L’eurogruppo approva il documento di Tsipras. La Grecia per quattro mesi respira

L’eurogruppo approva il documento di Tsipras. La Grecia per quattro mesi respira

Al termine di una teleconferenza durata poco più di un’ora, i ministri delle Finanze dell’eurogruppo hanno approvato il documento presentato dal governo Tsipras col quale si chiedeva un prolungamento di quattro mesi della ristrutturazione del debito greco. Il documento, che si può leggere tradotto in altra pagina di questo giornale, mette a punto una serie di riforme strutturali in materia di economia, sicurezza sociale, corruzione e lotta all’evasione fiscale. Ora la parola dovrebbe passare all’attenzione dei Parlamenti in quei stati, come la Germania, dove è richiesto l’obbligo del pronunciamento attraverso un voto. In ogni caso, il successo di Tsipras e del suo ministro delle Finanze Varoufakis pare del tutto innegabile. L’approvazione dà fiducia innanzitutto alla Grecia, al suo governo e al suo popolo. Rimette alla decisione politica la centralità, da anni derubata dalle strutture burocratiche di Bruxelles, e restituisce legittimità al principio di autonomia decisionale di ciascun popolo.

In un comunicato, diffuso alle 15.40, l’Eurogruppo conferma l’approvazione. “L’Eurogruppo”, si legge, “ha oggi discusso del primo elenco di riforme presentate dalle autorità greche, che saranno meglio specificate e poi concordate alla fine del mese di aprile. Le istituzioni ci hanno rassicurati con la loro prima opinione sul fatto che esse considerano l’elenco di misure sufficientemente ampio da essere valido come punto di partenza per una conclusione positiva della revisione. Abbiamo pertanto concordato di dare avvio alle procedure nazionali, al fine di raggiungere la decisione definitiva sull’estensione fino a quattro mesi utilizzando il Master Financial Assistance Facility Agreement. Invitiamo le autorità greche ad ulteriori e più ampi sviluppi dell’elenco delle riforme, basate sull’attuale documento, in stretta collaborazione con le istituzioni, al fine di pervenire ad una conclusione veloce e positiva della revisione”.

Il racconto del giorno più lungo, per la Grecia e per l’Europa

La Grecia ha compiuto, alla mezzanotte di lunedì 23 febbraio, un grande passo verso la estensione ad altri quattro mesi del tempo concesso per la ristrutturazione del debito, la cui scadenza è prevista per il prossimo 28 febbraio. Dopo una serie di riletture della bozza delle riforme, di dibattiti interni alla coalizione di governo, e al partito del premier, Syriza, finalmente è giunto a Bruxelles il documento formale che contiene le proposte di Atene. Il portavoce del presidente della Commissione Juncker ha confermato via twitter che la documentazione greca ha raggiunto Bruxelles prima della scadenza fissata alla mezzanotte di lunedì. Lo stesso Dijsselbloem, il presidente dell’eurogruppo, ha detto al Parlamento europeo che la bozza di Atene è giunta alla sua casella di posta elettronica alle ore 23.15 di lunedì 23 febbraio. La bozza greca sarà portata al vaglio, nella mattinata di martedì 24 febbraio, di tutte le istituzioni europee coinvolte nell’opera di ricostruzione del debito greco: dall’eurogruppo dei ministri delle Finanze alla Commissione alla Banca Centrale, al Parlamento europeo e in diversi Parlamenti nazionali.

Le buone notizie da Bruxelles per Tsipras sembrano non mancare, mentre scriviamo. L’Agenzia di stampa internazionale Reuters scrive, alle 10 di martedì, che una fonte interna alla Commissione ha rivelato che l’elenco delle riforme sarà considerato “sufficientemente ampio da essere un valido punto di partenza per il successo della revisione” ed ha aggiunto che “siamo soprattutto incoraggiati dal forte impegno nella lotta alla evasione fiscale e alla corruzione”.

Le indiscrezioni sui contenuti del documento di Atene

In realtà, la bozza è rimasta quasi del tutto confidenziale. Tuttavia, alcune indiscrezioni sono trapelate dall’entourage di Tsipras. Secondo l’Agenzia France Presse, una fonte europea ha rivelato che il governo non ha rinunciato alle misure sociali d’emergenza, nel quadro della lotta alla “crisi umanitaria”, per aiutare le persone più colpite dalla crisi. Sempre secondo questa fonte, nell’elenco sono comprese: la fornitura di elettricità a 300.000 famiglie bisognose; accesso gratuito ai servizi medici ai cittadini meno abbienti; distribuzione di coupon di aiuti alimentari; sostegno ai trasporti; sostegno finanziari specifico ai pensionati al minimo. La fonte dell’AFP dice che nella lista non comparirebbe l’aumento del salario minimo da 580 a 750 euro.

La lettera di Schauble al Bundestag

I tedeschi si sono svegliati martedì mattina con una enorme sorpresa: il quotidiano Handelsblatt ha pubblicato una lunga lettera del ministro delle Finanze Schauble al presidente del Bundestag, il Parlamento Federale tedesco. In questa lettera, di ben quattro pagine, il ministro, considerato finora un falco nelle politiche di rigore monetario e avversario di Varoufakis, ha invece invitato il Bundestag a votare venerdì per la concessione ad Atene della estensione dei quattro mesi. “Il governo federale”, scrive Schauble, “sostiene l’estensione proposta, di fronte al riconoscimento della Grecia dei suoi impegni e dell’accordo dell’eurogruppo”. Bisogna riconoscerlo, si tratta di un grande passo avanti, soprattutto se si pensa che la lettera di Schauble è stata scritta prima ancora di aver letto il documento formale di Atene. Venerdì, dunque, il Bundestag dovrebbe approvare e sostenere il pacchetto di riforme presentato da Tsipras.

Le dichiarazioni di Dijsselbloem al Parlamento europeo

Mentre scriviamo, il presidente dell’eurogruppo sta dicendo al Parlamento europeo due cose sostanziali: in primo luogo, il piano di riforme presentato dal governo di Atene è molto serio, ma il piano stesso è “solo il primo passo” di un lungo processo; e in secondo luogo, la cosiddetta “Grexit”, ovvero l’uscita della Grecia dall’Euro non è una delle opzioni sul tavolo negoziale.

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