Tsipras annuncia il suo New Deal al Parlamento greco. Varoufakis avverte l’Europa

Tsipras annuncia il suo New Deal al Parlamento greco. Varoufakis avverte l’Europa

Dinanzi al nuovo Parlamento greco, domenica sera, il primo ministro Alexis Tsipras ha pronunciato un discorso di politica generale, nel corso del quale ha ripetutamente affermato che il suo governo manterrà “tutte le promesse” fatte in campagna elettorale, davanti agli elettori, e che “onorerà il debito”, di fronte ai creditori. Tuttavia, ha ricordato Tsipras, la Grecia lo farà attraverso un “cambio di programma” e non mediante “l’estensione del programma di aiuti internazionale finanziato dalla troika” (ovvero, da Commissione europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea).

“La Grecia ha intenzione di pagare il suo debito”, ha proseguito Tsipras, “ma invitando i partner della Grecia a sedersi al tavolo dei negoziati per discutere dei metodi per renderlo sostenibile”. Tsipras ha indicato anche una precisa tempistica – giugno 2015 – per la creazione di un “cambio di programma”, e ha valutato che la conclusione di questo genere di accordo potrebbe concretizzarsi entro quindici giorni, nonostante le enormi difficoltà del negoziato. Per Tsipras, questo vero e proprio “New Deal” greco, che rispetterà le regole comunitarie, è l’unica soluzione per evitare che la Grecia piombi in una nuova recessione, proprio perché il suo debito è al 175% del PIL. L’obiettivo del suo governo, ha proseguito, è quello di pervenire a un equilibrio finanziario, uno degli argomenti che la Grecia farà valere nei negoziati.

Dalla vittoria elettorale di Syriza, lo scorso 25 gennaio, appena due settimane fa, il nuovo governo ha già annunciato le misure per far fronte “alla crisi umanitaria” che attraversa il paese dopo anni di recessione e di una politica di austerità drastica, in cambio di prestiti internazionali. Tra le misure sociali urgenti presentate domenica sera da Tsipras al Parlamento greco, vi è “il ristabilimento graduale del reddito minimo a 750 euro mensili”, entro il 2016. Ha anche annunciato misure più simboliche, come una riduzione dei redditi dei ministri e dei parlamentari.

Dal canto suo, il ministro delle Finanze Varoufakis, in prima linea nella definizione dei colloqui con i partner europei e nella costruzione di una nuova politica economica per la Grecia, è stato intervistato dalla Rai, sempre domenica sera. “L’euro è fragile”, ha detto Varoufakis alla Rai, “è come un castello di carte. Se si tira via la carta greca, crollano tutte”. La zona euro, ha proseguito Varoufakis si espone al rischio di frammentazione e di “decostruzione”, a meno che non si ammetta che la Grecia, e non solo la Grecia, è incapace di rimborsare il debito nelle condizioni attuali. “Metto in guardia chiunque”, ha concluso Varoufakis, “che se si adotterà un’amputazione strategica della Grecia dall’Europa, si farà un passo assai pericoloso. Chi sarà il prossimo dopo di noi? Il Portogallo? Che accadrà se l’Italia scopre che è impossibile restare nella camicia di forza dell’austerità?”.

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