutti’. #Quagliariello #affariregionali” scrive su twitter il senatore 5 stelle Nicola Morra, che in precedenza aveva twittato: “Dopo due mesi di vacatio si avvertiva veramente la necessità di un ministro degli Affari regionali”.

 

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